La delusione del presidente

La previsione di Zaia: «Con questo Dpcm la curva dei contagi non cambierà»

Luca Zaia
Luca Zaia
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«Sono convinto, con una punta di scetticismo, che la curva di contagi con le misure che si sono prese non avrà tutte queste modificazioni. Staremo a vedere, il tempo sarà galantuomo»: lo sostiene ad Antenna Tre il Presidente del Veneto Luca Zaia.

 

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«Abbiamo oggi una pressione negli ospedali che è di 77 persone in terapia intensiva - ricorda -. Il 13 di marzo dopo appena 20 giorni dal primo caso ne avevamo 111 e il 29 marzo avevamo già raggiunto la punta con 356». Attualmente, sottolinea, vi sono «poco più di 600 persone ricoverate nei diversi reparti degli ospedali». «Pressione ce n’è, è inevitabile - conclude - però è pur vero che siamo pronti con l’artiglieria pesante in caso di difficoltà».

 

«Come Regione abbiamo chiesto di modificare il dpcm e di ascolto non ce n’è stato. E lo dice uno che è sempre stato solidale, che non ha mai fatto polemiche e non le voglio fare - aggiunge - ma di fatto il Governo ha scelto di fare questa strada da solo, approvando il dpcm senza accogliere la minima modifica richiesta dalla Regione, dalle Regioni». Per Zaia «questo è emblematico, non è mai accaduta una cosa del genere».

 

«Non sono preoccupato, la protesta nel rispetto delle regole e della civiltà è il sale della democrazia. Penso anche che non vedremo immagini come quelle che abbiamo visto in televisione in questi giorni», dice sull’ipotesi di manifestazioni di protesta contro il dpcm che potrebbero essere organizzate oggi  i in alcune città della regione, tra cui Vicenza e Treviso. «Non posso sapere - aggiunge - quale sarà l’evoluzione di queste proteste nei giorni e nelle settimane successive, certamente c’è molto malcontento e preoccupazione. I nostri operatori a me hanno detto non vogliamo i soldi ma vogliamo lavorare».

 

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