Vicenza/Pellestrina

Inciampa mentre sta correndo. Batte la testa e muore a 53 anni

Alberto Bressan, 53 anni, ha perso la vita a causa di una caduta. Lascia la moglie Roberta e due figli
Alberto Bressan, 53 anni, ha perso la vita a causa di una caduta. Lascia la moglie Roberta e due figli
Alberto Bressan, 53 anni, ha perso la vita a causa di una caduta. Lascia la moglie Roberta e due figli
Alberto Bressan, 53 anni, ha perso la vita a causa di una caduta. Lascia la moglie Roberta e due figli

La fatalità come cicatrice del destino. Un incidente imprevedibile. Un dramma che si consuma in un istante. Stava correndo assieme ad un amico sul lungomare di Pellestrina, Venezia. Inciampa. Cade. Batte violentemente la testa per terra. E non si rialza più. Muore così Alberto Bressan, 53 anni, libero professionista, esperto di assicurazioni, contitolare dell’agenzia delle Generali Italia di Arzignano, ma anche uomo profondamente immerso nel sociale e nel volontariato.  Un dolore immenso per la moglie Roberta dipendente delle Aim, i due figli Matteo di 23 anni e Giorgia di 18, la mamma Lina, il papà Sante, figura molto nota in città, nel Vicentino, nel Veneto per il lungo e fervente impegno istituzionale e comunitario. 

La tragedia ieri mattina verso le 9 in uno dei sestieri del borgo sospeso fra Adriatico e laguna, un luogo dove tutto profuma di mare e il tempo sembra essersi fermato che Alberto amava da sempre e dove tornava per ritemprarsi ogni volta che poteva. Bressan, sportivo nato e fisico da atleta, era appassionato di triathlon, la specialità olimpica che unisce nuoto, ciclismo e corsa. Partecipava a gare amatoriali. Ma era anche maratoneta. Gli piaceva sciare. Viveva lo sport come incontro con la natura. Come gioia. E per questo, nelle ore libere, si allenava. 

A Pellestrina si era recato per tre giorni di vacanza con la moglie e alcuni conoscenti, e, come sempre, ne approfittava per correre in uno scenario che lo incantava. Ieri, dopo colazione, aveva iniziato il solito giro in compagnia di un amico. Poi la caduta devastante. Bressan non ha avuto il tempo di proteggersi.  È piombato pesantemente sull’asfalto e non si è più ripreso. L’amico ha cercato di soccorrerlo ma Alberto gli è morto fra le braccia. 

La notizia della scomparsa si è diffusa subito a Vicenza dove Alberto era conosciuto ed apprezzato, e dove, appunto, il papà Sante su molti versanti, dalla politica al welfare e alle attività umanitarie e di solidarietà, ha scritto pagine di storia cittadina, provinciale e regionale. Alberto si era tenuto un po' in disparte, lontano dai palcoscenici pubblici, tranne una fugace esperienza come consigliere dell’allora circoscrizione 3, ma il suo amore per gli altri, per chi aveva bisogno, per le periferie povere, per le realtà sociali lo esprimeva con generosità, nei fatti, in silenzio, con infinita discrezione. Si era sempre impegnato in una serie di iniziative per la parrocchia di Debba, nella frazione in cui abitava. In particolare negli ultimi anni, dal 2013 fino a qualche mese fa, aveva concentrato le sue energie sulla casa materna di Longara, in una villa che fu dei Fogazzaro in una stradina della Riviera Berica, una struttura assistenziale fra le più antiche in Italia come concezione e un centro che oggi dispone di nido, asilo, scuola elementare, doposcuola, che è punto di riferimento per 120 bambini e altrettante famiglie, e che per la sua identità si propone come modello di accoglienza e formazione.

Bressan a questo servizio di puro e disinteressato volontariato aveva dato tutto se stesso con entusiasmo, spirito imprenditoriale, sensibilità, portando nuovo impulso, ammodernando la gestione, proiettando la casa di Longara nel futuro. Per Alberto un sogno realizzato, ma anche tante altre imprese racchiuse nella mente ancora da compiere con la sua inarrestabile voglia di fare e il suo sorriso allegro in nome del bene per gli altri mettendoci tutto il cuore possibile trasformando l’amore in dono, ma ora interrotte da una morte che getta nell’angoscia e nella disperazione, con l’unico scudo della fede, una famiglia straordinariamente unita. 

Franco Pepe