<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
la cerimonia

Giorno del Ricordo, la celebrazione al Quirinale. Mattarella: «Il nostro muro di Berlino passava per Gorizia»

La cerimonia al Quirinale
La cerimonia al Quirinale
La cerimonia al Quirinale
La cerimonia al Quirinale

Viene celebrato al Quirinale il «Giorno del Ricordo», in memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Sono presenti, oltre alla premier Giorgia Meloni, seduta accanto al presidente della Repubblica, i ministri degli Esteri Antonio Tajani, della Difesa Guido Crosetto, degli Interni Matteo Piantedosi. In prima fila anche il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e quello dello sport Andrea Abodi.

Presente anche il sindaco di Verona Damiano Tommasi, invitato dal presidente della Repubblica. Oratore ufficiale è il veronese Davide Rossi, editorialista de L’Arena, docente di Storia e tecnica delle Costituzioni europee all’università di Trieste, nipote di esuli istriani, e da oltre vent’anni attivo nell’associazionismo giuliano-dalmata.

Sono previsti gli interventi di Giuseppe De Vergottini, presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati; del ministro degli Esteri, Antonio Tajani; del professor Davide Rossi, ordinario di Storia e tecnica delle codificazioni e costituzioni europee. 

Il Quirinale, inoltre, apre le porte a Marco D’Agostino, veronese, presidente del Comitato provinciale e consigliere nazionale dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Gli interventi

Giuseppe De Vergottini: "L'esodo riguarda l'intera nazione, non è una questione di parte, né di destra né di sinistra", afferma Giuseppe De Vergottini, presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati (Federesuli). De Vergottini sottolinea che la ricorrenza del 10 febbraio serve proprio per ricordare "le violenze fatte dai partigiani titini", per ricordare "le stragi avvenute e le conseguenze del clima di terrore e paura che si era creato, spingendo le popolazioni italiane della zona a spostarsi in altre parti d'Italia e all'estero".

Secondo il presidente di Federesuli è importante la ricorrenza al Quirinale perché "per noi il presidente della Repubblica è un centro di riferimento indipendente dall'attività politica dei partiti e il fatto di essere ricevuti è per noi attestazione dell'interesse di tutti gli italiani".

Con la legge del 2004, che ha istituito il Giorno del Ricordo, "si è superata una fase di lunga di distrazione della memoria", osserva. Il primo via libera alla Camera, oggi, sulla legge per la promozione della conoscenza della tragedia delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata nelle giovani generazioni, conclude De Vergottini, "offre a chi si vuole occupare di questo argomento maggiori strumenti di conoscenza e viaggi di istruzione".

Davide Rossi al Quirinale
Davide Rossi al Quirinale

Davide Rossi: «L'Italia appariva stretta da una diplice morsa: l'ostilità a chi è uscita perdente da una guerra, dall'altra parte un governo di larghe intese. Il prezzo fu pagato dagli italiani del confine orientale, prima nella data dell'armistizio, poi della Liberazione. Per troppi decenni percepita come vicenda marginale e localistica, portò all'esilio di 300mila persone, riguardava borghesi e operai, giovani e amziani. Il trattato di Osimo, del 1975, provocò l'ennesima sofferenza ella Venezia Giulia.

In questi quattro lustri molto si è fatto: Napolitano nel 2007 parlò di "sinistri contorni di una pulizia etnica", Mattarella invitò a "Farne patrimonio Comune". 

Leggi anche
La bimba con la valigia: «Ora rivedo quell’orrore. Sognavo un futuro diverso»

Presente anche Egea Haffner, la «bambina con la valigia»: cosa è rimasto di quella bambina di 5 anni? "Una nonna anziana di 82 anni.

A destra Egea Haffner, la bambina con la valigia
A destra Egea Haffner, la bambina con la valigia

Dietro quella foto c'è una tragedia non solo della mia famiglia, ma di un intero popolo. Sono stata fortunata, ho evitato i campi profughi. Finché avrò salute e vita la mia missione sarà portare la mia storia nelle scuole ed educare in giovani alla pace e alla convivenza tra i popoli".

 

Il ministro Antonio Tajani
Il ministro Antonio Tajani

Antonio Tajani: "Il muro dell'oblio è stato abbattuto, finalmente dal passato emergono i nomi di chi ha sofferto. Quelli furono vero atti di pulizia etnica su popolazioni che fino ad allora avevano convissuto. Un dramma che ci tocca dolorosamente. Per questo nel 2004 è stato istituito il Giorno del ricordo, come monito affinché simili drammi non si ripetano. I responsabili di quelle stragi sono persone fisiche oggi scomparse, ispirate da un'ideologia, il comunismo, sconfitta dalla storia". 

