Porta Fura e Porta Catena (Rione di San Zeno)

Porta Fura e Porta Catena (Rione di San Zeno)
Porta Fura e Porta Catena (Rione di San Zeno)
Porta Fura e Porta Catena (Rione di San Zeno)

Prendiamoci un po’ di tempo e dedichiamolo per una passeggiata attraverso la storia, dal periodo scaligero, alla dominazione veneziana e poi austriaca. Nel rione di San Zeno c’è un luogo che in un centinaio di metri (forse anche meno) riunisce queste pagine che raccontano il passato. È il complesso di Porta Fura e Porta Catena che si raggiunge da via Torretta proseguendo verso il fiume Adige oppure costeggiandolo per chi arriva dal quartiere Navigatori percorrendo via Porta Catena.

Partiamo con la visita da via Torretta (per chi giunge da Borgo Trento, poche decine di metri a destra superato ponte del Risorgimento) e avviciniamoci al passaggio più interno del complesso di fortificazioni: Porta Fura. Sulla facciata c’è un’iscrizione che riporta l’anno MDCCCXI (1811) ma la porta è più antica e alcuni documenti la citano nel 1195 e nel 1225. La sua architettura presenta un arco a tutto sesto con stipiti (dove si notano i cardini) in marmo rosso e marmo rosato della Valpolicella con blocchi regolari di tufo.

Superata Porta Fura si entra nell’area di epoca austriaca risalente al 1840. È ben riconoscibile la casamatta (blockhaus) che accoglie la fuciliera con dieci feritoie e costruita con la tecnica dell’opus incertum. Osserviamo la copertura della casamatta formata da lastre di marmo a cuspide oblunga con spigolo vivo e le strette feritoie che si susseguono sul muro a destra (guardando la casamatta di fronte) che con molta probabilità è un tratto di epoca scaligera o veneziana. Di fronte (al centro dell’area) si trova un terrapieno e lungo il muro circostante si aprono numerose feritoie interne.

Proseguendo oltre si giunge all’apertura più esterna (ad agrum), Porta Catena. La costruzione è contraddistinta da un arco a tutto sesto sormontato da un alto muro con tre feritoie. Porta Catena insiste su un tratto del muro costruito per volontà di Cangrande I della Scala su progetto dell’architetto Calzolaro tra il 1321 e il 1325. Si tratta di una fortificazione che un tempo era munita di torrette (una di queste, il civico 2d, ha dato il nome all’attuale strada) a protezione delle vicine contrade di San Zeno, San Procolo e Ognissanti.

L’interno complesso costituisce l’angolo orientale delle fortificazioni veneziane (che insistono dove si trovava la cinta muraria scaligera) legate al Bastione di Spagna che fu edificato su progetto di Michele Sanmicheli nel 1548 con l’intento di consolidare le difese per rispondere agli eventuali attacchi di nuove armi introdotte con la polvere da sparo.

Marco Cerpelloni