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La testimonianza

«Venduta da mia madre e violentata da un anziano amico di famiglia a 11 anni»

Una 74enne vicentina rivela il suo dramma all'incontro organizzato dal Cif di Rosà. «Quel giorno di 63 anni fa finì la mia gioia di bambina»
L'incontro del Cif a Rosà: durante la Giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne, Daniela, 74 anni, ha raccontato la sua drammatica storia
L'incontro del Cif a Rosà: durante la Giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne, Daniela, 74 anni, ha raccontato la sua drammatica storia
L'incontro del Cif a Rosà: durante la Giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne, Daniela, 74 anni, ha raccontato la sua drammatica storia
L'incontro del Cif a Rosà: durante la Giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne, Daniela, 74 anni, ha raccontato la sua drammatica storia

«Sono stata violentata quando avevo 11 anni. Con il tempo, tanto tempo, mi sono rifatta una vita, la mia vita». Questo l'inizio del drammatico racconto di Daniela, vicentina di 74 anni, invitata all'evento organizzato in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. Ha parlato del suo incubo vissuto da bambina. Oggi è un'amica, una sposa, una mamma.

La drammatica testimonianza di Daniela

«Ho subito una violenza quando ero una bambina, da un anziano amico di famiglia - continua -. Eravamo in auto, durante una notte d'estate, in una strada di campagna. Mia mamma mi aveva detto di accompagnarlo al suo lavoro. L'auto si è fermata e lì è finito tutto ciò che rappresentava la gioia di una bimba. Non c'era nessuno ad aiutarmi, a sentirmi. Le sue mani mi hanno tolto la più bella cosa che avevo: la purezza».

I presenti l'ascoltano, con occhi lucidi e increduli. «Mia mamma non mi ha mai difesa, anzi - aggiunge -. Sono stata venduta come un chilo di carne. Non si poteva dirlo a nessuno, ma ho dovuto convivere con quell'incubo. Era una vergogna raccontarlo, denunciare. Fino a vent'anni sono stata balbuziente e ho odiato gli uomini per moltissimo tempo. Una psicologa poi, mi ha aiutata; ma mi sentivo protetta solo in studio da lei e, una volta fuori, ero persa, allo sbando, impaurita di tutto e di tutti».

L'appello: «Alle donne dico: reagite»

Legge una sua poesia, la sintesi della sua drammatica esperienza. Lo stesso foglio viene poi distribuito. «Inizio a guardare l'alba dopo anni di stenti, non riesco più a sorridere come una volta - conclude - Non auguro a nessuno ciò che ho vissuto. Posso perdonare, ma non dimentico. Ricordo un giorno che mi chiamò una ragazza violentata dal papà; davanti a tanto orrore, non ho saputo cosa dirle. Ma siamo donne e dobbiamo reagire. Vi chiedo di dialogare con i figli, non nascondete le cose e sappiate affrontare i problemi. Forza, andiamo avanti e abbiate fede, proprio la fede mi ha aiutata molto».

L'assessore regionale Lanzarin: «Fare rete creando senso di comunità e vicinanza»

Terminato il racconto e passato un primo momento di sgomento collettivo, la parola è passata agli ospiti intervenuti all'incontro, momento conclusivo della camminata organizzata dal Cif di Rosà, in collaborazione con l'Amministrazione comunale, Circolo Noi e il gruppo Nordic Walking. L'evento ha visto la partecipazione di quasi 300 persone. «La potenzialità delle donne sta nel saper fare rete» ha sottolineato la presidente del Cif rosatese, Anna Ganassin.

«La vicenda di Giulia ci ha sconvolto e segnato e forse, questo giorno, lo viviamo in modo diverso - ha aggiunto l'assessore regionale Manuela Lanzarin -. Dobbiamo chiederci cosa fare per combattere la violenza, come distinguere l'amore vero. E va rafforzata la rete tra organi comunali e uffici competenti, creando senso di comunità e vicinanza».

Il sindaco Elena Mezzalira ha sottolineato come la scuola stia lavorando con gli studenti e la consigliera Silvia Faggion ha riportato i dati fino a fine ottobre del Centro antiviolenza Spazio Donna: in un anno 211 le donne assistite.

Elena Rancan

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