L'intervento del presidente Mattarella al Quirinale
L'intervento del presidente Mattarella al Quirinale

Durante la cerimonia, condotta dall'attrice Viola Graziosi e trasmessa in diretta su Raiuno, sono stati eseguiti brani musicali e ascoltate testimonianze di alcuni esuli. La mattinata si è conclusa con l'intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, protagonista durante i suoi mandati di iniziative per tener viva la memoria degli eventi celebrati nel Giorno del Ricordo e per superare definitivamente gli antichi contrasti e rafforzare l'amicizia tra Italia e Slovenia, che troverà un importante suggello nella designazione congiunta di Nova Gorica e Gorizia quali Capitale europea della Cultura 2025.

Sergio Mattarella: "Sono passati quasi 80 anni da quei terribili avvenimenti. Lungo tempo è trascorso, ma somo emotivamente a noi vicini. Questo cnsente di delineare alcune prospettive. In quelle martoriate ma vivacissime terre di confine, intrise di storie e di civiltà, dopo las confitta del nazifascismo si viodero negate le aspitazioni alla democrazia e all'autodeterminazione a causa del comnunismo. Le popolazioni si videro così costrette a mettersi in cammino in cerca di una nuova patria. Migliaia di italiani furono massacrati nelle foibe, sospinti ad abbandonare le loeo case e le loro terre. Il nostro muro di Berlino tagliava in due Gorizia, allontanando famiglie, consetudini, appartenenze. Le sofferenze di quelle persone non furono per lungo tempo riconosciute. I tentativi di oblio o di negazione sono un affronto alle vittime e un danno inestimabile per la coscienza collettiva".

Mattarella: «Balcani occidentali in Ue senza indugi»

"Occorre adesso lavorare alacremente, a livello europeo, come Tajani ha ricordato, perché anche gli altri Paesi dei Balcani Occidentali candidati all'ingresso nell'Unione possano compiere le procedure di adesione senza indugi o ritardi. Si tratta anche di una risposta concreta ai pericoli del possibile riaccendersi, nella regione, di sopiti conflitti di natura etnica o religiosa, che rischierebbero di riportare la storia, a tempi che non vogliamo rivivere mai più. Le divisioni, i conflitti, le ferite del passato - la cui memoria ci ferisce tutt'ora con forza e sofferenza - ci ammoniscono".

Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concluso le celebrazioni del giorno del Ricordo. "Onorare le vittime e promuovere la pace, il progresso, la collaborazione, l'integrazione, aiuta a impedire il ripetersi di tragici errori, causati da disumane ideologie e da nazionalismi esasperati; e a non rimanere prigionieri di inimicizie, rancori e dannose pretese di rivalsa. Se non possiamo cambiare il passato, possiamo contribuire a costruire un presente e un futuro migliori".

Il sindaco Tommasi ospite di Mattarella

Il sindaco Tommasi con Davide Rossi
Il sindaco Tommasi con Davide Rossi

Una cerimonia solenne nella Sala dei Corazzieri alla presenza di Ministri e autorità alla quale il primo cittadino veronese ha partecipato su invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per ricordare la triste pagina della storia del Novecento con i massacri delle foibe e l’esodo della popolazione Giuliano-Dalmata.

“Questa vicenda ha toccato da vicino la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Damiano Tommasi - ed essere qui oggi è sicuramente una grande emozione. Molte sono le famiglie di Verona che hanno vissuto, direttamente o indirettamente, questa triste vicenda, dimostrando grande spirito di accoglienza”.

Oratore ufficiale della cerimonia è stato il veronese Davide Rossi, docente di Storia del diritto medievale e moderno dell’Università di Trieste. Alla ricorrenza è intervenuto anche Marco D’Agostino, un altro veronese, presidente del Comitato provinciale e Consigliere Nazionale di Verona dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

La ricorrenza

Il Giorno del Ricordo è stato fissato il 30 marzo 2004. Scelto come data per mantenere vivo nella memoria degli italiani i trattati di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947, dove l’Italia oltre alle colonie cedeva le Provincie di Zara e del Carnaro alla Jugoslavia, mentre Trieste e parte dell’Istria andavano a costituire il TLT (Territorio Libero di Trieste).

Il 30 marzo 2004, la Repubblica Italiana ha istituito questa solennità civile proprio per, come riporta la Legge, “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Qui tutte le iniziative del Comune di Verona per il Giorno del Ricordo

 

 

Suggerimenti