Guerra Russia-Ucraina, aggiornamenti giorno per giorno/ NOVEMBRE 2022

Soldati e bambini nella piazza centrale di Kherson: il 9 novembre la Russia aveva ordinato il ritiro delle truppe dalla città
Soldati e bambini nella piazza centrale di Kherson: il 9 novembre la Russia aveva ordinato il ritiro delle truppe dalla città
Soldati e bambini nella piazza centrale di Kherson: il 9 novembre la Russia aveva ordinato il ritiro delle truppe dalla città
Soldati e bambini nella piazza centrale di Kherson: il 9 novembre la Russia aveva ordinato il ritiro delle truppe dalla città

l conflitto Russia-Ucraina, iniziato lo scorso 24 febbraio con l'invasione del territorio ucraino da parte delle truppe russe, prosegue senza sosta sotto l'attenzione di tutta la comunità internazionale. Aiuti dall'Italia e dall'Europa alle popolazioni aggredite. Qui di seguito l'evoluzione della guerra, giorno per giorno.

 

29 NOVEMBRE - KIEV, NAVI RUSSE CON 84 MISSILI IN MAR NERO E MEDITERRANEO

Le navi da guerra russe con un totale di 84 missili da crociera di tipo Kalibr sono pronte al combattimento nel Mar Nero e nel Mar Mediterraneo: è l’allarme lanciato dalla Marina ucraina, come riferisce Ukrinform. «Nel Mar Nero ci sono 12 navi da guerra nemiche, tra cui una portamissili di tipo Kalibr con una raffica totale di otto missili pronte al combattimento», dice il report.

Nel Mediterraneo sono presenti nove navi da guerra russe, tra cui cinque portamissili da crociera del tipo Kalibr con una raffica totale di 76 missili. Intanto Kiev è di nuovo al buio a partire da oggi: la società per l’energia elettrica ucraina Dtek ha annunciato questa mattina la ripresa delle interruzioni della corrente, «A partire da oggi a Kiev riprendono le interruzioni della corrente di emergenza, si sta facendo tutto il possibile per garantire l’elettricità a ciascun utente per 2-3 ore due volte al giorno. I programmi di blackout per la stabilizzazione non funzionano», ha reso noto Dtek, citata da Unian. «Non appena riusciremo a riequilibrare la situazione, torneremo al piano a orari», ha aggiunto la società. I blackout riprendono nella capitale per la prima volta dal 23 novembre.

 

28 NOVEMBRE - ZELENSKY: «LA RUSSIA VUOLE USARE IL FREDDO CONTRO DI NOI». OGGI PREVISTE INTERRUZIONI DI CORRENTE IN TUTTA L’UCRAINA

«Sappiamo che i terroristi stanno preparando nuovi attacchi e che, finché avranno i missili, non si fermeranno. La prossima settimana può essere dura come quella passata». È l’avvertimento di Zelensky, che aggiunge: «aiutandoci a vicenda supereremo anche questa sfida, questo inverno, questo tentativo della Russia di usare il freddo contro le persone». A partire dalle 10 sono in vigore interruzioni di corrente di emergenza in tutta l’Ucraina. Il sindaco di Kiev spiega che «l’inverno sarà difficile, la Russia sta distruggendo le infrastrutture energetiche. Nello scenario peggiore abbiamo un piano programmato di blackout, e una riserva di generatori d’emergenza.

 

27 NOVEMBRE - MEDIA, DUE TERZI PAESI NATO HANNO ESAURITO LE ARMI PER L'UCRAINA

Due terzi dei Paesi della Nato hanno esaurito il loro potenziale per le forniture di armamenti all’ Ucraina: lo scrive il quotidiano statunitense New York Times, che cita un alto funzionario dell’Alleanza. Le scorte di armamenti di 20 dei 30 membri della Nato sono «piuttosto esaurite», ha detto il funzionario che ha voluto mantenere l’anonimato. Ma i restanti 10 Paesi possono ancora fornire di più, soprattutto gli alleati più grandi, ha aggiunto citando tra questi l’Italia, la Francia, la Germania e l’Olanda.

La situazione delle scorte di armamenti è particolarmente difficile per la Polonia e gli Stati baltici, sottolinea il giornale, secondo cui nel complesso i Paesi della Nato hanno trasferito all’ Ucraina armamenti per un valore di 40 miliardi di dollari, pari al bilancio annuale della difesa francese. Intanto la Russia sta preparando la prossima «mobilitazione» segreta per rafforzare le sue truppe al fronte nella guerra contro l’ Ucraina: lo scrive lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine in un post pubblicato su Facebook, come riporta Unian. La cosiddetta «mobilitazione» dovrebbe essere effettuata sia in Russia, sia nei territori occupati dell’ Ucraina. «Nella Federazione Russa e nei territori temporaneamente occupati dell’ Ucraina, sono in corso i preparativi per condurre, dal 10 dicembre di quest’anno, la prossima ondata di mobilitazione segreta nei ranghi delle forze di occupazione russe», afferma lo Stato Maggiore.

Intanto, Mosca continua a raggruppare le truppe per rafforzare le sue divisioni e unità nelle direzioni di Lyman, Avdiivka e Novopavlivka. Nella giornata di ieri, le unità ucraine hanno respinto gli attacchi russi nelle aree degli insediamenti di Stelmakhivka nella regione di Lugansk e di Bilogorivka, Marinka, Spirne e Verkhniokamyanske nel Donetsk.

