Vaiolo delle scimmie, i casi in Italia salgono a tre. «Vaccino sospeso nel 1977, i giovani sono a rischio»

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L'ingresso dell'ospedale Spallanzani di Roma
L'ingresso dell'ospedale Spallanzani di Roma
L'ingresso dell'ospedale Spallanzani di Roma
L'ingresso dell'ospedale Spallanzani di Roma

Salgono a tre i casi confermati in Italia di vaiolo delle scimmie e sono tutti in carico all’Istituto di malattie infettive Spallanzani di Roma. Al caso di ieri se me aggiungono oggi altri, confermati dalle analisi, e sono correlati al caso zero. Lo si apprende dall’assessorato alla sanità della Regione Lazio.

Rispetto al vaiolo delle scimmie ed ai casi segnalati in Europa e anche in Italia «aspettiamo di capire meglio il livello di diffusione dell’infezione e la possibilità di contagio a livello umano, ma quello che sicuramente sappiamo è che una larga fascia di popolazione non è comunque protetta da questo virus dal momento che la vaccinazione antivaiolo è stata sospesa nel 1977 ed eliminata nel 1981». Lo rileva all’ANSA il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, sottolineando comunque come in Italia non ci sia una situazione di allarme. I soggetti vaccinati contro il vaiolo, spiega, «risultano infatti protetti anche dal vaiolo delle scimmie e si tratta di una protezione a lungo termine. Dunque, i più anziani lo sono, ma la fascia dei più giovani non è coperta non essendo stata vaccinata». Ad ogni modo, prosegue Anelli, «è ancora presto per parlare di una eventuale campagna di vaccinazione mirata, ed è prudente aspettare di avere dati più precisi e completi prima di prendere una decisione in merito».

Essendo però proprio i più giovani coloro che avrebbero un maggior rischio di infezione, Anelli rinnova l’invito alla prudenza soprattutto rispetto ai contatti stretti e sessuali, dal momento che il virus si trasmette attraverso saliva e scambio di liquidi corporei, «rispettando le misure igieniche di carattere generale». Al momento, ribadisce il presidente Fnomceo, «non c’è un quadro di allarme ma il livello di attenzione dei medici è alto, come è giusto accada in queste circostanze». La situazione «è sotto attenta osservazione e sulla base dei dati e dell’evoluzione nel livello di diffusione del virus, si potrebbe valutare l’opzione vaccinale, che ad ora non è prevista».

 

«Primo messaggio da dare: nessun allarme. Situazione da tenere sotto controllo ma non desta allarme». Lo afferma Il Direttore generale dello Spallanzani, Francesco Vaia in merito ai casi di vaiolo delle scimmie.

Sul vaiolo delle scimmie «stiamo ovviamente monitorando questa situazione molto da vicino, rimaniamo in stretto contatto con gli Stati membri e i Paesi partecipanti nel comitato di sicurezza sanitaria che si è riunito all’inizio di questa settimana e che si riunirà di nuovo martedì prossimo e avrà incontri regolari per monitorare questo focolaio e assicurarsi che tra la Commissione, l’Ecdc e gli Stati membri queste riunioni si svolgano in stretta collaborazione con l’Ecdc o il centro europeo per il controllo della prevenzione delle malattie». Lo ha detto un portavoce della Commissione europea.

Intanto i casi in Spagna salgono a 23 e a New York si sta verificando un caso sospetto.