Conferenza stampa

Zaia: «Pronto il piano per la fase 5, ovvero un assetto di guerra totale. Un terzo dei ricoverati in Veneto è Covid»

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Luca Zaia, punto stampa 2 dicembre 2020

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, torna in diretta con nuovi aggiornamenti sulla situazione coronavirus nella nostra regione spiegando che un terzo dei ricoverati negli ospedali del Veneto è dato da pazienti Covid e annunciando nei prossimi giorni un «piano di guerra» relativo alla quinta fase, ovvero quella di assoluta emergenza nei nosocomi regionali.

 

Zaia polemizza poi sulla questione forniture vaccini anti Covid sottolineando il ritardo europeo rispetto al resto del mondo nell'approvazione, da parte dell'Ema, del vaccino. Il presidente attende poi notizie da parte del governo con la bozza del prossimo Dpcm che dovrebbe essere firmato entro domani.

 

LA DIRETTA

 

IL BOLLETTINO REGIONALE

«Tra tamponi e rapidi abbiamo 47.124 test in 24 ore. Sono 2.792 i casi positivi nelle ultime 24 ore. In totale da inizio pandemia sono 150.909 i positivi, attualmente positivi sono 68.792. I morti sono 69 nelle ultime 24 ore, in totale 3.887 mentre i dimessi sono +116, in totale 7.392. I ricoverati sono 3.094 in totale, tra questi 240 in intensiva. I ricoveri no-covid sono 6.969, vale a dire che un terzo dei pazienti ricoverati negli ospedali veneti è ricoverato per il virus»

 

L'ANALISI

«Timidi segnali ci sono, tamponi ne facciamo una valanga, ne facciamo più di tutti e il nostro contact tracing copre almeno 85% (la soglia nazionale nei 21 parametri è 60%). Abbiamo meno positivi sui tamponi rispetto a marzo ma gli ospedali sono pieni e i ricoveri non calano. Le ragioni sono diverse: la curva da noi è partita con qualche settimana di ritardo rispetto le altre regioni e l'altro fattore è che se continuiamo ad agevolare gli assembramenti in ospedale continueranno ad arrivare cittadini. Su 3mila contagiati, 10 persone finiscono in terapia intensiva. La pressione è alta e noi abbiamo coscienza del grande sacrificio che stanno facendo i lavoratori della sanità veneta.»

 

PIANO PER LA QUINTA FASE

«Nei prossimi giorni vi illustreremo un nuovo piano per la quinta fase. Speriamo resti una esercitazione da scrivania, ma vogliamo essere pronti per quello rappresenterebbe un assetto di guerra totale» 

 

DPCM

«Rispetto alle iniziative del governo non abbiamo novità, capiamo che c'è un dibattito all'interno del cdm. Dal 4 dicembre decade anche la nostra ordinanza ed entra in vigore appieno il Dpcm. Non abbiamo ancora visto una bozza del prossimo Dpcm»

 

VACCINO ANTI COVID

«Per quanto riguarda la fornitura, l'Europa non fa una bella figura se leggiamo che la Gran Bretagna è pronta a vaccinare. Capire che questi iniziano a vaccinare e noi ne parleremo fra un paio di mesi on è una bella cosa. Ci diranno che Londra non ha l'approvazione, ma di fronte all'ok dell'Fda, l'ente di certificazione statunitense, considerato il più importante al mondo, noi europei dobbiamo rifare tutta la procedura da capo con l'Ema? Non è il caso di accelerare? Noi finiremo di vaccinare a fine estate 2021, non ce la facciamo prima con questi presupposti. Stiamo preparando un piano anche per la distribuzione del vaccino anti covid. Vi svelo un segretino: la prima volta che abbiamo parlato di vaccino, abbiamo guardato le scorte di siringhe e abbiamo detto "ne abbiamo tante, ma è meglio che ne compriamo altre", abbiamo già visto questa cosa con le mascherine» 

 

ZONA GIALLA 

«Non vorrei che si pensasse che la zona gialla sia un alibi, un modo per dire "liberi tutti". Ricordo che le restrizioni, tranne che per gli spostamenti, sono uguali a quelle della zona rossa e arancione. Lockdown nelle festività? Sarebbe un fallimento sociale, vuol dire che non siamo più una comunità, spero che i veneti abbiano ben presente la situazione e siano responsabili. Poi bisogna anche capire che c'è chi non sbarca più il lunario» .

 

SECONDA ONDATA NON È COLPA DELL'ESTATE

«Io non faccio parte di quelli che pensano che il "liberi tutti" estivo ha dato vita alla seconda fase. Sono quello che ha fatto appelli anche questa estate, ma non credo che i comportamenti estivi siano i responsabili della seconda ondata. Questo virus assomiglia a un virus influenzale, scommettiamo che prima di aprile non se ne va?» 

Giorgia Cozzolino
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