 

26 NOVEMBRE - MEDIA: MOSCA PREVEDE DI PERDERE CENTOMILA SOLDATI ENTRO PRIMAVERA

"La Russia ha in programma di stabilizzare il fronte in Ucraina quest'inverno per poi ricominciare in primavera: il numero di soldati uccisi e feriti potrebbe essere di circa 100.000. Ma questo non spaventa nessuno, possono essere sostituiti da coscritti del servizio obbligatorio", hanno riferito fonti vicine ai servizi di sicurezza russi Fsb al sito iStories, dichiarazioni rilanciato da Meduza. Secondo le fonti, i leader politici e militari russi non si fanno illusioni sul fatto che il loro piano comporterà pesanti perdite, secondo lo Stato maggiore i militari uccisi e feriti saranno quelli mobilitati. Entro la primavera del 2023, ha detto una fonte, il Ministero della Difesa prevede di preparare 120.000 coscritti da inviare in Ucraina per compensare la perdita dei soldati mobilitati: "Per questo motivo il presidente russo non sta revocando il decreto di mobilitazione parziale".

 

21 NOVEMBRE - "STOP IMMEDIATO AI RAID SU ZAPORIZHZHIA", L’APPELLO DELL’AIEA

L’Aiea chiede di fermare immediatamente i raid nella zona della centrale di Zaporizhzhia: alcune esplosioni sono avvenute vicino ai reattori della centrale nucleare ucraina. Lo scrive l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) riportando le parole del Dg Rafael Grossi riferendosi ai bombardamenti di due giorni fa e di ieri nell’area dell’impianto nucleare più grande d'Europa. "Anche se non c’è stato un impatto diretto sui principali sistemi di sicurezza nucleare dell’impianto, i bombardamenti si sono avvicinati pericolosamente ad essi. Stiamo parlando di metri, non di chilometri".

L'Aiea rinnova l’appello urgente a Ucraina e Russia a trovare un accordo per implementare una zona di sicurezza e la protezione nucleare. Dall’inizio dell’invasione russa sono 8.311 i civili uccisi, secondo Kiev. Intanto nelle scorse ore dieci persone, tra cui quattro bambini, sono morte in un’ esplosione di gas in un edificio nell’est della Russia. Altre due persone sono rimaste ferite e sono state ricoverate in ospedale, secondo quanto riferito dai servizi di soccorso locali all’agenzia Tass. L’esplosione si è verificata in un edificio residenziale di cinque piani nella località di Tymovskoye, nell’isola di Sakhalin, nella regione dell’Estremo oriente russo. L’incidente fa seguito a un incendio avvenuto ieri in un magazzino di fiori nel centro di Mosca, sulla Piazza Komsomolskaya, in cui sei persone sono morte. Secondo una prima ricostruzione le fiamme, che sono state domate solo dopo nove ore, si sarebbero sprigionate a causa di un malfunzionamento dell’impianto elettrico.

 

20 NOVEMBRE: TROVATI OLTRE 700 CORPI DI CIVILI UCCISI NELLE ZONE LIBERATE. «IRREALISTICO DIRE CHE LA GUERRA FINIRÀ A PRIMAVERA»

Sono oltre 700 i corpi ritrovati negli ultimi due mesi nelle zone liberate in Ucraina di Kharkiv, Donetsk e Kherson, riferisce il Kyiv Independent, senza fornire ulteriori dettagli né precisare se si tratti di un bilancio complessivo. La testata cita invece il procuratore generale Andriy Kostin secondo cui quasi il 90% dei corpi trovati sono di civili. L’ipotesi che la fine della guerra in Ucraina possa arrivare in primavera «suona come un sogno, ma bisogna essere più realistici». Lo ha detto il capo dell’ufficio del presidente ucraino, Andriy Yermak, commentando le parole del viceministro della Difesa ucraino, Volodymyr Gavrylov, al Forum internazionale sulla sicurezza di Halifax. «Questa frase del viceministro della Difesa sembra un sogno. Certo, milioni di ucraini sognano che questa guerra finisca il prima possibile. Tuttavia, sarò più realistico», ha detto Yermak, citato da Ukrinform.

«Non sono pronto a dire quali saranno il giorno e l’ora esatti in cui vinceremo. Ma accadrà sicuramente. Ogni minuto di ogni giorno, facciamo tutto il possibile affinché la nostra vittoria, insieme ai nostri partner, arrivi il prima possibile», ha aggiunto. Il capo dell’ufficio del presidente ha sottolineato che, nonostante le previsioni negative all’inizio dell’invasione russa, ora la maggior parte delle persone nel mondo è convinta della «inevitabile vittoria» dell’Ucraina.

 

19 NOVEMBRE: MOSCA ACCUSA: "KIEV HA GIUSTIZIATO DIECI SOLDATI RUSSI". LA FINLANDIA ALZA UN MURO AL CONFINE RUSSO

Sulla guerra in Ucraina piomba un nuovo caso di brutalità. Questa volta sono i russi a chiamare in causa gli ucraini, accusandoli di aver giustiziato a freddo dieci soldati che si erano arresi. Mosca, come prova, ha mostrato alcuni video che hanno fatto il giro dei social: In uno si vedono alcuni militari che si arrendono alle truppe con la bandiera ucraina nella mimetica e si sdraiano a terra nel cortile di una casa bombardata. Le immagini si interrompono bruscamente quando si sentono degli spari. Un altro video, ripreso dall’alto, mostra i corpi apparentemente senza vita, con macchie di sangue.

