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in tribunale

Olindo e Rosa a Brescia per revisione processo. L'avvocato dello Stato: «La richiesta è inammissibile»

Processo Olindo e Rosa

ORE 13 L'avvocato di Stato dichiara la richiesta di revisione "inammissibile"

Secondo l'avvocato dello Stato Domenico Chiaro, "la Procura di Milano avrebbe anche potuto non trasmettere" l'istanza del sostituto procuratore Cuno Tarfusser sulla revisione del processo per la strage di Erba, invece ha creato "un unicum nella storia giudiziaria". La richiesta di Tarfusser "è inammissibile".

 

Strage Erba, avvocato Stato: "Istanze inammissibili, nessuna nuova prova"

 

 

ORE 12,30 Il pg Rispoli: "Olindo lo si vuole far passare per uno stupido ma non lo è"

"Olindo è tutt'altro che uno stupido, non significa nulla che faccia l'operatore ecologico", lo sottolinea il pg di Brescia Guido Rispoli riferendosi alla capacità dell'imputato di nascondere le prove del delitto. "Lo si vuole far passare come un minus habens ma non lo è in alcun modo".

"È impossibile ribaltare le prove con questo processo di revisione". Così il procuratore generale Rispoli ha concluso il suo intervento nell'aula dove si sta tenendo il processo di revisione al Tribunale di Brescia di Olindo Romano e Rosa Bazzi, il quale ha aggiunto anche di trovare "odioso provare a mettere in mezzo la famiglia Castagna, parti lese di un crimine orrendo" (nessuno della famiglia è presente in tribunale)

ORE 12 Ancora folla di "curiosi" all'esterno del tribunale

Nonostante l'udienza sia iniziata da più di un'ora, decine di persone aspettano ancora sotto la pioggia di poter entrare in tribunale a Brescia per partecipare alla discussione dell'istanza di revisione del processo per la Strage di Erba. Tra il pubblico vincono proprio gli innocentisti. Al momento nell'aula dove è in corso l'udienza ci sono classi di studenti e semplici curiosi che si sono accaparrati i 43 posti a disposizione del pubblico.

Rosa e Olindo sono tenuti nella gabbia dell'aula dopo che hanno chiesto di non essere ripresi dalle telecamere ammesse dal presidente della Corte. Mostrare le foto dell'appartamento di Raffaella Castagna dopo il massacro dell'11 dicembre del 2006. Una scelta che il procuratore generale di Brescia Guido Rispoli "giustifica" per spiegare l'illogicità di sostenere certe vie di fuga da parte degli aggressori della strage.

ORE 11,30 Parola al pg di Brescia Guido Rispoli

Secondo il pg di Brescia Guido Rispoli e contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa, "non c'era nessun aggressore in casa, e Valeria Cherubini in stato di incoscienza per il colpo subito, era salita nella sua casa, la sua tana per rifugiarsi", dove morì, come detto dal consulente in primo grado. Rispoli ha contestato che nelle consulenze scientifiche sulla scena del delitto della difesa della criminologa Roberta Bruzzone siano state usate metodologie che all'epoca dei fatti non esistevano. "Le macchie si sangue e la scena del crimine sono elementi già in possesso dei giudici precedenti ed erano già stati analizzati compiutamente".

"L'ammissione delle prove - spiega Rispoli - deve avere una funzione demolitoria di una condanna granitica e in questo caso riaperto in modo abbastanza anomalo, non ci sono prove che non siano già passate al vaglio degli inquirenti".

ORE 10,30 Parla l'avvocato dello Stato

"Non è vero che le prove che incastrano Olindo e Rosa sono solo tre. Tre sono quelle principali e macroscopiche, ma sono supportate da un satellite di altri indizi che completano un quadro e lo rendono schiacciante". A parlare è l'avvocato dello Stato, Domenico Chiaro, ricordando "le ecchimosi di Olindo, le ferite sulle mani di Rosa, le lesioni inferte sui cadaveri da una mano sinistra con più forza rispetto a quelle inferte con la destra (Rosa è mancina, ndr), il contatore della luce staccato, una intercettazione in cui Olindo impone a Rosa di non parlare dell'omicidio in casa facendo intendere che sanno di poter essere intercettati". 

Quelli presentati dalla difesa di Olindo e Rosa per chiedere la revisione del processo sulla strage di Erba "non sono fatti nuovi dal punto di vista probatorio" secondo l'avvocato Chiaro, così come le intercettazioni che "non assurgono a dignità di provare". Per quanto riguarda il presunto deficit mentale di Rosa Bazzi "c'è il sospetto che ci fosse interesse" da parte dell'imputata a rispondere in modo scorretto ai consulenti. Non sa dove è il Brasile, in Spagna, ha risposto". E Olindo "inizialmente era apparso non avere rimorsi, poi la ritrattazione. Dategli l'Oscar a questo punto".

Per l'avvocato dello Stato Domenico Chiaro non ci fu "nessun falso" ricordo nella testimonianza di Mario Frigerio che per primo fece il nome di Olindo Romano e che rimase gravemente ferito nella strage di Erba. "Lo disse tre volte" ha detto il magistrato. Le sue dichiarazioni non cambiano, non perdono pezzi", come sostenuto dalla difesa. 

ORE 9,30 Olindo e Rosa arrivano in aula ma chiedono di non essere ripresi

L'udienza è iniziata. I coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, arrivati in aula scortati dagli agenti della polizia penitenziaria, hanno chiesto non essere ripresi dalle telecamere in aula. Il giudice si è riservato di decidere ma nel frattempo nell’aula assegnata alla stampa non arriva il segnale video. Il giudice ha accettato la richiesta ma ha ammesso le immagini in aula.

 

 

ORE 9,30

L'udienza è iniziata. I coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, arrivati in aula scortati dagli agenti della polizia penitenziaria, hanno chiesto non essere ripresi dalle telecamere in aula. Il giudice si è riservato di decidere ma nel frattempo nell’aula assegnata alla stampa non arriva il segnale video.

ORE 9

Tra decine di giornalisti si fa spazio Azouz Marzouk, marito e padre di due delle vittime della strage di Erba. "Sono emozionato, oggi possiamo avere la nostra rivincita. Inizialmente pensavo che Olindo e Rosa fossero colpevoli, ora credo che non è stata fatta giustizia. Oggi possono riparare", dichiara ai giornalisti sottolineando che "la pista della droga è quella che tutti vogliono far credere, ma mi danneggia visto che mi sto trasferendo in Italia. Credo non sia stata fatta giustizia e ora spetta ai giudici farla". 

ORE 8,30

Decine di persone, fin dalle prime ore del mattino, si sono radunate davanti all'ingresso del Tribunale di Brescia (ancora chiuso) in attesa della sua apertura per poter assistere all'udienza in Corte d'Appello che dovrà decidere della richiesta di revisione del processo per la strage di Erba. Olindo e Rosa, in carcere da 17 anni, oggi hanno rispettivamente 62 e 60 anni e sono stati condannati all’ergastolo in tre gradi di giudizio.

Un'attenzione mediatica per l’udienza altissima e attesa, tanto che si è deciso di chiudere l’ingresso ai primi 50 «curiosi» che entreranno in tribunale mentre la stampa dovrà accontentarsi di «stanze riservate» su cui il dibattimento sarà proiettato via schermo televisivo.

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