Caro bollette, oggi le prime misure del Governo: sul tavolo 4 miliardi per calmierare gli aumenti

Bollette davanti a un contatore
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Bollette davanti a un contatore
Bollette davanti a un contatore

È in programma oggi un Consiglio dei ministri che potrebbe varare nuove misure da 4 miliardi senza fare scostamenti del deficit, per calmierare gli aumenti delle bollette. Un intervento ricorrendo ai proventi delle aste di CO2 e con la cartolarizzazione di alcuni oneri di sistema.

Prevista anche una nuova tornata di ristori per le attività colpite dalle restrizioni anti-Covid. Stamani nuovo confronto tra Draghi, Franco, Cingolani e Giorgetti. Scende intanto per la prima volta dal 2013 l’occupazione femminile: nell’anno dello scoppio della pandemia è calata al 49%.

 

LA RIUNIONE. Sullo shock-prezzi dell’energia la regia è a Palazzo Chigi, con una riunione ieri di due ore e mezza dal premier Mario Draghi - con i titolari dell’Economia Daniele Franco, dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, della Transizione ecologica Roberto Cingolani - alla vigilia del Consiglio dei Ministri da cui è atteso un primo passo del Governo, da circa un miliardo e mezzo di euro ricorrendo ai proventi delle aste di CO2 e con la cartolarizzazione di alcuni oneri di sistema che valgono 2,5 miliardi. In totale 4 miliardi senza fare scostamenti del deficit.

Non dovrebbe esserci nessun intervento sugli extra-profitti delle aziende energetiche, ipotesi rilanciata dalla viceministro dello Sviluppo Alessandra Todde (M5s) delicata per l’impatto sulle società e più difficile da mettere a punto. Sarà comunque l’avvio del percorso, tracciato dal ministro Cingolani già nei giorni scorsi, per arrivare ad un piano a lungo termine di tagli strutturali da almeno 10 miliardi l’anno.

Confindustria avverte: «Non è possibile rinviare le decisioni, serve un atto di coraggio. Serve agire in fretta come hanno già fatto i governi di Francia e Germania». «La situazione è drammatica». L’associazione degli industriali «valuta positivamente» la riunione voluta dal ministro Giancarlo Giorgetti (a cui ha partecipato con anche le associazioni di via dell’Astronomia dei settore energivori, e con la Confapi) ma insiste nel chiedere «una task force» coordinata dalla Presidenza del Consiglio, sottolineando che le proposte che ha illustrato al Mise sono da «condividere necessariamente in un tavolo interministeriale presso Palazzo Chigi».

La partita non è solo tecnica ma anche politica, con la Lega che pressa il Governo di cui fa parte: Matteo Salvini ringrazia «il ministro Giorgetti che ha convocato la riunione» e dice che «è necessario che il governo intervenga al più presto, servono almeno 30 miliardi». «È auspicabile l’apertura di un tavolo anche a Palazzo Chigi - aggiunge - Famiglie, artigiani e imprese hanno bisogno di risposte rapide».

Ma il tema è "caldo" per tutti i partiti, tanto che prima del Cdm potrebbe esserci una cabina di regia con tutta la maggioranza. C’è malumore tra le associazioni di imprese non convocate all’incontro con il ministro dello Sviluppo, dalle piccole imprese agli artigiani ed alle coop. «Il tema del caro-energia rappresenta una problematica comune a tutto il sistema produttivo»; «riguarda tutti gli attori», sottolineano in una lettera a Giancarlo Giorgetti i presidenti di Confartigianato, Cna e Casartigiani: ribadiscono preoccupazioni, proposte e specificità di pmi e artigiani, considerando «necessario che anche il mondo della piccola impresa partecipi al confronto in atto».

Tutti fanno i conti. Confcommercio parla di rincari pari al 76% per il terziario, per un totale di 20 miliardi. Alleanza delle Cooperative, stima «un aumento di oltre 80 miliardi» per la bolletta 2022 di famiglie e imprese, e auspica di poter «rappresentare al meglio le proprie proposte» al Governo, «ad un tavolo interministeriale». Sul fronte delle pmi, come sottolinea Confartigianato, c’è da sciogliere «l’assurdo meccanismo "meno consumi, più paghi": i piccoli imprenditori sono penalizzati da una distribuzione iniqua» degli oneri parafiscali oneri «che finanziano per il 49%, 4,7 miliardi di euro».

Sul tavolo del Consiglio dei Ministri anche nuovi ristori per le attività economiche penalizzate dalle restrizioni anti-Covid: «Ci auguriamo - dice per il settore il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia - una risposta abbastanza seria e completa a una serie di misure che abbiamo richiesto: la proroga della cig Covid, il credito d’imposta per la locazione degli immobili, l’esenzione del versamento della prima rata dell’Imu, la proroga delle misure di sostegno finanziario per le imprese, la decontribuzione per chi rientra dalla Cig e l’incremento del fondo che abbiamo a bilancio».