L’Onu ha fatto sapere che li sta esaminando. Da Kiev non è arrivato nessun commento ufficiale, ma quanto accaduto getta un’ulteriore ombra sulle già deboli prospettive di una tregua per intavolare una trattativa. In questo quadro, i Paesi che condividono i confini con la Russia tentano di proteggersi. È il caso della Finlandia, che appena pochi giorni dopo i missili caduti in Polonia ha rivelato il suo piano per alzare un muro di 200 chilometri sui 1.300 chilometri totali della sua frontiera: una recinzione di oltre tre metri con filo spinato, telecamere per la visione notturna, luci e altoparlanti. La Polonia invece ha negato alla delegazione di Mosca guidata da Lavrov l’ingresso sul suo territorio per partecipare al summit dell’Osce.

 

18 NOVEMBRE. ZELENSKY: « OLTRE 10 MILIONI DI UCRAINI SENZA ELETTRICITÀ». MACRON A PAESI ASIATICI: «LA GUERRA È ANCHE AFFARE VOSTRO». PAPA: «PACE IN UCRAINA POSSIBILI, SMILITALIZZARE I CUORI»

Durante il vertice Apec di Bangkok, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha lanciato un appello ai Paesi dell’Asia Pacifica di unirsi al «consenso crescente» contro la guerra in Ucraina, sottolineando che questo conflitto è anche un «loro problema». Intanto da Kiev arriva l’allarme del presidente, Volodymyr Zelensky, per la mancanza di energia elettrica. «Attualmente - ha detto nel discorso di ieri sera -, più di 10 milioni di ucraini sono senza elettricità». Le regioni più colpite sono Odessa, Vinnytsia, Sumy e Kiev.

E come se non bastasse, nella notte l’esercito russo ha bombardato il distretto meridionale di Nikopol danneggiando tra l’altro una centralina elettrica, una centrale a energia solare e condomini: lo ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale Valentyn Reznichenko, citato dai media ucraini. Durante la notte attacchi russi hanno colpito anche la regione orientale di Dnipropetrovsk. La pace in Ucraina «è possibile. Però bisogna che tutti si impegnino per smilitarizzare i cuori. Dobbiamo essere tutti pacifisti. Volere la pace, non solo una tregua che magari serva solo per riarmarsi». Lo dice papa Francesco in un’intervista alla Stampa alla vigilia della sua visita ad Asti. Il Pontefice conferma poi la disponibilità del Vaticano a «fare tutto il possibile per mediare e porre fine al conflitto in Ucraina». Ieri papa Francesco ha ricevuto in udienza in Vaticano mons. Mieczyslaw Mokrzycki, arcivescovo latino di Leopoli, in Ucraina.

 

17 NOVEMBRE - . MELONI: «MISSILI SU POLONIA COMUNQUE RESPONSABILITÀ RUSSA». UCRAINA, ALLARME AEREO PER TRE ORE

«L’ipotesi che sulla Polonia sia caduto un missile dell’antiaerea ucraina per quanto ci riguarda cambia di molto poco la sostanza dal nostro punto di vista, la responsabilità di quello che è accaduto è della Russia, che sta sistematicamente distruggendo le infrastrutture civili ucraine. I russi sanno che bombardando al confine i missili possono cadere sul suolo polacco». Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Bali in Indonesia nella conferenza di chiusura del G20.

Un allarme aereo è risuonato per oltre 3 ore in tutta l’ Ucraina. Cominciato alle 8, l’allarme è stato dichiarato a Kiev e nella regione, a Odessa, Mykolaiv, Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk, Lugansk, Kharkiv, Dnepropetrovsk, Poltava, Sumy, Chernihiv, Kirovohrad, Cherkasy, Vinnitsa e Zhytomyr. Verso le 11 l’allarme è rientrato. L’accordo internazionale che consente l’esportazione di cereali e altri prodotti agricoli dai porti dell’ Ucraina attraverso il Mar Nero è stato prolungato di altri 120 giorni: lo fa sapere un ministro ucraino. L’accordo internazionale che consente l’esportazione di cereali e altri prodotti agricoli dai porti dell’ Ucraina attraverso il Mar Nero è stato prolungato di altri 120 giorni: lo fa sapere un ministro ucraino.

 

16 NOVEMBRE - BIDEN: «IMPROBABILE CHE IL MISSILE CADUTO IN POLONIA SIA PARTITO DALLA RUSSIA»

È "improbabile" che il missile che è caduto in Polonia sia partito dalla Russia. Lo ha detto il presidente Joe Biden dopo l'incontro di emergenza a Bali con gli alleati. "Questo è dovuto all'analisi della traiettoria ma non voglio dire che si sia già completata una vera indagine sull'accaduto". "Con gli altri leader abbiamo deciso, all'unanimità, di procedere prima con l'indagine per capire esattamente e poi decideremo collettivamente come rispondere", ha aggiunto dopo la riunione di emergenza con gli alleati (G7 e Nato) a margine del G20.

