Wine&Food

17.12.2019

Ca’ Rugate, il nuovo look delle origini

L'azienda di Montecchia vista dall'alto
L'azienda di Montecchia vista dall'alto

«Nel 2019 la cantina di Ca' Rugate si è rifatta il look: abbiamo rivisto etichette, logo e intera immagine, coordinandola e tornando alle origini, con il disegno della casa natale di 120 anni fa, affiancata a un albero di ciliegie, simbolo della zona, e con la sigla CR»: Michele Tessari illustra la nuova immagine adottata per rappresentare la sua azienda di Montecchia di Crosara, che produce 750mila bottiglie all'anno tra Soave, Valpolicella e Lessini Durello con 90 ettari di proprietà a conduzione biologica. Annualmente sono prodotte anche 3.500 bottiglie di Bucciato, il Soave classico superiore Docg che Ca' Rugate è tornata a produrre a distanza di 12 vendemmie: 100% Garganega vinificata come nella tradizione, cioè con la fermentazione delle uve bianche sulle proprie bucce in serbatoi di acciaio inox e affinate in botti di ceramica per 8 mesi.

 

«È lo scambio gassoso che fa la differenza in questo affinamento», spiega Tessari, «perché, mentre il legno delle botti cede i tannini, la ceramica regola lo scambio con l'esterno in maniera più blanda. L'artigiano di Vado Ligure a cui mi sono rivolto, che originariamente faceva orci per l'industria olearia, ora produce al 75% per il mondo del vino». Attualmente diverse tipologie di vino sono affinate in ceramica. Intanto il Soave classico Monte Fiorentine 2017, proveniente dai vigneti del Monte Fiorentine a Nord del colle Rugate, a Brognoligo di Monteforte d'Alpone, ha ottenuto anche quest'anno i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Il fatturato di Ca' Rugate è 5,1 milioni, per il 50% dal mercato nazionale («per scelta, perché se non ci siamo a casa nostra non possiamo andare a portare il vino nel mondo») e l'altro 50% dalle esportazioni in 45 Paesi, in primis Norvegia, Svizzera e Giappone; con una presenza in Cina, «mercato molto promettente se affrontato con i giusti interlocutori».

 

La cantina di Montecchia, ultimata nel 2002 ma su cui sono stati effettuati interventi fino al 2010 e oltre, ha richiesto un investimento di circa 5 milioni, compreso il wine shop inaugurato lo scorso dicembre.L'enoturismo, sviluppato anche grazie al Museo del vino (esposizione di 150 strumenti usati dalla famiglia Tessari) e alla Fattoria didattica, attira ogni anno 6.000 visitatori: «Assieme a quello di Bolca e a quello etnografico di Roncà», spiega Tessari, «il nostro enomuseo è fra i tre siti di interesse regionale riconosciuti dalla Regione Veneto». E tra le novità dell'azienda c'è anche la produzione della mostarda d'uva, a tiratura limitata.

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Laura Zanoni
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