Verso il nuovo Dpcm

Scuola e sci dopo le feste. Conte: «Un Natale diverso». Regioni, previsti cambi di colore

Anche Gesù bambino dovrà adattarsi all'emergenza Covid e «non sarebbe un'eresia farlo nascere due ore prima» il 24 dicembre. Francesco Boccia - «da cattolico» - usa l'ironia per far capire che il governo non intende deflettere dalla linea della massima prudenza durante le festività. E il premier Conte lo dice chiaramente: «Altri sacrifici? È necessario, non possiamo abbassare la guardia, gli italiani sono consapevoli che sarà un Natale diverso o ci esponiamo a una terza ondata a gennaio, con il rischio di un alto numero di decessi».

 

Delle restrizioni durante le feste - con il coprifuoco che potrebbe restare dunque alle 22 anche la notte di Natale - si è parlato nella prima riunione tra governo ed Enti locali e Regioni sul prossimo Dpcm che entrerà in vigore il 4 dicembre. Una videoconferenza interlocutoria, viene definita dalle parti, cui ha preso parte anche il ministro della Salute Roberto Speranza. «L'indice RT è di pochissimo sopra 1, ma serve ancora prudenza - ha affermato -. Dobbiamo evitare di disperdere i sacrifici fatti finora». Tanto che la Lombardia resterà probabilmente rossa fino al 3 dicembre, come ha annunciato un contrariato governatore Fontana. Che poi però smussa i toni: «Ho avuto un confronto schietto e diretto con il ministro Speranza. Entrambi condividiamo che la Lombardia abbia tutti i requisiti per passare da zona rossa a quella arancione. Ci siamo lasciati con l'impegno di riaggiornarci molto presto per verificare quella che realmente può essere la data giusta per allentare le misure restrittive nella nostra regione». E un messaggio rassicurante arriva dallo stesso premier Conte: «Mi mi aspetto che molte regioni che ora sono rosse diventino arancioni o gialle. Sarebbe un bel segnale». Segnale che diverse regioni - dal Piemonte alla Toscana - stanno aspettando.

 

Al centro delle preoccupazioni dei governatori la scuola e le vacanze sulla neve. Sul primo tema le regioni suggeriscono al governo di procrastinare al 7 gennaio ogni riapertura. Quanto alle vacanze sulla neve, la questione ha dimensione internazionale, visto che altri Paesi europei confinanti potrebbero decidere di consentirle, attirando così anche i turisti italiani. Di conseguenza alcuni presidenti di Regione avrebbero chiesto di valutare la chiusura delle frontiere in caso di divieto di riapertura degli impianti da sci, ma sempre nel quadro di decisioni europee e non unilaterali. La Germania, presidente di turno del Consiglio dell'Ue, preme per un accordo europeo sulla stagione sciistica, che secondo Berlino non dovrebbe partire: «Alla luce della posizione austriaca (favorevole all'apertura, ndr) è chiaro che non sarà facile, ma noi ci proveremo». Ma la decisione «è di competenza nazionale, non europea», ha detto un portavoce della Commissione Ue. Su questo la posizione italiana è chiara.  «Gli impianti da sci e il sistema vacanze invernali riapriranno quando l'epidemia si sarà raffreddata, speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo - ha detto Boccia in videoconferenza -. I ristori saranno garantiti per tutte le attività che non potranno aprire».

 

Restano diversi altri punti da definire per il Dpcm di Natale. Uno è quello degli orari di apertura delle attività commerciali per lo shopping dei regali e di quelle di ristorazione. L'altro quello degli spostamenti tra regioni per raggiungere i parenti: anche su questo l'orientamento prevalente del governo sarebbe rigoroso, con il divieto totale, a prescindere dalle colorazioni, al massimo con qualche deroga. Il nuovo Dpcm sulle misure anti contagio dovrebbe comunque confermare l'impianto del decreto attuale, con la divisione delle Regioni in tre fasce, e introdurre specifiche restrizioni per il Natale. In particolare - questo è l'orientamento - dovrebbero restare gli automatismi legati al monitoraggio.

Luca Laviola