«Siamo d’accordo di rimanere in stretto contatto per determinare i passi successivi appropriati man mano che le indagini procedono»: lo afferma un comunicato congiunto dei leader del G7 e della Nato diffuso al termine della riunione d’urgenza convocata a margine del G20 in corso a Bali, dopo che missili di fabbricazione russa, ma che potrebbero essere anche sistemi antiaerei provenienti dall’Ucraina, sono caduti sulla Polonia uccidendo due persone. La Polonia è in allerta, chiede di attivare l’art.4 dell’Alleanza (la consultazione tra Paesi membri in caso di aggressione ad uno di essi) ma il premier polacco Morawiecki fa appello alla calma e anche la Francia invita alla cautela. Il presidente Duda afferma che non vi sono al momento «prove inequivocabili» sulla provenienza dei razzi

 

15 NOVEMBRE - IL PENTAGONO: «DIFENDEREMO OGNI CENTIMETRO DELLA NATO»

Aggiornamento ore 21

Due dei missili russi lanciati oggi contro l’Ucraina sarebbero caduti su Przewodow, un paese polacco vicino alla frontiera ucraina. Lo scrive la Bild, secondo la quale sarebbero morte due persone. La notizia è rilanciata anche dall’agenzia russa Ria Novosti. È la prima volta che missili russi cadono su territorio Nato. Bild cita l’articolo 5 dell’Alleanza, che prevede l’obbligo di soccorso per gli alleati, ma se questo sarà attivato da Varsavia - precisa il giornale - è questione ancora aperta. La Nato ha più volte ripetuto di non voler partecipare con proprie truppe alla guerra in Ucraina. «Il nostro impegno verso l’articolo 5 della Nato è chiarissimo: difenderemo ogni centimetro di territorio della Nato», ha detto il portavoce del Pentagono Pat Ryder. Mosca, intanto, nega. «La Russia non ha lanciato alcun attacco missilistico vicino alla frontiera ucraino-polacca. Lo ha detto il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass.

Aggiornamento ore 18 - KIEV, SONO 100 I MISSILI RUSSI LANCIATI OGGI SULL’ UCRAINA

Il portavoce del comando dell’Aeronautica Militare delle Forze Armate ucraine, Yuriy Ignat ha reso noto che oggi, 15 novembre, gli invasori russi hanno lanciato un centinaio di missili contro l’ Ucraina, superando così il massiccio attacco missilistico del 10 ottobre, quando gli invasori lanciarono 84 missili contro l’ Ucraina. Lo scrive l’Ukrainska Pravda. «Questo è un massiccio attacco missilistico - ha affermato - Le infrastrutture critiche sono il loro primo obiettivo. Ma, sfortunatamente, i missili hanno colpito anche edifici residenziali».

«Attualmente, il 90% della regione di Ternopil rimane senza elettricità a causa del massiccio bombardamento dell’ Ucraina da parte degli invasori russi oggi». Lo ha annunciato il capo dell’amministrazione militare regionale di Ternopil Volodymyr Trush, citato dall’Ukrainska Pravda. «Al momento, il 90% della regione di Ternopil è senza elettricità», ha sottolineato. Il vice capo dell’ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Tymoshenko ha affermato che dopo un nuovo massiccio attacco da parte dei russi, la situazione per le infrastrutture energetiche è critica. Lo scrive l’Ukrainska Pravda. «I terroristi russi hanno lanciato un altro attacco pianificato alle infrastrutture energetiche. La situazione è critica - ha scritto su Telegram -. La maggior parte degli attacchi sono stati registrati nel centro e nel nord del Paese. La situazione nella capitale è estremamente difficile, vengono introdotti programmi speciali di chiusura». L’operatore del sistema di trasmissione dell’elettricità in Ucraina «Ukrenergo è costretto ad avviare blackout di emergenza per bilanciare il sistema di alimentazione ed evitare incidenti alle apparecchiature».

Aggiornamento ore 10

La maggior parte dei membri del G20 ha condannato con forza la guerra in Ucraina e ha sottolineato che «sta causando immense sofferenze umane e esacerbando le fragilità esistenti nell’economia globale». Lo si legge nella bozza del comunicato finale del G20. Nel documento, la linea rossa contro Mosca non è così netta: si dirà che la maggior parte dei membri ha condannato la guerra e che esistono diverse valutazioni della situazione e delle sanzioni. Infine, si riconosce che G20 non è il forum per risolvere i problemi di sicurezza, essendo infatti una entità che si occupa di economia, tuttavia è evidente che i problemi di sicurezza hanno effetti per l'economia mondiale. Si vedrà alla fine quale saranno le parole precise, se tutto il G20 le sottoscriverà. Sta di fatto però che la pressione su Mosca è massima. E al G20 il presidente ucraino Zelenski ha detto che è il momento di 'unirsi per far finire la guerra'. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov - a quanto si apprende - è rimasto nella stanza del summit mentre il presidente ucraino Zelensky parlava ai leader. Allo stesso modo, quando è stato il turno di Lavrov tutti gli altri capi di Stato e di governo sono rimasti nella sala. 

Biden: "A Kherson una vittoria significativa per Kiev"

 

4 NOVEMBRE - ZELENSKY, VISITA A SORPRESA A KHERSON LIBERATA

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha pubblicato sul suo profilo Telegram una serie di immagini della sua visita questa mattina a sorpresa a Kherson dopo che le forze russe hanno lasciato la città. E le fotografie sono accompagnate dal semplice messaggio «Kherson-Ucraina», in inglese e in ucraino. Il presidente ha definito il ritiro russo da Kherson come «l'inizio della fine della guerra», durante la sua visita nella città liberata dall'occupazione di Mosca. Lo riferisce l'Ap sul proprio sito web. Il capo di Stato ha trascorso trenta minuti in visita nel capoluogo.

