VVB Per La Vita

23.11.2019

VVB, la gara del bene
decolla: da lunedì
via alle donazioni

I protagonisti di VVB a Diretta Verona
I protagonisti di VVB a Diretta Verona

Si dice volontariato. Coinvolge una persona su dieci nel Veronese, un migliaio di associazioni, cui si aggiungono un numero imprecisato di gruppi spontanei più piccoli. Minimi nei numeri ma incisivi nella presenza. Sono «la parte sorridente dalla società», nella definizione di Chiara Tommasini, presidente del Centro di servizio per il volontariato. Verona, Vicenza, Brescia. Tre testate giornalistiche, L’Arena, Il Giornale di Vicenza e Bresciaoggi, uniscono le forze nell’iniziativa «V.V.B. per la vita». E in prima linea c’è la concessionaria di pubblicità Publiadige.

La maratona solidale promossa dal Gruppo Athesis, alla seconda edizione, comincia, con l’avvio delle donazioni, lunedì e si concluderà l’8 dicembre. Rampa di lancio dell’iniziativa l’ultima puntata di «Diretta Verona» su Telearena. «Le nostre testate danno notizie ma ci può essere anche un’altra via, come questa, per fare la differenza. In modo certificato e garantito per quanti vorranno esserne parte», commenta il direttore de L’Arena, Maurizio Cattaneo.

 

LE ASSOCIAZIONI

Cinque le associazioni scelte per la «maratona» solidale: Airc (Associazione italiana ricerca sul cancro), Alzheimer Italia - Verona onlus, Amici senza barriere - Daniela Zamboni Verona onlus, Famiglie per l’accoglienza e Sinergia onlus. Tutte garantite dal marchio «Merita Fiducia», percorso di certificazione, in termini di rendiconti, trasparenza e finalità, per le associazioni solidaristiche (33 nel Veronese) che, a propria volta, compie il primo decennio.

Irene Magri, referente del Csv per il «sigillo» di garanzia lancia una provocazione, a fin di bene: «Uno sciopero del volontariato? Farebbe riflettere, comprendere quanto le associazioni facciano, anche talvolta in “sostituzione“ della mano pubblica». E Mariolina Bottura, presidente di VeronettaAmica, spiega: «Avere il certificato di fiducia è il frutto del lavoro di anni». L’Airc, 56 anni di attività, 115 milioni di fondi raccolti ogni anno (donazioni e lasciti) ha strutturato un modello ormai riconosciuto. «Per esemplificare, ogni euro raccolto è, per 86 centesimi, destinato alla ricerca. Il resto copre i costi di gestione», spiega Antonio Maria Cartolari, presidente di Airc per il Veneto e il trentino Alto Adige. Un mondo variegato, quello di chi sceglie di «dare qualcosa di sé». A volte basta un «naso rosso», tra le corsie pediatriche o (talvolta) nelle sezioni di un carcere. «Serve a noi come scudo e allo stesso tempo per entrare in relazione con i piccoli malati e le loro famiglie», testimonia Gianluca Sega, vicepresidente di «Essere Clown». «Talvolta questo travestimento consente di fare cose che forse non penseresti di poter fare... perché tanto sei “un paiasso“...». C’è chi affronta anche le talvolta difficili dinamiche familiari. «Non si tratta solo di adozione e affido ma anche, semplicemente, di offrire il pasto a un ragazzo, magari un compagno di scuola del proprio figlio, la cui famiglia sia in difficoltà», esemplifica Marco Mazzi, presidente di «Famiglie per l’accoglienza». Molte le riflessioni. «Il volontariato è, per tanti nostri giovani, un vero atto politico», osserva Cattaneo. «Purché sia garantito e certificato: chi tradisce questa fiducia fa un doppio danno. Soprattutto perché oggi la ricerca, soprattutto nel campo medico, rappresenta ben più di una semplice speranza». Sorride Vania, appena diciottenne, donatrice di sangue dell’Avis di Bussolengo, 57 anni di attività. «Volevo farlo, ci sono altri 40 ragazzi come me... questo gesto mi rende felice». Altri gesti coinvolgono giovani disabili, gli «Amici senza barriere» nell’acquisire «abilità minime e piccole autonomie», come spiega Dino Mascalzoni, uno dei volontari, «attraverso i gesti e le sequenze del fare cucina». O come Abio (Associazione bambini in ospedale) che porta «il gioco» nelle corsie ospedaliere.

Tutte associazioni certificate, «verificate ogni anno», garantisce Chiara Tommasini. Perché di lì si passa: la fiducia che oggi scarseggia, la difficoltà nel «lasciarsi andare» anche per fare del bene. Serve un «sigillo», e l’iniziativa «V.V.B.» l’ha scelto come base e c’è un sito di riferimento: www.meritafiducia.it.

 

COME DONARE. Il sistema per donare col «V.V.B.» sarà facile. Due le possibilità: un bonifico bancario a favore della Fondazione della Comunità Veronese utilizzando il codice Iban IT 85X05034 11711 000000006210 con la causale Liberalità per progetto e il nome dell’associazione prescelta. Oppure sarà possibile rivolgersi allo sportello Publiadige nella sede del quotidiano L’Arena, in corso Porta Nuova 67, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 16.30 alle 19.30.

Paolo Mozzo
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