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la storia

Due schegge nella gamba dalla Seconda guerra mondiale: operata d'urgenza a Mantova donna di 98 anni

La donna era rimasta ferita durante la ricognizione di un caccia (“Pippo”) che colpì tutta la famiglia. Lina Martelli, di Gabbiana, oggi vive al Green Park: «Allora non riuscirono a togliermeli, ora sto meglio. Per il resto sarà quello che Dio vorrà»
Lina Martelli, 98 anni, operata al Poma di Mantova: aveva nella gamba duue schegge di proiettile della seconda guerra mondiale
Lina Martelli, 98 anni, operata al Poma di Mantova: aveva nella gamba duue schegge di proiettile della seconda guerra mondiale
Lina Martelli, 98 anni, operata al Poma di Mantova: aveva nella gamba duue schegge di proiettile della seconda guerra mondiale
Lina Martelli, 98 anni, operata al Poma di Mantova: aveva nella gamba duue schegge di proiettile della seconda guerra mondiale

Conviveva con due schegge di proiettile nella gamba destra dai tempi della Seconda guerra mondiale. Nei giorni scorsi è stata operata d’urgenza in Chirurgia Vascolare all’ospedale Poma di Mantova e poi ricoverata in Nefrologia e Dialisi a seguito di un ematoma post traumatico causato dalla rottura di una arteriola muscolare derivante dalla presenza dei reperti. Durante l’intervento sono stati asportati i frammenti metallici e si è proceduto con l’emostasi e la ricostruzione dei tessuti.

Una volta dimessa, la signora è tornata al Green Park, dove vive nella residenza per anziani.

Lina Martelli, 98 anni, originaria di Gabbiana (Castellucchio), racconta la sua storia da un letto dell’ospedale di Mantova. Ci torna regolarmente ogni settimana per l’emodialisi: «Quel giorno passò ‘Pippo’, l’aereo dei bombardamenti. Voleva colpire un camioncino e invece centrò in pieno la mia famiglia. Ero con mamma, papà, i nonni e quattro fratelli. Rimasero tutti feriti».

Era il 1944. Lina, che riportò le ferite più gravi, aveva 19 anni. In ospedale fecero quel che poterono per lei: «Provarono a togliermi i proiettili, ma non ci riuscirono». Alla fine della guerra il matrimonio e il trasferimento a Rivalta sul Mincio:«Mio marito, Attilio, non c’è più. Oggi avrebbe più di cent’anni. Non abbiamo avuto figli, ma ho tanti nipoti. Io sto meglio, ora. Per il resto, sarà quel Dio vorrà».

 

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