«Stiamo andando avanti», ha detto Zelensky, citato da Reuters sul suo portale web, rivolgendosi alle truppe davanti all'edificio dell'amministrazione nella piazza principale. «Siamo pronti per la pace, la pace per tutto il nostro Paese». E dopo la notizia della visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in città, arriva la risposta di Mosca: «Kherson è ancora russa», afferma il Cremlino. La Russia considera «inaccettabile» la condizione dell'Ucraina che le truppe di Mosca si ritirino dal Paese per avviare negoziati. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri ed ex ambasciatore russo presso la Nato Alexander Grushko, citato dall'agenzia Interfax.

 

13 NOVEMBRE - IL RITIRO DA KHERSON «FA SOFFRIRE I RUSSI»: GIALLO SUL POST DI DUGIN

Durante la Zaporizhzhia, regione sud-orientale dell’Ucraina dove si trova la più grande centrale nucleare d’Europa, le forze dell’ordine hanno evacuato i residenti del distretto di Shevchenkiv dopo un attacco missilistico russo. La zona è stata colpita da Iskander-K con una carica a grappolo. Intanto, dopo la ritirata dell'esercito russo, la situazione umanitaria a Kherson è grave: mancano acqua, medicine e pane perchè senza elettricità non si possono usare i forni: ha detto il sindaco di Roman Holovnia, ricordando che prima di ritirarsi dalla città l’esercito russo ha distrutto tutte le infrastrutture. E su questa decisione di Mosca c'è un giallo in corso: il ritiro da Kherson fa «soffrire i russi come se il loro cuore fosse strappato», ora chi è al potere «non può più cedere nulla», e se lo dovesse fare sarà chiamato a risponderne. Mentre perdura il silenzio delle autorità e lo sconcerto dei tanti russi che sostengono l’operazione militare in Ucraina, è stato infatti Alexander Dugin a prendere la parola per puntare il dito dritto contro il Cremlino.

Ma c'è un mistero: nelle ore successive il post è stato rimosso e il più famoso ideologo della rinascita della Grande Russia ha garantito "sostegno incondizionato allo zar".

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12 NOVEMBRE - USA: «A KHERSON UNA VITTORIA STRAORDINARIA»

Una «vittoria straordinaria» per Kiev. Così la Casa Bianca festeggia la ritirata russa da Kherson. «Gli ucraini hanno riportato una straordinaria vittoria, con la capitale della regione occupata dalla Russia in questa guerra tornata sotto la bandiera ucraina», afferma il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan. La riconquista ucraina di Kherson è la svolta che Kiev aspettava, la sconfitta che Mosca temeva. Kherson è «nostra», esulta Zelensky. La città è libera, il ritiro degli occupanti russi «è stato completato».

Dopo giorni di timori e incertezze, finalmente l’Ucraina si riconosce «un’importante vittoria» mentre le sue truppe entrano in città accolte da uomini, donne e bambini in festa che sventolano le bandiere gialle e blu gridando «Morte al nemico» e «Gloria all’Ucraina». Clacson, caroselli di auto, soldati sollevati dalla folla, grida di gioia, abbracci, lacrime. Il cielo grigio non rende giustizia a una città che è raggiante. La bandiera sventola nella centrale Piazza della Libertà, dove i militari ucraini sono gli eroi con cui farsi un selfie. Una foto per ricordare una giornata che resterà impressa nella memoria di questa guerra e dell’Ucraina per decenni. «Una giornata storica», l’ha definita il presidente Zelensky, sottolineando come il popolo non abbia mai perso la speranza. Certo si temono ancora le mine, e ora anche i soldati russi nascosti tra la popolazione, vestiti in abiti civili dopo l’abbandono degli invasori.

L’ordine impartito dalle forze di Kiev è di «arrendersi immediatamente», perchè «ogni soldato russo che resisterà sarà eliminato». Perchè se nella città liberata e in tutta l’Ucraina si festeggia, il conflitto è tutt’altro che finito. La ritirata è una sconfitta che pesa come un macigno su Mosca. Il Cremlino da parte sua sdrammatizza, dicendo che Kherson rimarrà in ogni caso parte della Russia, anche dopo il ritiro delle oltre 30 mila truppe sulla sponda est del fiume Dnipro. E sottolineando che l’abbandono della città non è affatto «un’umiliazione». Ma propaganda a parte, la liberazione del capoluogo cambia le carte in tavola e aumenta le tensioni anche sul fronte diplomatico.

 

11 NOVEMBRE - KHERSON LIBERATA, TRUPPE UCRAINE ACCOLTE DAI RESIDENTI IN FESTA

Aggiornamento ore 15

L’esercito ucraino è entrato nella periferia occidentale della città di Kherson, secondo alcune immagini sui social media geolocalizzate dalla Cnn. Secondo quanto riferito, le truppe ucraine sono state accolte dai residenti in festa nel distretto di Shumenskyi del capoluogo ucraino. Nelle immagini geolocalizzate dal canale Usa, i cittadini hanno inondato la piazza centrale della città, sventolando e alzando bandiere ucraine per festeggiare la liberazione della città dagli occupanti russi. Mentre i russi annunciano di aver «completato» il ritiro da Kherson, una grande bandiera ucraina è stata appesa nel centro della città. Lo mostrano alcune immagini comparse sui social media e riportate dai media internazionali. La bandiera è stata appesa nella notte, forse dalla resistenza attiva in città, scrive il Guardian.

