Le misure di Bucarest

Covid in Romania: scuole chiuse e coprifuoco per chi non ha il green pass

Il presidente Klaus Iohannis e il ministro della Difesa Nicoale Ciuca
Il presidente Klaus Iohannis e il ministro della Difesa Nicoale Ciuca
Il presidente Klaus Iohannis e il ministro della Difesa Nicoale Ciuca
Il presidente Klaus Iohannis e il ministro della Difesa Nicoale Ciuca

In Romania sono in vigore da stamane nuove severe restrizioni anti-Covid adottate dal governo per cercare di arrestare la quarta, drammatica ondata di contagi e decessi che sta colpendo il Paese balcanico. Le scuole resteranno chiuse per almeno una settimana e l’obbligo del green pass si allarga ad una serie di attività non previste in precedenza, tra l’altro per l’ingresso in luoghi non essenziali come i centri commerciali e in tutti i negozi non alimentari, mentre l’obbligo della mascherina è valido dappertutto, incluso per strada.

Vengono sospese tutte le feste private come matrimoni e battesimi e viene reimposto il coprifuoco notturno in tutto il paese a partire dalle 22 fino alle 5 del mattino (libera circolazione invece per chi ha il certificato verde). Le misure saranno valide per almeno 30 giorni dopo che per un lungo periodo il governo aveva deciso di allentarle.

Intanto, nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 9000 casi e 299 decessi. Non c’è più posto nelle celle frigorifere degli ospedali e la chiesa ortodossa ha messo a disposizione dei nosocomi le cappelle mortuarie delle chiese, continuando però a tenere una posizione ambigua nei confronti della campagna vaccinale. Posti esauriti anche nelle terapie intensive e già dalla settimana scorsa alcuni paesi dell’UE, tra i quali Polonia e Ungheria, si sono mossi per accogliere i casi più gravi. La buona notizia è che, secondo l’infettivologo Octavian Jurma, nell’ultimo fine settimana la percentuale di vaccinati ha superato quelle degli infetti, come ripreso anche dal responsabile della campagna vaccinale, Valeriu Ghoerghita, in una conferenza stampa: «Nelle ultime 72 ore - ha dichiarato Gheorghita alla stampa - sono state somministrate 360 mila dosi, oltre 260 mila persone hanno ricevuto la prima. È una crescita numerica estremamente importante e abbiamo raggiunto il livello del 40% degli immunizzati (era solo il 30% non più di una settimana fa, ndr). Speriamo di arrivare presto almeno al 70% - ha aggiunto.

 

BULGARIA

La Bulgaria intanto ha annunciato di essere sul punto di dover inviare all’estero i malati di Covid-19, con il sistema ospedaliero al collasso dopo una quarta ondata di pandemia. «La nostra capacità in termini di personale sanitario e ventilatori è quasi esaurita, dovremo cercare aiuto all’estero», ha detto il ministro della Salute bulgaro Stoycho Katsarov sul canale Nova TV, «se la curva delle contaminazioni non si ridurrà entro 10-15 giorni».