La conferenza stampa

Luca Zaia: «Caso vaccini a Verona? Incomprensibile, le 1.100 dosi si dovevano trovare»

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Luca Zaia - punto stampa 6 aprile 2021

Luca Zaia torna in diretta per dare le ultime informazioni sull'emergenza coronavirus in Veneto.  Il presidente bacchetta l'Ulss9 dopo il caso di Pasquetta quando molti anziani, con prenotazione per il richiamo del vaccino, sono stati rispediti a casa per mancanza di dosi Pfizer. L'Ulss aveva messo un avviso del ritardo sul proprio sito internet, ma non tutti gli anziani lo avevano visto e per questo, ieri in serata, erano arrivate la scuse dell'azienda. Non abbastanza per Zaia che ritiene che quelle 1.100 dosi andassero reperite «in un modo o nell'altro»  e ha chiesto al direttore generale, Pietro Girardi, una relazione dettagliata sull'accaduto.

 

Nel corso della conferenza stampa Zaia ha spiegato che le vaccinazioni per anziani e fragili hanno subito una battuta d'arresto per la mancanza di dosi Pfizer, ma che oggi (proprio nel corso del punto stampa) sono arrivate 125mila dosi. Questa settimana non arriveranno invece altre dosi di Astrazeneca.

 

In tema di possibili riaperture, il presidente ha fatto sapere che si sta lavorando a livello nazionale a una rimodulazione del decreto se la situazione epidemiologica migliorerà e che giovedì vi sarà un vertice con il presidente del Consiglio in cui si tratterà anche questo tema. Per Zaia è necessario modificare il modello dei 21 parametri.

 

LA DIRETTA

 

IL BOLLETTINO

«Sono 507 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore, pari al 5,13% dei tamponi eseguiti. Oggi i positivi sono 36.986. Sono 1.917 (+37) in area non critica e 315 in intensiva (+13) e 15 i morti»

 

CASO VERONA

«Evito di dire i commenti che ho fatto quando ho saputo che a Verona erano stati rispediti a casa anziani con prenotazione perché mancavano le dosi. Questo perché erano 1.100 dosi e 1.100 dosi, in un modo o nell'altro,  si dovevano trovare. Esiste il prestito tra aziende e Regioni, ci scusiamo con chi ha subito il disagio anche se non è dipeso da noi. Se lo si sapeva  si poteva risolvere, si poteva anche  chiamare direttamente il Commissario: lo trovo incomprensibile. L’assessore alla Salute ha chiesto questa mattina una relazione dettagliata al direttore generale»

 

VENETO IN ARANCIONE

«Da oggi è giornata arancione, non è un gioco a premi, non è che abbiamo vinto qualcosa, abbiamo avuto due dati, incidenza ed rt, che seppur in zona Cesarini sono di poco sotto la zona rossa. Significa meno restrizioni e più responsabilità individuale. Abbiamo 315 persone in intensiva, quasi come a marzo, siamo più performanti nelle cure, però il virus c'è. L'appello è non abbassare la guardia, ne veniamo fuori, anche se ancora non si è imboccata la via della discesa, siamo in altalena.»   

 

ABBASSATA L'ETÀ MEDIA DEI CONTAGIATI

«L'età media del contagiato è 54 anni, significa che si è abbassata, inevitabile visto che abbiamo vaccinato quasi tutti gli anziani. Il 50 per cento non avrà sintomi e il 5-7% però finisce in ospedale» 

 

VACCINI, MANCA PFIZER: ARRIVA OGGI

«Grazie ai vaccini non abbiamo più focolai negli ospedali e nelle case di riposo, abbiamo superato 1 milioni di dosi somministrate, oggi abbiamo a disposizione circa 140mila dosi. Abbiamo avuto una flessione nei giorni di Pasqua, non avevamo più Pfizer. Oggi abbiamo 39.547 dosi di Moderna e 99.429 Astrazeneca, ma questa settimana non arriveranno altri dosi Astrazeneca.  Per oggi però non abbiamo Pfizer per ultraottantenni e fragili, quindi ulteriore battuta d'arresto per queste categorie perché sono arrivate solo 10 minuti fa le 125mila dosi Pfizer previste. Considerate che abbiamo circa 150mila dosi di vaccino a settimana fino a fine aprile. Abbiamo ancora 400mila fragili da vaccinare, ma dovremmo riuscire a farli in fretta. Il 68 per cento del personale scolastico è stato vaccinato»

 

APERTURE E MODELLO 21 PARAMETRI

«L'attuale decreto prevede l'Italia in arancione e rosso fino a fine mese. Il decreto prevede però un varco qualora vi fosse un miglioramento nelle condizioni epidemiologico. Bisogna essere obiettivi nel guardare i dati e riconoscere che c'è il virus e pressione sanitaria, dall'altro c'è un problema economico e psicologico. Detto questo il modello dei 21 parametri diventa ogni giorno più anacronistico perché non esisteva un sistema diagnostico come quello attuale, non c'erano le cure attuali, ma soprattutto non c'era il vaccino.  So che a livello nazionale stanno lavorando in tal senso e auspico che rivedano in fretta il modello» 

 

INCONTRO CON IL GOVERNO

«Giovedì incontro con il governo e il presidente Draghi, parleremo per lo più di recovery fund. Dovremo trovare un modo per tutelare la salute e salvaguardare l'economia. Ci vorrà una gradualità nelle aperture. Ad oggi non c'è una proposta nello specifico» 

 

RECOVERY FUND

«Io l'estate la vedo libera, non sono uno scienziato, ma con la bella stagione e i vaccini, conto che avremo messo in sicurezza la parte più fragile. Penso che dovremo avere un rinascimento per l'economia veneta, con 209 miliardi ben investiti per creare occupazione e aiutare le imprese, non per monopattini o altre "monate" simili, ne veniamo fuori bene. Le Regioni sono le uniche realtà che sono in grado di mettere a terra le opere. Se il governo ci mette una visione rinascimentale federalista,  e non medievale e centralista, e punterà sulla sburocratizzazione ce la faremo. Se si è fatto un ponte in due anni, perché non si può fare un ospedale? Sono pronto a gestire la quota veneta del recovery ed anche il debito pubblico se mi danno l’Autonomia» 

 

MONOCLONALI

«Il Veneto è la regione prima in Italia per l’utilizzo degli anticorpi monoclonali con 151 somministrazioni a settimana sui 386 in tutta Italia. Dopo di che non possiamo farlo a tutti perché c’è chi assume farmaci che vanno in contrasto ad esempio, il monoclonale va bene a chi è titolato a poterlo fare. Regioni grandi come la nostra ne hanno fatti uno, tre, cinque, quattro, nove, sei»

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Giorgia Cozzolino