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Il conflitto in Ucraina «Non finirà finché Putin non lascerà il Paese», ha detto il presidente Usa Biden. Secondo il Wall street journal gli Usa sono pronti ad acquistare dalla Corea del Sud munizioni di artiglieria da destinare all’ Ucraina, ma Seul nega. Le infrastrutture energetiche della regione di Vinnytsia, 250 chilometri a ovest di Kiev, sono state bombardate dalle forze russe nella notte. Lo ha riferito iI governatore dell’Oblast di Vinnytsia, Serhii Borzov, aggiungendo che non ci sono state vittime e che sul posto stanno operando squadre di soccorso. Il sindaco di Mykolaiv, nel sud dell’ Ucraina, riferisce di un attacco su un quartiere residenziale della città, in particolare contro un palazzo di diversi piani, con un bilancio di due morti e due feriti. In un tweet, citato anche dal Guardian, il sindaco Alexander Senkevich ha segnalato «distruzione dal quinto al primo piano» dell’edificio, «Al momento si sa di due morti e due feriti. Proseguono le ricerche dei servizi di soccorso».

 

10 NOVEMBRE - I RUSSI SI RITIRANO DA KHERSON MA KIEV RESTA CAUTA: «PUO' ESSERE UNA MESSA IN SCENA»

Come annunciato, è iniziata la ritirata delle forze russe che, nel lasciare Kherson, hanno distrutto diversi ponti e probabilmente hanno posato mine per rallentare e ritardare l’avanzata delle forze ucraine: la perdita della sponda occidentale di Kherson impedirà probabilmente alla Russia di realizzare la sua aspirazione strategica di un ponte terrestre che raggiunga Odessa. È probabile che il ritiro avvenga nell’arco di diversi giorni, con posizioni difensive e fuoco di artiglieria che coprono le forze in ritirata. L’Ucraina, ha detto questa sera il presidente Volodymyr Zelensky, si sta muovendo «con molta attenzione» dopo l’annuncio della Russia del ritiro dalla città di Kherson, nel sud dell’Ucraina.

«Il nemico non ci fa regali, non fa gesti di buona volontà», ha detto Zelensky nel suo discorso quotidiano. «Pertanto, ci muoviamo con molta attenzione, senza emozioni, senza rischi inutili, nell’interesse di liberare tutta la nostra terra e in modo che le perdite siano il più ridotte possibile». Proprio la modalità di questo annuncio ha lasciato più di un sospetto a Kiev. Il consigliere presidenziale Mikaylo Podolyak ha fatto sapere di «non vedere segnali che la Russia lascerà Kherson senza combattere». Anzi ha affermato che parte del contingente «rimane all’interno della città», mentre si prevede l’arrivo di nuovi rinforzi russi nella regione. «Noi liberiamo territori sulla base di informazioni di intelligence, e non di dichiarazioni alla tv» che appaiono come una «messa in scena», il suo avvertimento. E tuttavia anche l’uscita di Podolyak può essere letta come una tattica, magari per nascondere al nemico i piani dell’assalto finale sulla città.

 

9 NOVEMBRE - LA RUSSIA ORDINA IL RITIRO DELLE TRUPPE DA KHERSON

Aggiornamento ore 18 Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha ordinato il ritiro delle forze russe dalla riva destra del fiume Dnieper nella regione ucraina di Kherson, che comprende l'omonimo capoluogo di regione ed è l'obiettivo in questa fase di un'importante controffensiva ucraina. 'Procedete con il ritiro dei soldati', ha detto il ministro in televisione, dopo una proposta in tal senso da parte del comandante delle operazioni russe in Ucraina, il generale Sergei Surovikin, che ha riconosciuto come si sia trattato di una decisione 'per niente facile' da prendere.

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Tre civili sono morti e altri 11 sono rimasti feriti durante gli attacchi di ieri delle forze russe nella regione di Donetsk, nell’ Ucraina orientale: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko, come riporta Ukrinform. «L’8 novembre si è saputo che tre civili sono stati uccisi dai russi nella regione di Donetsk: a Kostiantynivka, Chasiv Yar e Avdiivka», ha scritto Kyrylenko aggiungendo che i feriti sono 11. Inoltre, le forze dell’ordine hanno scoperto tre corpi di civili uccisi durante l’occupazione a Yampil.

 

8 NOVEMBRE - A KIEV DALL'ITALIA UN SISTEMA MISSILISTICO DI DIFESA AEREA

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha depositato in Parlamento le proposte di legge per l’approvazione dei suoi decreti di estensione della legge marziale e della mobilitazione generale in Ucraina. Lo riferisce Ukrinform. Il testo e i documenti di supporto non sono ancora stati resi pubblici. Il 15 agosto, la Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino) aveva esteso esteso la legge marziale e la mobilitazione in Ucraina per 90 giorni, fino al 21 novembre. Intanto a seguito del colloquio di ieri tra il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, sarebbe emersa la necessità di fornire all’ Ucraina, nel sesto decreto aiuti, l’invio di sistemi missilistici di difesa aerea. L’esercito italiano avrebbe a disposizione sistemi Samp/T, Stinger e Aspide.

 

7 NOVEMBRE - KIEV A RISCHIO BLACKOUT. MOLOTOV CONTRO UNA CASA DI SERBI, A PRISTINA

Allarme a Kiev: Oggi l’erogazione di elettricità sarà sottoposta a lunghi blackout per far fronte alla crisi energetica causata dai raid sulle infrastrutture ucraine. Se da una parte le autorità di Kiev hanno smentito un imminente ordine di lasciare in massa la città, il sindaco Vitaliy Klitschko non ha nascosto i rischi di un blackout totale e ha invitato i residenti a fare scorte di cibo o trasferirsi temporaneamente fuori città. «Stiamo facendo di tutto per evitare» decisioni drastiche ma «il nemico sta facendo di tutto perchè la città resti al freddo, senza luce, senza acqua: vogliono che moriamo tutti. Ipotizziamo i diversi scenari per resistere».

