Il ricordo

Dieci anni fa la tragedia della Costa Concordia: morirono 32 persone. «Avremmo potuto salvarle tutte»

COSTA CONCORDIA 13 GENNAIO 2012

«Avremmo potuto salvarle tutte, perchè la nave ha resistito per parecchie ore, benchè rovesciata su un fianco. Se ci fosse stata l’autorità a bordo». Gregorio De Falco, ex capo della sezione operativa della capitaneria di porto di Livorno, lo sottolinea nella quindicesima puntata di  «Concordia, l’inchino fatale».

A bordo della Costa Concordia, che affonda davanti all'isola del Giglio a causa dell'«inchino» voluto dal capitano Francesco Schettino, ci sono 4232 passeggeri e nessuno di loro viene informato dell’urto. Ne moriranno 32.

I loro nomi: Dayana Arlotti, Williams Arlotti, Elisabeth Bauer, Michael Blemand, Tomás Alberto Costilla Mendoza, Maria D'Introno, Sandor Feher, Horst Galle, Josef Norbert Ganz, Giuseppe Girolamo, Jeanne Gregoire, Pierre Gregoire, Gabriele Grube, Guillermo Gual, Barbara Heil, Gerald Heil, Egon Hoer, Mylène Litzler, Giovanni Masia, Christina Mathi Ganz, Jean-Pierre Micheaud, Margarethe Neth, Russel Terence Rebello, Inge Schall, Margrit Schroeter, Francis Servel, Erika Fani Soria Molina, Siglinde Stumpf, Maria Grazia Trecarichi, Luisa Antonia Virzì, Bruhild Werp e Joseph Werp.

 

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È il 13 gennaio 2012, sono le 21.45. Circa un’ora dopo l’impatto la nave inizia ad inclinarsi, mostra uno squarcio lungo oltre 50 metri sul fianco sinistro e si allaga in pochi minuti fino a un totale blackout. Sulla scena intervengono circa cinquanta unità navali e otto elicotteri e già con le prime ore dell’alba emerge chiaramente che il naufragio è avvenuto per un errore umano. Il comandante Francesco Schettino viene condannato a 16 anni.