Speranza firma l'ordinanza

Covid, il Veneto resta arancione per un'altra settimana

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Una terapia intensiva
Una terapia intensiva

AGGIORNAMENTO 23 GENNAIO:

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l'ordinanza che assegna i colori alle regioni. Sono 14 le Regioni in area arancione. Confermate in area arancione Calabria, Emilia Romagna e Veneto. Restano in questa fascia anche: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. Con le ultime ordinanze firmate oggi sono, inoltre, entrate in fascia arancione anche la Sardegna e la Lombardia, che prima erano rispettivamente in fascia gialla e rossa.

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Il Veneto resta arancione. Lo ha comunicato la Regione. Il presidente Luca Zaia nel punto stampa di stamattina aveva ventilato la possibilità di passare in giallo, visti i parametri in miglioramento.

 

L'Istituto superiore di sanità, nel monitoraggio settimanale di oggi, ha messo il Veneto tra le 11 regioni «a rischio moderato». Il Veneto ha un Rt 0,81 (l'indice di trasmissibilità), quasi il più basso d'Italia, solo la Campania fa meglio (0,76), contro un Rt medio italiano di 0,97, dato che scende dopo 5 settimane consecutive di crescita. Lo evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale sul Covid dell'Iss-ministero della Salute sul periodo 30 dicembre 12 gennaio, nel quale si osserva "una diminuzione del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese". Terapie intensive in 12 Regioni sopra la soglia critica. Sono 4 le Regioni o Province autonome a rischio alto (11 la settimana precedente), 11 a rischio moderato (di cui 5 ad alto rischio di peggioramento) e 6 con rischio basso. La fase dell’epidemia resta ’delicatà, si legge nel documento che invita a mantenere le restrizioni, visto che sono possibili nuove forti variazioni.

 

Ecco in dettaglio la classificazione di rischio: alto per 4 regioni, P.A. di Bolzano, Sardegna, Sicilia e Umbria; rischio moderato per 11 regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, P. A. di Trento, Puglia, Valle d’Aosta e Veneto. In 5 regioni classificate a rischio moderato viene segnalata alta probabilità di progressione a rischio alto (Lazio, Marche, Molise, P.A. di Trento e Valle d’Aosta). Sei le regioni classificate a rischio basso: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria e Toscana.

 

La classificazione del rischio viene stilata considerando, tra l’altro, l’incidenza per 100mila abitanti, nuovi casi segnalati nella settimana, il trend settimanale con i focolai (se in aumento o diminuzione), stima Rt puntuale, esistenza di zone rosse, valutazione della probabilità e di impatto, allerte sulla resilienza dei servizi sanitari territoriali.

 

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