Per prepararsi al peggio, ha lasciato intendere. Il consigliere per la Sicurezza nazionale americana Sullivan sarebbe impegnato in conversazioni segrete con i suoi omologhi russi. Preoccupa anche il Kosovo: ieri sera sconosciuti hanno lanciato in serata una bottiglia molotov contro la casa di una famiglia serba nei pressi di Gracanica, enclave serba a pochi km dalla capitale kosovara Pristina. Zoran Trajkovic, che al momento dell’attentato era in casa con i suoi familiari, ha detto che ad aver paura sono stati in particolare la moglie incinta e uno dei suoi figli di tre anni. Non si sono registrati comunque feriti, solo danni materiali all’abitazione.

 

6 NOVEMBRE - MEDIA RUSSI: «LA DIGA DI KAKHOVKA COLPITA DA UN RAZZO UCRAINO»

I russi accusano gli ucraini di avere «danneggiato» con un razzo la diga della centrale idroelettrica di Kakhovka, nella regione di Kherson. «Sei razzi Himars sono stati usati in un attacco alle 10 di oggi. Le unità di difesa aerea hanno abbattuto cinque razzi e uno ha colpito la diga di Kakhovka, danneggiandola», ha detto ai giornalisti un rappresentante dei servizi di emergenza, riporta Interfax. Secondo le autorità russe, la diga non ha subito danni importanti.

«E' Tutto sotto controllo. I principali attacchi aerei sono stati respinti, un missile ha colpito (la diga), ma non ha causato danni gravi», ha detto Ruslan Agayev, un rappresentante dell'amministrazione installata da Mosca nella vicina città di Novaya Kakhovka. Il controllo della diga idroelettrica di Kakhovka, nel sud dell'Ucraina, è stato preso dalle forze di Mosca all'inizio dell' offensiva. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato le truppe russe di aver pianificato di farla esplodere per innescare una devastante inondazione. Intanto funzionari di Kiev hanno iniziato a pianificare l’evacuazione dei circa tre milioni di residenti rimasti in città nel caso di un blackout totale nella capitale: lo scrive il New York Times, che cita un alto funzionario del governo locale.

«Siamo consapevoli che se la Russia continuerà con questi attacchi, potremmo perdere l’intero sistema elettrico», ha affermato Roman Tkachuk, direttore della sicurezza del governo municipale, parlando della città. Se si dovesse arrivare a quel punto, ha aggiunto, «inizieremo a informare i cittadini e chiederemo loro di andarsene».

 

5 NOVEMBRE - L'ESERCITO UCRAINO BOMBARDA IL LUGANSK

Le forze russe hanno colpito la notte scorsa il distretto di Vilniansk, nella regione di Zaporizhzhia, nell’ Ucraina meridionale, con missili S-300. «Dopo la mezzanotte, il nemico ha attaccato il distretto di Vilniansk con missili S-300», ha scritto il capo dell’Amministrazione militare regionale, Oleksandr Starukh, aggiungendo che non si segnalano feriti o vittime, ma che gli edifici di tre società e alcune auto hanno subito danni. L’esercito ucraino ha bombardato nella notte la città di Svatovo, nell’autoproclamata Repubblica di Lugansk (LPR) con quattro razzi Himars, secondo quanto riferito dalla missione LPR al Centro congiunto di controllo e coordinamento per il cessate il fuoco, ripreso dalla Tass. Secondo la missione, l’esercito ucraino ha sparato quattro razzi contro Svatovo all’1.20 ora di Mosca. Sono ancora in corso le verifiche su eventuali vittime o danni. Secondo la missione, l’esercito ucraino avrebbe sparato oltre 375 razzi Himars dall’inizio del conflitto. Il gestore della rete elettrica nazionale ucraina, NEC Ukrenergo, ha introdotto questa mattina blackout a rotazione nella capitale Kiev e in sette regioni del Paese Intanto la Thailandia si dice pronta ad ospitare colloqui Russia-Ucraina.

 

4 NOVEMBRE - XI, OPPOSIZIONE A USO E MINACCIA ARMI NUCLEARI Da questa mattina 450 mila abitazioni a Kiev sono senza corrente elettrica. Si tratta di quasi il doppio in più rispetto ai giorni precedenti. Le interruzioni della stabilizzazione si verificano a causa del sovraccarico del nodo centrale del sistema elettrico del Paese. Lo scric su Telegram il sindaco della Capitale ucraina Vitali Klitschko, che lancia un appello ai cittadini: «Risparmiate energia elettrica il più possibile, perchè la situazione rimane difficile». Il presidente Volodymr Zelensky ieri sera ha detto che circa 4,5 milioni di ucraini non hanno elettricità. Almeno 4,5 milioni di persone in Ucraina sono state private dell’elettricità in seguito agli attacchi delle forze russe.

«Non possono sconfiggere l’Ucraina sul campo di battaglia ed è per questo che stanno cercando di spezzare il nostro popolo in questo modo: umiliare gli ucraini, colpire lo spirito del nostro popolo e la resistenza. Credo che la Russia non avrà successo», ha aggiunto, citato da Ukrainska Pravda. Intanto il presidente Xi Jinping ha invitato la comunità internazionale a «rifiutare l’uso e la minaccia delle armi nucleari» per prevenire una «crisi nel continente eurasiatico», nelle sue osservazioni più dirette sulla necessità di impedire l’escalation della guerra russa in Ucraina. Nel suo incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, Xi ha anche parlato della necessità congiunta di garantire la stabilità delle catene di approvvigionamento alimentare ed energetico, entrambe interrotte dall’invasione dell’ Ucraina da parte del presidente russo Vladimir Putin.

