Allarme per le colture

Gelate nella notte: nella pianura veronese -3,1 gradi di minima

Meteo, temperature 8 aprile 2021 (fonte Arpav)
Meteo, temperature 8 aprile 2021 (fonte Arpav)

Notte di gelate in Veneto. Come era stato previsto, la temperatura si è abbassata in modo considerevole la notte appena trascorsa, valori che, secondo i meteorologi  di Meteo in Veneto, ritoccano verso il basso i «valori record che si erano registrati l'8 aprile del 2003.». Un calo così drastico delle temperature da mettere in serio pericolo le colture. A Roverchiara si sarebbe registrato un -4,1°.

 

Secondo i dati di minima rilevati da Arpav nella notte, a Villafranca di Verona si sono registrati -3,1°, a Marano di Valpolicella 2,4°, a Bosco Chiesanuova -2,7.

Nelle zone montane il record è ad Arabba (Belluno) con -8.7 gradi, seguita da Castana nella Valle del Posina (Vicenza) con -5.8. Tra le città capoluogo la più fredda è Belluno con -5.4, seguita da Rovigo (-3.8). Tra le località normalmente più fredde, la Val Visdende (1240 m) ha fatto segnare -12.2, Passo Cimabanche (1530 m) -14.2, Passo Pordoi (2154 m) -12.2, la Marmolada (stazione a 3256 m) -20.9 gradi.

 

Secondo le previsioni di Arpav, le temperature massime sono in ripresa ma da sabato un nuovo cedimento della pressione, per l'avvicinamento di una depressione da nord-ovest,  porterà  un aumento della nuvolosità e delle precipitazioni domenica, accompagnate da un nuovo modesto calo delle temperature massime. 

 

Previste per oggi temperature minime stazionarie o in locale diminuzione, con valori prossimi o inferiori a zero anche in pianura; massime in aumento, localmente anche marcato, con valori più in linea con la media del periodo in pianura.

 

L'ALLARME DI COLDIRETTI. «Il gelo ha colpito duramente nelle campagne dove le produzioni in molti territori sono state praticamente dimezzate, dalle albicocche alle pesche, dalle fragole ai kiwi fino agli ortaggi». Lo rileva Coldiretti con un monitoraggio sugli effetti dell’ondata di freddo gelido che ha devastato i raccolti dal Piemonte alla Lombardia, dal Trentino al Veneto, dall’ Emilia Romagna alle Marche, dalla Toscana al Molise. L’organizzazione agricola segnala in particolare che «se per proteggere i raccolti sono stati addirittura accesi a Padova i falò notturni per riscaldare i ciliegi in fiore, in Valtellina è stata spruzzata acqua sulle piante per creare un velo protettivo contro il gelo mentre nelle serre è stato aumentato il livello di riscaldamento con costi aggiuntivi per le imprese».

 

«Una situazione - sottolinea Coldiretti - drammatica per molte imprese agricole che hanno visto perdere in una giornata il lavoro di un intero anno». L’ organizzazione rileva inoltre che «pomodori, zucchine, peperoni ed altri ortaggi sono compromessi nel centro nord Italia ma anche le piante ornamentali hanno sofferto per le gelate notturne con photinie, evonimi, allori ed altre piante che in Toscana avevano già vegetato vedono compromessa la loro bellezza, e vendibilità, a causa delle basse temperatura che danneggiano le loro foglie».

 

Coldiretti conclude dicendo che «dopo le alte temperature dei giorni scorsi che hanno favorito il risveglio della vegetazione le piante sono state sottoposte ad un terribile shock termico con effetti sulle produzioni». Precisa inoltre che «oltre a frutta e verdura a rischio le coltivazioni più precoci di mais, che potrebbero dover essere riseminate ma fuori dal riposo invernale e, pertanto, più sensibili al gelo, ci sono anche la vite e l’ulivo».