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Il sito rupestre sul Monte Cavro

Il sito rupestre sul Monte Cavro

Sul Monte Cavro si trova un misterioso sito scavato nella pietra che sembra ripercorrere la storia dei Celti e forse anche oltre. Il Monte Cavro è una delle colline che fanno da corona al quartiere di Quinzano e il suo nome risale al Medioevo quando i pellegrini di ritorno dalla Terrasanta lo identificarono con il Calvario. A sud si incontra l’Eremo di San Rocchetto edificato nel 1511, ma una prima chiesetta fu costruita nel XV secolo. L’area scavata nella pietra si trova più sopra, sul crinale della collina, e sebbene non vi siano fonti ufficiali appare curiosa la disposizione dell’ellisse che la delimita, di oltre 20 metri nel suo diametro maggiore, orientata nord-sud e con una costruzione su un lato, oggi ridotta a un ammasso di pietre. Accanto a quanto rimane della struttura rupestre è visibile uno scivolo interamente scavato nella pietra. Sono le tracce di una frequentazione remota e secondo una leggenda si tratta di un insediamento dedito al culto di qualche divinità e con molta probabilità riconducibile al dio Sole. Infatti, un indizio viene da due muretti a secco apparentemente senza alcun senso che tagliano l’ellisse e si estendono per decine di metri verso nord e sud. La visione d’insieme dell’area suggerisce l’idea che possa essere una sorta di osservatorio astronomico oppure potrebbe trattarsi di un orologio solare. È difficile stabilire una datazione di questo complesso che si può ricondurre ai Celti oppure ancora prima, all’età del ferro, quando l’intero arco collinare a nord della città era abitato con frequenti villaggi fortificati, conosciuti con il nome di Castellieri. I Celti sono un popolo che ricorda druidi e cavalieri, raggiunsero il loro culmine tra la seconda metà del IV secolo a.C. e la prima metà del III secolo a.C. e, pur possedendo una unità culturale, non arrivarono mai a quella politica. La presenza di abitati sulle colline attorno a Quinzano non stupisce poiché l’interno territorio circostante presenta una frequentazione che risale addirittura al Paleolitico superiore (40.000 - 10.000 a.C.), come suggerito dai manufatti ritrovati nelle cave di Villa. Si hanno anche successive tracce dell’uomo di Neanderthal che si distribuiscono ben oltre i vicini ripari naturali Mezzena e Zampieri nel vicino quartiere di Avesa. 

Marco Cerpelloni