Wine&Food

02.12.2019

Social media e vino:
istruzioni per l’uso
nel libro della Sgarzi

Barbara Sgarzi (a sin.) ed Elena Traverso
Barbara Sgarzi (a sin.) ed Elena Traverso

I social network sono una grande opportunità di comunicazione per le Pmi, in particolare per le aziende vitivinicole; ma gestire efficacemente Facebook, Twitter o Instagram non è semplice. Barbara Sgarzi, giornalista e sommelier, nelle pagine del suo libro «Social Media Wine; strategie, strumenti e best practice per comunicare il vino online» (Apogeo), propone alcune risposte sulla comunicazione e il marketing del vino nell'epoca dei social media per promuovere uno dei prodotti di punta del Made in Italy.

 

Nel corso della presentazione a Verona alla libreria Feltrinelli, moderata da Elena Traverso e organizzata con Ferpi Triveneto, l'autrice ha rilevato che la discriminante è il modo in cui tali piattaforme vengono usate, soprattutto in un settore come l'agroalimentare, che nel Veneto conta 65mila imprese agricole con oltre 63mila addetti e un export da 7 miliardi di euro; le esportazioni di vino veronese, da sole, valgono circa un miliardo. Dopo aver osservato le modalità con cui produttori, wine blogger, wine influencer e sommelier utilizzano i social, la Sgarzi nel suo libro passa all'analisi dei canali più rilevanti e dei relativi strumenti, mostrando come creare interazione tra un'azienda e i consumatori: una guida per fornire al lettore esempi da seguire e applicare alla propria realtà.

 

«Gli account social sono ben indicizzati: quindi attenzione ad aprirli, poi bisogna anche seguirli», avverte l'autrice. «I social sono i nostri biglietti da visita. Preferibile fare meno account ma più curati, meno post ma scritti meglio. E non si può certo rinunciare al sito aziendale per privilegiare i social». Il caso di successo del Prosecco sui social non si può ignorare; bastano però budget anche bassi per gestire i nuovi media con contenuti originali. L'Amarone ad esempio, ha detto la Sgarzi, «non ha bisogno di una comunicazione urlata». Particolare attenzione è stata riservata all'enoturismo, che muove circa 14 milioni di persone e richiede da parte delle aziende un'attenzione costante, come sottolineato da Nicola Campagnola della Tenuta Santa Maria Valverde di Marano di Valpolicella.

Laura Zanoni
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