Il cortile dell’ex Tribunale

Il cortile dell’ex Tribunale

Il cortile dell’ex Tribunale è una pagina di storia tutta da scoprire. Si trova a due passi da Piazza Erbe ed è collegato a Piazza dei Signori (nota ai veronesi anche con il nome di Piazza Dante) da un sottoportico con un bel portale in marmo bianco, costruito attorno al 1530 e attribuito dallo storico Giorgio Vasari all’architetto Michele Sanmicheli. Tutt’attorno al cortile ci sono testimonianze legate agli Scaligeri: infatti, prima di ospitare il Tribunale, il palazzo e l’intera area erano di Cansignorio della Scala. Fu anche il luogo dove sorgeva la residenza di Mastino I e poi del fratello maggiore Alberto I. In seguito, con la dominazione veneziana il palazzo diventerà sede del Capitano, uno dei due nobili della Serenissima a governo della città. Resta che quanto si vede ancora oggi è stato voluto da Cansignorio verso il 1363 e in origine appariva più simile a una fortezza con tre torri difensive delle quali ne rimane una soltanto. Più tardi, il palazzo sarà anche la sede della Scuola dei Bombardieri come ricorda la porta barocca adornata di simboli militari e costruita da Bernardino Miglioranzi nel 1687. Sotto il porticato una curiosità: nell’iscrizione in alto a sinistra entrando da piazza Francesco Viviani si ricorda l’invasione di cavallette del 28 agosto 1542 ed erano così tante, si legge, che «scurea el Sole» (si oscurò il Sole). A fianco della porta seicentesca si trova una «bóca del leon», una fessura dove inserire le denunce contro i contrabbandieri di polvere da sparo. Il pozzo nelle vicinanze è il più antico della città e risalirebbe al XIII secolo anche se l’attuale fattura appare più tarda. Alzando lo sguardo si vede la loggia del palazzo caratterizzata da un’architettura a tre ordini di piani. Fu costruita nel 1476 dal rettore veneziano Zaccaria Barbaro (da cui il nome loggia Barbaro). Sul lato Piazza dei Signori, addossata al muro si trova la statua settecentesca di Johann Matthias von der Schulenburg che fu anche governatore militare della città. È stata voluta da Venezia per celebrare la vittoria del suo comandante a Corfù. Al centro del cortile e sul lato est sono costruiti sulla pavimentazione due oblò da dove si scorge la Verona Romana. 

Marco Cerpelloni