Emergenza Covid, le regole

Veneto arancione, nuovi e vecchi divieti. Cosa c'è da sapere

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Bar chiusi in piazza Bra (Marchiori)
Bar chiusi in piazza Bra (Marchiori)
Bar chiusi in piazza Bra (Marchiori)
Bar chiusi in piazza Bra (Marchiori)

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l'ordinanza che assegna i nuovi colori alle regioni fino al 15 febbraio. Il Veneto è confermato in zona arancione insieme a gran parte dell'Italia. Sono infatti arancione anche Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta, Calabria ed Emilia-Romagna. Lombardia, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano passano in zona rossa, mentre sono gialle Campania, Sardegna, Toscana, Basilicata, Molise e provincia autonoma di Trento.

Le regole e i divieti sono quelli confermati o introdotti dal nuovo Dpcm di Conte.

 

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm che ha validità dal 16 gennaio al 5 marzo 2021. Ecco le principali regole:

COPRIFUOCO dalle 22 alle 5

SPOSTAMENTI: consentito un solo spostamento al giorno verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono.

Tale spostamento (la regola per ora è valida fino al 15 febbraio) può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla; all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti. Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia;

SPORT. consentita attività fisica e sportiva individuale all'aperto in parchi e aree pubbliche con distanziamento e protezione. Chiuse piscine, palestre, terme, consentito solo sport agonistico riconosciuto dal Coni. Impianti sciistici chiusi fino al 15 febbraio.

CULTURA. Chiusi locali da ballo, teatri, cinema. Musei aperti solo in zona gialla.

NEGOZI. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi i negozi all’interno di mercati, centri, gallerie e parchi commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

SCUOLA. la didattica delle superiori è al 50% in presenza, i laboratori sono in presenza.

BAR E RISTORANTI. Aperti dalle 5 alle 18 con massimo 4 persone per tavolo solo nelle zone gialle. In zone arancione e rosse consentito solo l'asporto fino alle 22, ma ai bar e enoteche consentito asporto solo fino alle 18. Consegna a domicilio sempre possibile.

BUS. Capienza al 50%

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Quasi tutt’Italia in zona arancione e divieto di spostarsi tra regioni fino al 15 febbraio, con Lombardia e Sicilia che da domenica potrebbero essere zona rossa: è la stretta anti-Covid prevista dal nuovo dpcm in vigore da domani e che sarà firmato a breve dal premier Conte e dal ministro Speranza.

 

Confermato il coprifuoco dalle 22 e il divieto all’asporto dalle 18. Oggi prevista la protesta dei ristoratori. Scuola: da lunedì superiori in presenza al 50%. 

 

Le ultime modifiche al Dpcm valido dal 16 gennaio sono state illustrate ieri sera dall’esecutivo nella riunione con le Regioni, i Comuni e le province, precedute da una premessa del ministro della Salute Roberto Speranza: «la situazione non può essere sottovalutata, lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova, forte ondata» del virus.

 

Nessun passo indietro, dunque, con il rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e l’inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio alto o, ancora, con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso. Anche perchè gli esperti già conoscono i dati che la cabina di regia analizzerà nelle prossime ore: tutti gli indicatori sono peggiorati nella settimana che si sta per concludere.

 

E in base all’ultimo monitoraggio, con le modifiche introdotte dal decreto, solo 6 regioni rimarrebbero gialle: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta. Tutte le altre rischiano l’arancione, con la Lombardia e la Sicilia molto probabilmente in zona rossa.

 

Qualche modifica rispetto alle bozze il governo però l’ha fatta. Il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo. Fino a quella data sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

 

Il governo ha poi confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18. Provvedimento fortemente criticato dalle Regioni: «non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori» ha detto il presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini a nome di tutti i governatori. Durante la riunione era stato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia a rispondere sottolineando che l’esecutivo avrebbe mantenuto la norma per evitare casi di movida, ma palazzo Chigi e il Mise si sarebbero messi al lavoro per «limitare al massimo i divieti» alle sole bevande e alcolici. Nella bozza entrata in Cdm, però, di modifiche non c’è traccia.

 

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Sempre Boccia ha garantito, nonostante la crisi di governo, «massima priorità» per i ristori a tutte le attività costrette a fermarsi. Tra queste c’è lo sci: gli impianti non riapriranno almeno fino al 15 febbraio, nonostante alcuni presidenti chiedano che almeno nelle zone gialle sia consentita l’attività ai soli residenti.

 

Chiuse anche palestre e piscine - anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle - così come cinema e teatri. Tornano invece le crociere ed è confermata l’apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali. «È un servizio ai residenti - ha sottolineato il ministro Dario Franceschini - è un primo passo, un segnale di riapertura» per il futuro. Non l’unico. Con il decreto viene infatti introdotta la ’zona bianca', in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l’uso della mascherina. Ma i parametri per entrarci - 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso - fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarcisi.