Il commissario

Figliuolo risponde alle Regioni: «Vaccino in vacanza? In casi eccezionali»

Ok di Figliuolo alle dosi di vaccino fuori regione
Ok di Figliuolo alle dosi di vaccino fuori regione
Ok di Figliuolo alle dosi di vaccino fuori regione
Ok di Figliuolo alle dosi di vaccino fuori regione

«Laddove per eccezionali motivi dovesse rendersi necessaria la somministrazione della seconda dose a lavoratori e turisti che soggiornano al di fuori della Regione di residenza per un periodo di permanenza congruo, questa struttura, qualora informata con adeguato preavviso, è disponibile al riequilibrio delle dosi da distribuire».

 

Così il Commissario Francesco Figliuolo nella lettera di risposta alla richiesta delle Regioni, sottolineando che per quanto riguarda la registrazione sui sistemi informativi «le attuali procedure, qualora correttamente implementate» dalle Regioni, «già consentono la regolare tenuta dei flussi informativi».

 

Ma in mattinata a Radio 24 Figliuolo aveva dichiarato: «I vaccini in vacanza è più uno spot che una necessità. Le regioni hanno chiesto la possibilità di essere flessibili, per la struttura va bene fare la seconda dose in vacanza, le procedure sono state limate ma ora toccherà alle regioni organizzarsi». 

 

«In 100 giorni di attività, abbiamo fatto tanto lavoro con la soddisfazione di essere vicini ai nostri cittadini e i risultati sono 39 milioni e 320mila somministrazioni. L’Italia è molto ben posizionata nelle classifiche europee e, soprattutto, c’è voglia di vaccinarsi e la vaccinazione è l’architrave per la messa in sicurezza del Paese e per la ripartenza economica» ha detto poi il commissario straordinario a margine della consegna di un Defender alla struttura commissariale da parte dell’Agenzia industrie difesa. Il mezzo sarà proprio destinato ad uno dei team sanitari mobili. Presenti alla consegna il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ed il direttore generale dell’Agenzia, Nicola Latorre.

 

«Sul Green pass noi siamo pronti, è questione di pochissimi giorni », ha aggiunto spiegando inoltre che «in dieci regioni sono attivi 43 team e presto ce ne saranno altri 10 per raggiungere le zone impervie e vaccinare persone fragili e anziani che non hanno capacità informatiche e che stiamo cercando». 

 

 

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