La tabella

L'incidenza dei casi in Veneto. Ovest Veronese vicino alla soglia per la chiusura delle scuole

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I distretti del Veneto
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Il nuovo dpcm dà facoltà ai presidenti di Regione di chiudere le scuole quando l'incidenza dei casi supera i 250 su 100.000 abitanti. In Veneto, anche se il dato regionale è più basso, si è deciso di intervenire in quei distretti sanitari dove questa soglia è stata superata: chiuse in questi casi, con attivazione della didattica a distanza, le scuole dalla seconda media in su. Vengono date 48 ore di preavviso prima della chiusura, la chiusura dura almeno 14 giorni.

 

AGGIORNAMENTO 10 MARZO

Come annunciato in conferenza stampa, si aggiunge l'Alto Vicentino all'elenco dei distretti dove, per ordinanza regionale, chiudono le scuole a partire dalla seconda media in su. Ora sono sei. 

QUI LA TABELLA RELATIVA AL 10 MARZO

Ancora sotto la soglia dei 250 contagi per 100.000 abitanti i distretti veronesi: crescono però tutti e tre, con quello dell'Ovest Veronese che è quello più vicino: è salito a 210 (ieri era a 181) casi per 100.000 abitanti. A 193 la pianura veronese, a 164 Verona città ed Est Veronese.

 

 

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9 MARZO

Fra giovedì e venerdì, al momento sono cinque i distretti del Veneto dove agli studenti sarà tolta la possibilità di andare a scuola: distretto di Belluno, di Asolo (Tv), Veneto Orientale (che comprende comuni sia trevigiani che veneziani), il distretto Padova, Terme Colli e il distretto Alta Padovana.

Per quanto riguarda i distretti veronesi afferenti all'Ulss 9, con l'aggiornamento del 9 marzo, è a 183 casi su 100.000 abitanti il distretto 4-Ovest Veronese, a 181 il distretto 3-Pianura Veronese e a 153 casi su 100.000 abitanti l'agglomerato dei distretti 1-Verona città e 2-Est Veronese.

 

 

 

"BASTA COLPIRE LE SCUOLE"

Intanto arriva la protesta del comitato "Priorità alla scuola Veneto":  "La DAD non è scuola. Ad un anno di distanza dall’inizio della pandemia Governo e Regione hanno il dovere politico di trovare una soluzione, tanto millantata in campagna elettorale. Non è pensabile avere i comparti produttivi e i luoghi del commercio e dello shopping aperti, e le scuole chiuse. Anche in questo l’assessore Elena Donazzan è stata chiara: la scuola deve essere l’ultima a chiudere. E questo non può essere semplicemente uno slogan. Il DPCM autorizza, non obbliga, la chiusura dei luoghi dell’istruzione sopra un certo numero di contagi. La scuola è un’attività essenziale e si chiude per ultima. Chiediamo che le scuole restino aperte in presenza e che si metta in campo un reale screening per tutta la popolazione scolastica per garantirne la continuità in sicurezza. Da oggi faremo partire un mailbombing rivolto al Presidente Zaia, all'assessore Donazzan, al garante per l'infanzia e l'adolescenza, Stiamo inoltre costruendo mobilitazioni locali per la scadenza nazionale lanciata da Priorità alla Scuola per il 26".

Riccardo Verzè