<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Protezione Civile

Parte la colonna
dei volontari
Rispedita indietro

di Alessandra Vaccari
Protezione Civile, partenza da Soave
Protezione Civile, partenza da Soave
Protezione Civile, partenza da Soave
Protezione Civile, partenza da Soave

Le prime veronesi a partire, in elicottero, sono state due unità cinofile di Argo 91. La prima cosa da fare dopo un crollo è scavare tra le macerie, recuperare corpi, cercare sopravvissuti. E serve chi ha il fiuto giusto per farlo.

Per questo le veronesi Valentina Melchiori con la sua femmina meticcia di Labrador nero di nome Margot e Manuela Leso con Tabi una femmina di Golden retriver sono state inviate nei luoghi del terremoto.

Una volta atterrate ad Amatrice si sono messe al servizio del comando pronte ad eseguire gli ordini di ricerca.

La macchina dei soccorsi s’è messa in moto anche da Verona. Non c’è stata calamità naturale o disastro che non abbia visto coinvolti i nostri vigili del fuoco e i volontari della Protezione civile.

All’alba a partire erano stati i pompieri. Nella notte a seguito del terremoto nell’Italia centrale su disposizione del centro operativo nazionale dei vigili del fuoco era stato predisposto l’invio di personale da parte dei comandi del Veneto per il soccorso alla popolazione colpita dal sisma.

Da Verona è partita una squadra di nove operatori che fa parte della colonna mobile nazionale con gli automezzi in versione calamità.

Da Venezia e Treviso sono partiti 23 vigili e 11 operatori Usar medium (urban search and rescue) specializzati nella ricerca di persone sotto le macerie, supportati dal nucleo cinofili con tre unità.

Da Treviso inoltre sono partiti altri 11 operatori con Mls (modulo di supporto logistico) che viene montato in appoggio ai soccorritori per la prima fase dell’emergenza.

In fase di partenza anche un elicottero del reparto volo di Venezia con il pilota specializzato nella mappatura del territorio tramite drone.

Il personale degli altri comandi non interessati nella prima fase assicureranno l’avvicendamento del personale impiegato inizialmente.

Le squadre della colonna mobile nazionale, che si attivano in occasione di tali calamità, sono attrezzate ed equipaggiate per lavorare in autonomia sugli scenari emergenziali, sia dal punto di vista operativo che logistico, ed andranno a riunirsi con altre sezioni operative partite dai diversi comandi delle città italiane. Alle 16.30 i nostri pompieri, dopo una sosta al comando centrale di Rieti erano a Sommati, una frazione di Amatrice, già operativi. Per loro soprattutto verifiche e controlli. Queste frazioni sono costituite da piccoli numeri di case che spesso non sono abitate tutto l’anno, diventano case di vacanza e quindi verificare se fossero abitate o meno al momento del sisma è molto complicato.

Verso le 13 di ieri dal casello di Soave è partita anche la colonna della Protezione civile dell’Ana. Ventitrè squadre in tutto, di cui fa parte anche Argo 91 che però era stata portata a destinazione prima, via cielo. Ma nel pomeriggio doccia fredda: contrordine, dal coordinamento regionale l’ordine di tornare indietro.

«Siamo senza parole», ha detto Luca Brandiele, coordinatore Ana Verona, «non sappiamo cosa sia accaduto. Ci hanno detto di tenere uomini e mezzi pronti per ripartire domani. A noi l’ordine è arrivato dal Veneto che però lo ha ricevuto da Milano, siamo sconcertati, non è mai accaduta una cosa del genere. Facciamo persino fatica a crederci noi, e domani potremmo di nuovo rimetterci in marcia», ha spiegato ieri amareggiato. I mezzi non sono confortevoli e non possono viaggiare veloci come le auto.

Suggerimenti