Addio a Lidia Menapace, partigiana, senatrice, femminista. Sconfitta dal Covid a 96 anni

Lidia Menapace
Lidia Menapace
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Lidia Menapace

Addio a Lidia Menapace, partigiana, attivista, donna impegnata per le donne, che muore all’età di 96 anni. Menapace è scomparsa stanotte a Bolzano, all’ospedale «San Maurizio» dove era ricoverata da alcuni giorni dopo avere contratto il Covid19. Nata a Novara il 3 aprile del 1924, il suo vero nome era Lidia Brisca. Da giovane ha partecipato alla Resistenza come staffetta e, dopo la guerra, si è avvicinata a movimenti cattolici. Nel 1964 si è candidata in Alto Adige con Democrazia Cristiana ed è diventata, assieme a Waltraud Gebert Deeg, la prima donna eletta nel consiglio provinciale di Bolzano e la prima donna a entrare in giunta.

Poi, ha svolto attività all’Università Cattolica del Sacro Cuore e alla fine degli anni ’60 si è avvicinata al Partito comunista e ha lavorato con Il Manifesto. Nel 2006 si è candidata alle elezioni politiche con Rifondazione Comunista diventando senatrice. Essere partigiana, per lei, era una scelta di vita. La stessa vita passata a «resistere», a partire da quella grande «lotta» che poteva essere combattuta anche senza armi, che ha deciso di non trasportare mai quando era staffetta. Un periodo che amava ricordare e raccontare in incontri, dibattiti, interviste e nel suo libro «Io, partigiana. La mia Resistenza».

«Resistenza», quindi, era la parola chiave. Ma non solo: Lidia Menapace era una donna al fianco delle donne, una femminista convinta e impegnata, un’attivista che non si fermava e, anzi, combatteva ogni giorno. Una lotta fino alla fine, anche quando ha dovuto affrontare il Covid. A 96 anni ha ceduto, ma il suo ricordo, il suo impegno e la sua testimonianza certamente rimarranno.

 

«Scompare con Lidia Brisca Menapace una figura particolarmente intensa di intellettuale e dirigente politica espressione del dibattito autentico che ha attraversato il Novecento», ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo. «Staffetta partigiana in Val d’Ossola - ha continuato il capo dello Stato -, brillante laureata presso l’Università Cattolica di Milano, dove sarà lettore di lingua italiana, dirigente della Democrazia Cristiana e vice presidente della Provincia di Bolzano, animatrice del movimento delle donne, tra i fondatori del Manifesto e, infine, senatore per Rifondazione comunista nella XV legislatura repubblicana, Lidia Menapace è stata fortemente impegnata sui temi della pace, con la Convenzione permanente delle donne contro tutte le guerre. I valori che ha coltivato e ricercato nella sua vita - antifascismo, libertà, democrazia, pace, uguaglianza - sono quelli fatti propri dalla Costituzione italiana e costituiscono un insegnamento per le giovani generazioni».

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