Il sottosegretario Costa

«Nessuna regione a rischio zona gialla con i nuovi parametri»

Veneto, Sicilia, Sardegna e Lazio con i vecchi indicatori sarebbero finite in giallo
Laboratorio analisi tamponi (Fotolive Filippo Venezia)
Laboratorio analisi tamponi (Fotolive Filippo Venezia)
Laboratorio analisi tamponi (Fotolive Filippo Venezia)
Laboratorio analisi tamponi (Fotolive Filippo Venezia)

Nessuna Regione, al momento, vede rischi imminenti di entrare in zona gialla. E questo in funzione dei nuovi parametri varati dal Governo. «Nelle prossime settimane le nostre Regioni rimarranno in zona bianca. I vaccini ci permettono condizioni di serenità», ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa citando le evidenze scientifiche.

 

Le ospedalizzazioni da Covid-19 sia per i reparti che per le terapie intensive sono tutte sotto le soglie d’allarme stabilite per le zone gialle (10% in terapia intensiva e 15% per l’area medica) anche se alcune regioni sono più avanti . Per calcolare il rischio alla luce delle novità introdotte, l’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica, Altems, ha sviluppato un nuovo indicatore che fissa nuove soglie differenziate tra Regione e Regione ed ’equivalentì al valore standard di 50 casi ogni 100.000 abitanti per tenere conto anche di questo fattore.

 

Da questo nuovo indicatore, riferisce Altems nella 62ma puntata dell’Instant Report Covid-19, emerge un valore medio nazionale pari a 0,35, con valori differenti tra le Regioni: quella con il rischio di soglia in zona gialla più elevato è la Sardegna (0,75, con un’incidenza media settimanale pari a 67 nuovi casi ogni 100.000 abitanti e il 47% di vaccinati rispetto alla popolazione residente), seguita dalla Sicilia (0,62, con un’ incidenza media settimanale pari a 54 nuovi casi ogni 100.000 abitanti e il 45% di vaccinati rispetto alla popolazione residente).

 

Al contrario la Regione con il rischio di soglia in zona gialla più basso è la Valle d’Aosta (0,12, con un’incidenza media settimanale pari a 10 nuovi casi ogni 100.000 abitanti e il 45% di vaccinati rispetto alla popolazione residente).

 

«Ben venga l’abbassamento delle soglie dell’occupazione delle terapie intensive e dei posti letto in area non critica. Fondamentale, però, è considerare in modo adeguato anche l’evoluzione dell’incidenza (ora per tutte le Regioni a 50 per 100.000 abitanti)», afferma Americo Cicchetti, direttore di Altems sottolineando la necessità di controllare la circolazione del virus altrimenti, spiega, «si rischia di avere molti casi a domicilio, anche lievi, ma che andranno a mettere sotto pressione i servizi territoriali».

 

Da qui il nuovo indicatore di Altems che tiene conto anche dell’andamento della campagna di vaccinazione nelle diverse regioni. Con i vecchi parametri, invece, rispetto al quadro attuale, quattro le Regioni che nel periodo tra il 16 e il 22 luglio hanno superato la soglia dei 50 casi per 100mila abitanti e che sarebbero finite in zona gialla dalla prossima settimana. Nello specifico, si tratta proprio di Sardegna, con 82,8 contagi su 100mila abitanti, e Sicilia (64,9) a cui si aggiungono Veneto (68,9), Lazio (68,8).

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