Nel Barese

Seduta su un muretto vicino alle rotaie, sedicenne muore risucchiata dal treno

(ANSA) - ACQUAVIVA DELLE FONTI (BARI), 24 OTT - Una stazione deserta e isolata, buia e senza vigilanza, da tempo ritrovo di giovani che preferiscono i muretti a ridosso dei binari per chiacchierare fino a tarda ora, anzichè le più animate e illuminate piazze di paese. È lo scenario che ha fatto da sfondo al tragico incidente costato la vita, ieri sera, alla 16enne Angela Giancaspero, di Cassano delle Murge, nel Barese, morta dopo essere stata travolta da un treno in transito a 50 metri dalla vicina stazione di Acquaviva delle Fonti.

La tragedia si è consumata alle 20.45, quando l’Intercity notte Lecce-Milano, a 100 chilometri all’ora, ha risucchiato l’adolescente che era imprudentemente seduta sul muretto più basso della banchina che costeggia i binari, a poche decine di centimetri dalle rotaie, e che forse non ha sentito arrivare il treno perchè distratta dalle cuffiette che indossava. Così lo spostamento d’aria generato dalla corsa del convoglio l’avrebbe inghiottita. La ragazza ha sbattuto violentemente gambe e testa su una delle carrozze e per lei non c’è stato nulla da fare. Quando i soccorsi e le forze dell’ordine sono arrivati sul posto, la 16enne era morta, riversa su alcuni massi a qualche metro dal luogo dell’impatto, tra la disperazione e l’incredulità di chi ha assistito alla scena e dei famigliari subito contattati e giunti in stazione. I rilievi tecnici sono stati affidati alla Polizia ferroviaria di Bari e ai carabinieri, coordinati dal pm di turno Manfredi Dini Ciacci, che si è recato sul posto. Altri giovani che erano lì al momento della tragedia e amici della vittima sono stati ascoltati fino a tarda ora dagli investigatori, confermando l’ipotesi della fatalità.

Questa mattina il medico legale Biagio Solarino ha effettuato l’esame esterno del cadavere nel Policlinico di Bari e l’orientamento della Procura è di non disporre l’autopsia, perchè la dinamica appare chiara e al momento non si ipotizzano responsabilità. Quello che è emerso dal racconto dei presenti e dalle parole del sindaco di Acquaviva, Davide Carlucci, che ha annunciato il lutto cittadino, è che quella stazione da tempo era diventata un «pericoloso luogo di ritrovo» dei giovani nelle ore serali, quando non c’è personale nè vigilanza. Proprio ieri, «un paio d’ore prima che avvenisse il terribile incidente - ha detto il sindaco -, ho personalmente accompagnato gli agenti di Polizia locale in un giro di controllo in stazione durante il quale, dopo aver provato a dialogare con alcuni dei ragazzi che frequentano quel posto per capirne le ragioni, li abbiamo invitati a trascorrere il loro tempo in altri luoghi più sicuri della città. Non è certo la prima volta che ci ritroviamo a occuparci dei problemi di sicurezza che si presentano lungo la linea ferroviaria. Ora, però, è successo l’irreparabile».