Dopo l’incontro a Santa Marta

La lettera del Papa e il pensiero «libero» e «profondo»

di Massimo Mamoli

La laicità del bene comune, la fraternità intesa nel suo valore politico. L’eroicità dei resistenti. Nel nostro incontro privato prima delle festività a Santa Marta con il Papa, e nel suo messaggio ai veronesi pieno di significati che abbiamo pubblicato alla vigilia di Natale, avevamo colto questi tre punti focali.

E nei giorni successivi abbiamo continuato a farli respirare su L’Arena con le visioni di donne e uomini di pensiero. Dalla filosofa Adriana Cavarero, che ha sottolineato la sfida dell’inclusività di Francesco, allo psichiatra Vittorino Andreoli e i volti dei «Nessuno» che nel quotidiano lottano per la sopravvivenza. E ancora, il commento di Lucia Vantini, presidente del coordinamento delle teologhe italiane, che nella sapienza di Bergoglio ha sottolineato quella alleanza laica che può costruire il bene comune.

Il Papa ci ha scritto, dopo aver ricevuto le interviste e gli articoli sul suo messaggio che gli abbiamo inviato nei giorni scorsi in Vaticano. «Li ho letti - ci scrive il Papa - e mi meraviglio del pensiero libero e profondo dei suoi autori. Grazie tante!». Tornando a raccomandare «non si dimentichi di pregare per me. Lo faccio per lei».

Il pensiero «libero» e «profondo». Aggettivi che ben si attagliano anche alla figura di Romano Guardini, il pensatore veronese caro a Jorge Mario Bergoglio, di cui abbiamo parlato nell’incontro a Santa Marta. Nel nostro patrimonio di saperi andrebbe maggiormente riscoperto, se condividiamo la consapevolezza che, come scrisse Hannah Arendt, il suo insegnamento è «filosofia morale al più alto livello».

 

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Su questi due valori (libertà e profondità), incondizionati e verticali, continueremo ad impegnarci ogni giorno per un giornale non categorico, non chiuso nella fortezza delle proprie convinzioni, crocevia di un’identità civile, laica, aperta. Specchio e coscienza di una comunità. Che si riconosce in tutti coloro che costruiscono e non distruggono.

Il luogo in cui - come ci avevo detto il Papa- le diverse sensibilità presenti a Verona vengono accolte, dove possono trovare casa ed espressione, aperti alla registrazione di tutte le voci, anche molteplici e contraddittorie. Dove l’idea di libertà di cui ci sentiamo portatori è il diritto di ciascuno di perseguire il proprio ideale di bene a condizione di non impedire agli altri di fare altrettanto.

Francesco conclude la sua breve ma intensa lettera che ci ha scritto, e di cui abbiamo riportato solo un passaggio, con quel «fraternamente» che in questo tempo, in cui l’egoismo sta soffocando l’umiltà e alimentando l’arroganza, è l’unico collante etico che può condurci alla fine di un tempo che ci lascia ancora troppe incertezze. Nel quale non intendiamo farci portavoce, né tanto meno strumento, di comportamenti che degradino la dialettica sociale e politica. Attenendoci al rigore della cronaca.

A fianco di quella parte di onesti eroi di tutti i giorni (Bergoglio, facendo eco allo scrittore francese Joseph Malègue, la chiamerebbe teologicamente «la classe media della santità») che lottano non solo contro - la pandemia, l’odio negazionista - ma anche per.

Ovvero accanto a quella somma che non corrisponde semplicemente alle singole fatiche, competenze, ammirevole concretezza nell’abnegazione che ogni giorno viene dimostrata nei piccoli gesti. Ma rappresenta la più alta edificazione di un’economia civile, che nel pensiero di Bergoglio richiama l’impronta benedettina e soprattutto francescana che compone in senso «polare» i valori della libertà e dell’uguaglianza - tradizionalmente rappresentati come dialettici e addirittura incarnati in sistemi sociali e politici contrapposti - nel principio laico dell’inclusività. In un’impresa, in un ospedale, in una scuola, in famiglia, nello Stato.

Quella corresponsabilità che non ha perimetri, nell’organizzazione pubblica e privata, nei comportamenti collettivi e personali, quel combinato disposto di possibilità e voglia di fare, sempre e nonostante, che sfocia in creazione collettiva di valore.

 

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