Wine&Food

02.12.2019

Ma non chiamatela gourmet

Uno scorcio della sala principale del locale, sulla sinistra il forno a legna e la zona lavorazione pizze, sotto una delle pizze “classiche”  FOTO TONELLO
Uno scorcio della sala principale del locale, sulla sinistra il forno a legna e la zona lavorazione pizze, sotto una delle pizze “classiche” FOTO TONELLO

Quando si dice nel nome un destino. Petra Antonini (come il nome di una delle migliori farine italiane) non poteva che aprire una pizzeria, non gourmet, ci tiene a precisare, ma per tutti, o meglio per tutti quelli che amano la qualità degli impasti, degli ingredienti e delle cotture. E quando si dice per tutti ci si riferisce anche agli intolleranti al lattosio che hanno a disposizione pizze vegane e ai celiaci, per i quali il marito Lorenzo Giacopuzzi ha studiato un impasto ad hoc, lavorato in una postazione dedicata e cotto in un forno apposito, elettrico. Nulla è lasciato al caso.


IL LOCALE L’arredo è di stampo moderno, luminoso, con comode poltroncine, al piano inferiore uno spazio per comitive e un angolo giochi per bambini (bonus). Il servizio è giovane e veloce, la squadra è ben rodata e in perfetta sintonia con la cucina nella descrizione delle pizze e della cucina. Se andate nel fine settimana meglio prenotare e comunque armarsi di pazienza, il locale è giustamente gettonato.


LE PIZZE A disposizione quattro impasti: classico, Petra, integrale e senza glutine, in tutti i casi soltanto farine selezionate italiane e tutte lavorate con pasta madre, rinfrescata ogni mattina da Lorenzo. Biga di 12 ore e maturazione di 24/36 ore. Il risultato è di una leggerezza e digeribilità uniche, a cui si aggiunge un gusto deciso e gradevole. Provate con le pizze più semplici, che valorizzano l’impasto e vi renderete conto. Ampia la scelta, che comprende sempre delle novità, delle pizze innovazione ad alto tasso di creatività, le classiche e pure una selezione di pizze fritte.


LA CUCINA Da provare anche il menu della cucina, perché la stessa cura e passione messa nelle pizze si trova anche nei piatti. Materie prime fresche, del territorio e selezionate con attenzione. Assaggiate il tagliere o il polipo con le patate, oppure le fettuccine al ragu o ancora un classico come la cotoletta alla milanese e capire alla perfezione la filosofia di Petra e Lorenzo. Fresche, saporite e ricche anche le insalatone. Ah, c’è pure un menu per i bimbi.


I VINI E I COCKTAIL E LE BIRRE La sezione alcolici, senza essere enciclopedica, è comunque ben fornita, per nulla banale e con proposte anche importanti, da ristorante di classe. Le birre sono tutte artigianali, in bottiglia e alla spina, con corsia dedicata al birrificio “Birra della Valpolicella”, che lavora molto bene, ottima Ipa. La carta vini tradisce una predilezione dei proprietari per lo champagne e le bollicine in genere (che si abbinano bene alla pizza), molte etichette importanti, peccato non ci sia qualche etichetta locale, un Durello su tutti ad esempio. Piccola carta dei cocktail, suggerita in abbinamento con le pizze e i piatti (altro bonus).

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