La conferenza stampa

Luca Zaia: «Calo nei ricoveri da 14 giorni. Con AstraZeneca potremo vaccinare tutti per giugno»

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Luca Zaia - punto stampa 14 gennaio 2021

Dalla richiesta di rivedere l'asporto per i bar dopo le 18 a quella di uniformare i dati sui tamponi rapidi nel bollettino nazionale per ciascuna regione fino alle previsioni di vaccinazione dei veneti. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal presidente della Regione, Luca Zaia, nella consueta diretta sulla situazione coronavirus in Veneto.

 

In particolare, il presidente riferisce di un calo nei ricoveri che si registra da 14 giorni consecutivi anche se resta elevato il numero dei morti giornaliero. E poi un'altra novità: parlando del piano di vaccinazione, ammette di confidare nell'approvazione del vaccino AstraZeneka a fine mese per poter vaccinare tutta la popolazione veneta entro giugno.

 

Infine la crisi di governo, che il governatore si augura si risolva velocemente, e il caso dell'assessore Donazzan sulla quale pende ora una mozione di riserva per l'episodio che l'ha vista protagonista in radio dell'intonazione di "Faccetta nera". Per Zaia si è trattato «quanto meno, di  una leggerezza». Qui di seguito gli argomenti trattati nel corso della diretta. 

 

BOLLETTINO. «Il Veneto registra 2.076 nuovi contagi Covid nelle ultime 24 ore e 101 decessi.  Il dato degli infetti dall’inizio dell’epidemia sale così a 293.795, quello dei morti a 7.785. Continua il trend di discesa dei ricoveri negli ospedali della regione. Nei reparti medici si trovano 2.869 pazienti Covid (-119), nelle terapie intensive 351 (-9). Gli attuali positivi sono 79.825 (-2.145). Siamo al 14° giorno di calo dei ricoveri. Non abbassiamo la guardia, dobbiamo fare in modo che l’ago della bilancia non torni a salire e per questo dobbiamo continuare a essere rigorosi sull’uso della mascherina e con il distanziamento».

 

NUOVE MISURE. «Questa mattina si è tenuta la riunione con il Governo. Sul Dpcm, avete visto, la chiusura dei confini regionali fino al 15 febbraio e non più a marzo. E sono previsti dei "tagliandi" strada facendo. Io aggiungerei che sia ora di uniformare i dati, con la colonna dei tamponi rapidi perché è una fase diagnostica che tante regioni hanno e tutto il mondo ha. Abbiamo chiesto, noi e altre Regioni, che nel testo finale del dpcm venga rivisto il tema dell’asporto negato dopo le 18 per i bar».

 

VACCINI. «Vaccini, si è parlato con Arcuri di decidere la possibilità di accantonare un tot di dosi di magazzino prudenziale oltre il quale però non vengono più consegnati vaccini. Questo per equità. Ci siamo dati appuntamento con la conferenza delle regioni per trovare una modalità mutualistica. Ultimo aspetto ci è stato confermato che Pfizer avremo circa 43mila dosi a settimana, Moderna ha invece una fornitura più bassa  (7.800 dosi) e la dedicheremo agli over 80. A fine mese potrebbe esserci anche l'ok per il vaccino AstraZeneca, se così fosse, la fornitura potrebbe essere copiosa (91milioni di dosi complessive per i tre vaccini) quindi si potrebbe vaccinare tutta la popolazione in tempi brevi, per giugno. Si va verso un periodo di meno buio. La terza ondata è arrivata, ci sono regioni che hanno fatto restrizioni più forti delle nostre e tornano a salire con i contagi».

 

VACCINO ITALIANO. «Vaccino Reithera, vaccino italiano dello Spallanzani, sperimentazione alla fase 2, il Veneto ha avuto un ruolo perché è coinvolta anche Verona. Ma serve altro tempo e le autorizzazioni Ema per poterlo utilizzare».

 

CASO DONAZZAN. «E' una mozione di riserva e non di sfiducia quella presentata in Consiglio regionale nei confronti di Donazzan, vediamo la discussione che ne emergerà. Io ho chiesto le scuse e mi risulta le abbia date, dopo di ché il Consiglio è sovrano. Io ho l'obbligo di guardare con oggettività ai fatti, si tratta di una uscita infelice da condannare senza se e senza ma. So però che il contesto in cui è avvenuto è di assoluta goliardia. Io so qual è il principio ispiratore che porta avanti questa amministrazione che è il rispetto della libertà, figuriamoci se io posso avallare posizioni negazioniste e fasciste. Questa mi pare quanto meno una leggerezza» 

 

CRISI DI GOVERNO. «Con questa vicenda ci mancava solo la crisi politica. O ci sarà un conte ter, o un nuovo presidente incaricato o l'opzione del centro destra. Non credo non ci saranno elezioni. Ho sempre pensato che le elezioni fossero sanificatorie, ma in questo momento rappresenterebbero uno scenario tragico. C'è il vantaggio che le Regioni ci sono e vanno avanti. Io so solo che dobbiamo uscire dall'incubo coronavirus e non ci sono variazioni sul tema»

 

RISTORI E PROTESTE. «I lavoratori perbene lanciano un grido d’allarme e sono in difficoltà. Siamo in un contesto nel quale i ristori non stanno arrivando come promesso».

 

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Giorgia Cozzolino