EL PIBE DE ORO

Morto Maradona, esordì a Verona. L'Hellas: «Riposa in pace, infinito campione»

Addio a Diego Armando Maradona

È morto oggi Diego Armando Maradona, «el Pibe de oro» (il ragazzo d'oro): ha subito un arresto cardiocircolatorio nella sua casa di Tigre, in Argentina, durante la convalescenza dopo l'intervento chirurgico al cervello. Ha esordito a Verona nel campionato 1984-85, l'anno dello scudetto. È stato il capitano della nazionale argentina vincitrice del campionato del mondo 1986.

 

«Riposa in pace, infinito Campione. Un onore aver battagliato tante volte sul campo». Lo scrive sui suoi social l’Hellas Verona, commentando la morte Diego Armando Maradona, scomparso oggi a 60 anni per un arresto cardiaco. Il club posta assieme al cordoglio una foto di Maradona sorridente, con la maglia rossa da trasferta del Napoli, in posa con l’ex attaccante argentino Claudio Caniggia.

 

«Il mondo intero piange la scomparsa di Maradona, che con il suo talento ineguagliabile ha scritto pagine indimenticabili della storia del calcio. Addio eterno campione». Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

 

A Napoli dicono che nel suo contratto ci fosse scritto solo che doveva presentarsi sul campo, la domenica, all’ora della partita, in divisa di gioco. Nessun altro obbligo. E lui se ne approfittava un po’. Lo chiamavano anche «l’artista», perchè dal suo straordinario sinistro poteva venir fuori qualsiasi prodezza. Una volta, nel Verona, segnò quasi da centrocampo, con un pallonetto imprendibile che lasciò di stucco tutti; al Mondiale messicano, nel 1986, fece all’Inghilterra un gol di mano («La mano de Dios») che fece scoppiare polemiche terrificanti, ma rifilò ai britannici anche una rete incredibile, partendo da centrocampo e dribblando cinque o sei avversari, prima di depositare la palla nella porta. Era difficilissimo intervistarlo. Ed era necessario farlo perchè la sua faccia era come una calamita e attraeva il pubblico. 

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