A due mesi dalla morte di Adriano Trevisan

Lo studio su Vo': senza sintomi il 43% dei contagiati, nessun bambino con il virus

A due mesi dalla morte di Trevisan
Vo' Euganeo
Vo' Euganeo

A due mesi esatti dalla morte di Adriano Trevisan, il primo italiano deceduto per coronavirus, emergono dati interessanti dal suo comune di residenza, Vo' Euganeo (Padova).

Nel comune dei colli berici, subito isolato come «zona rossa», è stato fatto il tampone a circa l'80% della popolazione. In paese si sono registrati poco meno di 90 casi di covid-19 (con 3 decessi), su una popolazione di poco più di 3.000 abitanti. Oggi non c'è alcun contagiato.

 

I RISULTATI

Sul sito MedrXiv Andrea Crisanti, il microbiologo dell’università di Padova che ha consigliato a Zaia un incremento dei tamponi in tutto il Veneto, ha pubblicato assieme ai suoi colleghi epidemiologi dell’Imperial College di Londra un interessante studio sui risultati di Vo'.

Dai risultati preliminari dello studio emerge che il 43% dei contagiati di Vo' non presentava sintomi. Lo studio spiega anche che la maggior parte dei contagi è avvenuto prima del lockdown o dopo il lockdown ma all'interno degli stessi nuclei familiari.

Infine un dato interessante, che lo stesso studio spiega che può aprire scenari interessanti: nessun bambino sotto i dieci anni è risultato positivo, sebbene 13 di essi siano stati a contatto con persone positive. Solo due i casi nel campione fra gli 11 e i 20 anni.