 

3 NOVEMBRE - ANCORA ATTACCHI RUSSI

Strutture energetiche e dell’acqua sono state colpite dall’artiglieria russa nel Sud e nell’Est dell’ Ucraina. A Mykolaiv è stata danneggiata una stazione elettrica e una condotta dell’acqua, ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale Vitaly Kim, citato da Unian. La notte scorsa le infrastrutture per l’energia e l’acqua sono state bombardate anche nella regione di Dnipropetrovsk, ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale Valentin Reznichenko: «È stata una notte tesa di attacchi massicci. I russi hanno attaccato le infrastrutture energetiche e idriche a Krivoy Rog. C’è una grave distruzione». Il capo del consiglio regionale di Dnipropetrovsk Nikolai Lukashuk ha aggiunto che i russi hanno usato un drone kamikaze per colpire larete elettrica, come riporta l’Ukrainska Pravda. Sono dieci le vittime civili: otto morti e cinque feriti nella regione di Donetsk; due vittime e sette feriti nella regione di Kharkiv; quattro feriti nella regione di Kherson

 

2 NOVEMBRE - 47 ATTACCHI RUSSI SU 25 LOCALITÀ IN UN SOLO GIORNO

È la raffineria siciliana della Lukoil a Priolo il passaggio che consente al greggio russo di aggirare le sanzioni americane per la guerra in Ucraina e di arrivare negli Stati Uniti, tornando a volte in Europa. Lo rivela una indagine del Wall Street Journal, che spiega il tragitto del petrolio russo in un video. Le sanzioni americane prevedono una esclusione per il greggio «sostanzialmente trasformato in prodotto fatto all’estero». Una volta trasformato nella raffineria di Priolo, la seconda più grande d’Italia e la quinta in Europa, il petrolio russo diventa «prodotto italiano» e sbarca negli impianti della Exxon in Texas o in New Jersey in quelli della Lukoil, che negli Usa ha 230 stazioni di servizio in 11 Stati (in gran parte però di proprietà di franchising individuali americane).

Prima delle sanzioni, la raffineria di Priolo trattava il greggio proveniente da vari Paesi, ora il 93% arriva dalla Russia. Lukoil è la seconda società petrolifera russa. Intanto gli invasori russi avanzano nelle direzioni Bakhmut, Avdiivka e Novopavliv, nel Donetsk: lo rende noto lo Stato Maggiore delle forze armate ucraine sulla sua pagina Facebook, come riporta Unian. «L’avversario sta cercando di tenere i territori temporaneamente catturati. Nell’ultimo giorno, la difesa ucraina ha respinto gli attacchi degli occupanti nelle aree degli insediamenti di Makiivka, Nevske e Bilogorivka della regione di Lugansk e di Verkhnokamyanske, Spirne, Bakhmut, Mayorsk, Pervomaiske, Novomykhailivka, Vodyane, Pavlivka e Prechistivka della regione di Donetsk», afferma l’Esercito di Kiev. Venticinque tra città e località più piccole sono state colpite in Ucraina meridionale e orientale nell’arco di un solo giorno dall’esercito russo con 47 attacchi aerei e 7 missili. Secondo lo Stato Maggiore di Kiev altri attacchi sono previsti con il lancio di droni dalla Bielorussia, come riporta Unian.

 

1° NOVEMBRE - L'ALLARME: «UN REATTORE DELLA CENTRALE DI ZAPORIZHZHIA SENZA ENERGIA»

L’esplosione di una mina ha interrotto il collegamento di alimentazione principale a uno dei reattori della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, afferma l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) in un comunicato. Si tratta «dell’ultimo incidente che sottolinea la fragile situazione di sicurezza e protezione nucleare dell’impianto durante l’attuale conflitto militare». Le autorità ucraine hanno scoperto nei territori liberati 34 tra stanze delle torture e prigioni che erano state allestite dalle forze russe durante l’occupazione: lo ha reso noto su Telegram la Polizia nazionale.

Lo riporta Ukrinform. «Trentaquattro siti in cui i russi detenevano e torturavano illegalmente i cittadini sono stati scoperti nelle aree liberate - si legge nel messaggio -: 24 nella regione di Kharkiv, tre nella regione di Kherson, tre nella regione di Kiev, due nella regione di Sumy e una ciascuna nelle le regioni di Donetsk e Chernihiv». Intanto «oggi la Federazione Russa ha lanciato un’altra campagna di arruolamento nella Repubblica Autonoma di Crimea, annessa illegalmente, e nella città di Sebastopoli, per arruolare i residenti della Crimea nelle Forze Armate della Federazione Russa: questa campagna arriva poco dopo la mobilitazione annunciata dalla Russia il 21 settembre, che comprendeva la presa di mira dei residenti della Crimea». Lo riporta il servizio esterno dell’Ue (Eeas) in una nota. «I tatari di Crimea sono stati deliberatamente e sproporzionatamente presi di mira nell’attuazione dell’ordine di mobilitazione della Russia e, a quanto pare, sono stati coinvolti con la forza nella guerra contro l’Ucraina, la loro patria tradizionale».

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