Mura urbiche e domus romane (via Mazzini, 41)

Mura urbiche e domus romane (via Mazzini, 41)
Mura urbiche e domus romane (via Mazzini, 41)
Mura urbiche e domus romane (via Mazzini, 41)

Immaginiamo di trovarci nella Verona Romana e camminiamo lungo il cardo massimo (via Cappello). Proseguiamo sino al Foro Romano (Piazza delle Erbe) e svoltiamo poco prima sul decumano destrato secondo (via Mazzini). Guardiamoci attorno e superata la Basilica (le pietre grigie sull’incrocio con via Portici delimitano il perimetro dell’antico edificio) vedremo le numerose domus affacciate sul reticolato di strade ortogonali che disegnano le insulae.

Una di queste abitazioni è giunta sino ai nostri giorni e si trova nel primo piano sottostrada di un palazzo settecentesco (civico 41). È una domus di età imperiale costruita dove prima era attivo un impianto metallurgico risalente alla prima età augustea (quando fu fondata la città). Nel sito archeologico si individuano anche una cisterna (ma potrebbe essere una ghiacciaia) e un pozzo in laterizi. Sono tracce di epoche successive risalenti al basso medioevo e alla prima età moderna.

Della domus si riconoscono tre ambienti, si tratta di vani adiacenti e dello stesso periodo. Nel primo si conservano un mosaico con disegno di piccole croci nere su linee parallele e un’area centrale più complessa con stelle e uccellini policromi. Su un lato si riconosce una piccola fontana rivestita di marmo. Nel successivo ambiente si conserva un pavimento in battuto cementizio (riconducibile alla prima costruzione dell’abitazione) e nel terzo rimangono la preparazione in malta e una fila di tessere nere lungo il muro.

Osserviamo la grande sala con pavimento a mosaico. Si tratta di un ambiente elegante e quasi certamente siamo dinanzi a un triclinium: un particolare locale dove si serviva il pranzo e che prende il nome dai tre letti (lecti conviviales o tricliniares) collocati ai lati di una tavola con tre posti ciascuno. Il banchetto si svolgeva a partire dal pomeriggio e poteva inoltrarsi sino a tarda notte. I lecti conviviales erano costruiti in muratura ma nelle case più lussuose si utilizzavano in legno pregiato con intarsi di materiali preziosi.

La domus era addossata sul lato intra moenia (dentro le mura) della cinta muraria di età municipale. Il tratto di mura conservato misura in alcuni punti 3 metri di altezza e si estende per circa 15 metri. La faccia (verso l’agro) si è conservata quasi integralmente mentre lo spessore che in origine alla base era di circa 3 metri e 60 centimetri si è assottigliato nel tempo per le frequenti spoliazioni.

La fotografia che si ricava dai resti archeologici restituisce l’ultima fase di frequentazione della domus che sembra essere stata abbandonata in seguito a un incendio.

Il sito archeologico è visitabile tutti i giorni di apertura del negozio Benetton: gli scavi (estesi per circa 10 metri per 6 metri) si trovano nel piano interrato e sono stati valorizzati in situ mantenendo le stratificazioni.

Marco Cerpelloni