Wine&Food

14.10.2019

Progetto De Buris,
cresce l’Amarone
di Tommasi

La quarta generazione della famiglia Tommasi
La quarta generazione della famiglia Tommasi

Un progetto enologico-culturale su cui Tommasi Family Estates sta investendo molto, e che ha rafforzato la quota di mercato nazionale: si chiama «De Buris» e riguarda l’omonimo Amarone riserva e il restauro della storica villa veneta di San Pietro In Cariano dell’azienda. L’annata 2009 del De Buris Amarone della Valpolicella Classico doc Riserva verrà presentata mercoledì al Mudec, a Milano. E questa seconda annata del progetto voluto dalla famiglia Tommasi si arricchisce quest’anno dell’aggettivo «illustre», alludendo ai quattro illustratori italiani - Giacomo Bagnara, Andrea Mongia, Antonio Sortino e Alice Piaggio - ai quali la famiglia di vitivinicoltori ha affidato il compito di rappresentare «il Tempo, il Luogo e il Patrimonio» attraverso il linguaggio dell’illustrazione.

 

«Con De Buris abbiamo voluto raccontare il passaggio generazionale, ma ancor più vogliamo celebrare il territorio a cui apparteniamo e che ci ha visti crescere, non solo con un grande Amarone ma anche con un progetto di comunicazione per noi innovativo che si rivolge ad un pubblico ampio e con valori profondi», spiega l’enologo Giancarlo Tommasi. Con sei tenute vitivinicole in cinque regioni d’Italia - Tommasi in Veneto, Caseo in Lombardia, Casisano a Montalcino e Poggio al Tufo in Maremma Toscana, Surani in Puglia e Paternoster in Basilicata, e con la partneship con Tenuta La Massa nel Chianti Classico - la famiglia Tommasi, alla quarta generazione, vuole valorizzare tutti questi territori, legandosi a un percorso di sostenibilità e di ospitalità. L’attenzione all'accoglienza è concretizzata nelle strutture di Villa Quaranta in Valpolicella, Albergo Mazzanti, Caffè Dante Bistrot a Verona e Agriturismo Poggio al Tufo a Pitigliano, in Maremma Toscana. L’Amarone De Buris, prodotto in un numero limitato di bottiglie e che si posiziona nel settore «luxury», si rivolge, oltre che a quello italiano, ai principali mercati di riferimento esteri dell’azienda, tra cui Stati Uniti, Canada, Germania, Scandinavia, Svizzera, Regno Unito ma anche Asia, soprattutto Cina e Hong Kong.

 

Proprio la Cina è stata l’ultima tappa del «De Buris Grand Tour» che ha toccato vari Stati presentando eventi legati alla cucina italiana di alta gamma e masterclass. Particolare attenzione è riservata ai mercati asiatici: incontri formativi e commerciali per raccontare l’Amarone ad un pubblico «pronto a prodotti di alta gamma». Come accade per i «Millennials», target in crescita per Tommasi. La produzione complessiva dell’azienda è di 3 milioni di bottiglie, e il fatturato 2018 è in crescita di un milione rispetto al 2017, arrivando a 29 milioni. Per la distribuzione, la collaborazione con la rete commerciale Italia e quella con l’alta ristorazione e le enoteche hanno consentito di generare interesse per un vino di alta gamma.

 

Nel frattempo, arrivano i riconoscimenti delle principali guide per De Buris Amarone della Valpolicella classico doc Riserva 2009, tra cui il punteggio di 95/100 della rivista Robert Parker wine advocate, i Tre bicchieri del Gambero Rosso, i 5 grappoli di Bibenda, i 96/100 punti di Doctor Wine di Daniele Cernilli.

Laura Zanoni
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