La conferenza stampa con Zaia

Tacconelli: «Monoclonali, Verona guiderà lo studio nazionale. Danni psicologici ai ragazzi per troppo tempo in dad»

Lanzarin, Tacconelli e Zaia
Lanzarin, Tacconelli e Zaia
Zaia, punto stampa del 19 aprile 2021

Dalla sede della protezione civile di Marghera (Venezia), la conferenza stampa (inizio previsto ore 12.30) del presidente del Veneto Luca Zaia sull'andamento della pandemia di coronavirus in regione. 

C'è la dottoressa Evelina Tacconelli, responsabile del reparto di malattie infettive dell'azienda ospedaliera di Verona, che sta per prima utilizzando le cure con gli anticorpi monoclonali.

 

I DATI

497 positivi su 10.786 tamponi (incidenza del 4,6%). In Veneto fino 400.000 positivi su circa 9 milioni di tamponi. 1.759 i ricoverati in ospedale, -7 da ieri. 264 sono in terapia intensiva, 1.495 in area non critica. Sette i decessi.

 

VACCINI E RIAPERTURE

«Ne veniamo fuori, ma guai abbassare la guardia. Il virus c'è ancora però. Sui vaccini abbiamo finito con gli over 80, stiamo facendo i fragili e cerchiamo di chiudere gli ultrasettantenni. Lunedì 26 arrivano 50.000 Pfizer in più. Dal 26 si riapre: da quel momento la responsabilità è individuale. 

5% deglli ultraottantenni non vuole vaccinarsi, l'1% è irrintracciabile»

 

SCUOLA

«Bisogna mettere mano alla questione dei trasporti e della scuola: abbiamo i mezzi pronti per il 50% di frequenza. Andando al 100% dobbiamo raddoppiare la dotazione, ma non ci sono i mezzi. Non ci sono proprio i mezzi sul mercato, perché per legge la capienza è ridotta. Spero che il Governo ci ripensi».

 

TACCONELLI

Evelina Tacconelli, responsabile del reparto di malattie infettive dell'azienda ospedaliera di Verona, che sta per prima utilizzando le cure con gli anticorpi monoclonali. «Nei mesi di febbraio e marzo 2021 non abbiamo avuto un aumento di mortalità confrontandoli con gli stessi periodi antecedenti al 2020».

«Di 420 dosi di monoclonali in Veneto (2.000 circa in Italia) 115 ne ha fatte Verona, a metà fra maschi e femmine. Sono tutte persone con più di 70 anni con una sintomatologia e fattori di rischio. Dai dati una categoria del genere portava a un 27% di ricovero con un 5% di mortalità. Noi ne abbiamo ricoverati 14 su 30-35 attesi e nessun decesso su sei-sette attesi. I pazienti vengono presi in carica su indicazione del medico di medicina generale».

«Abbiamo avviato uno studio (si chiama "Mantico") che faremo anche su over 50 con sintomatologia. Lo studio è italiano ma è condotto da noi con la rete infettivologica veneta che viene coinvolta. Tutti i dati confluiranno a Verona».

«L'anticorpo monoclonale è efficace se utilizzato subito, nelle prime fasi della malattia».

«La scuola al 100%? Non possiamo farne soltanto una questione di contagio. I ragazzi in didattica a distanza da tanto tempo hanno avuto danni culturali e psicologici. C'è stato un aumento di casi di bulimia e anoressia molto elevato. Penso che sia più utile riaprire che non riaprire».

 

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