Discesa dello Spirito Santo, Domenico Robusti (Tintoretto)

Discesa dello Spirito - Domenico Robusti (Tintoretto)

All’interno della chiesa di San Giorgio in Braida, la terza cappella a destra custodisce un altare dedicato agli Apostoli con una tela raffigurante la Discesa dello Spirito Santo eseguita da Domenico Robusti (1560-1635), detto come il padre Jacopo, Tintoretto. Il soprannome deriva dal lavoro del nonno, un tintore di tessuti di seta.

Il dipinto è una pala d’altare alta 360 centimetri e larga 250. L’opera è datata al XVI/XVII secolo e la tecnica usata è ad olio su tela. Il soggetto sono la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e la Madonna raccolti in preghiera nel Cenacolo.

La Pentecoste e la Pasqua sono le feste più solenni del calendario cristiano. In origine, la Pentecoste era una festa ebraica chiamata «festa della mietitura» che si celebrava 50 giorni dopo la Pasqua ebraica ed era il ringraziamento a Dio per i frutti della terra. In seguito, fu aggiunto il ricordo della promulgazione della Legge mosaica sul Monte Sinai, il più grande dono di Dio al popolo ebraico. Nel cristianesimo si ricorda e si celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli.

Il tema della Pentecoste nell’arte presenta una vasta iconografia e lo schema della composizione richiama ripetutamente quello dell’Ultima Cena. Simbolo dello Spirito Santo è una colomba e la Sua discesa sulla Vergine e sugli Apostoli, riuniti nel Cenacolo a Gerusalemme, assume la forma simbolica di lingue di fuoco.

La discesa dello Spirito Santo segna la nascita della Chiesa. Il colore liturgico del giorno è il rosso. Ricorda la Passione di Cristo, il sangue versato da Cristo e dai martiri, il fuoco dello Spirito Santo.

 

Atti degli apostoli: Capitolo 2, 1-13. La Pentecoste.

1Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. 5Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. 6A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? 9Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, 10della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, 11Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». 12Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l'un l'altro: «Che cosa significa questo?». 13Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di vino dolce».

Marco Cerpelloni

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