10.07.2020

Un cono in piazza all'ombra del Duomo. Vai con la Gelatteria

Continua la corsa per scegliere la migliore gelateria di Verona e provincia
Continua la corsa per scegliere la migliore gelateria di Verona e provincia

Il nome è semplice e come tutte le cose semplici è pure geniale: Gelatteria. Basta una lettera per dare forma ad una idea. Per sottolineare il prodotto, la sua origine e l'amore nel realizzarlo. A Villafranca dire Gelatteria è sinonimo di gelato in piazza, all'ombra (quasi) del Duomo. Ma non solo. Sono infatti due i punti vendita a Villafranca: quello in piazza, appunto, e quello in via Pace. Quest'ultimo - nato appena tre anni fa - ha una caratteristica: è adatto a chi ha intolleranze di diverso tipo e per i celiaci.

 

Laboratorio a sé e tutte le accortezze del caso vanno incontro a chi ha esigenze particolari. Ma è adatta anche per i vegani. Stefano Burei ha aperto la Gelatteria nel 2009 e da qualche giorno è in piena corsa nella nostra iniziativa. La sua, a Villafranca, è una famiglia conosciuta praticamente a tutti. I Burei, infatti, da decenni gestiscono il bar Brasil e proprio da lì nasce anche la storia della gelateria di Piazza Papa Giovanni XXIII. «Ho sempre girato nel bar da quando ero piccolo», dice Stefano, «e quando sono diventato più grande mi sono occupato principalmente del reparto gelati». Tradizione assorbita a tal punto da lanciarsi in una attività tutta sua.

 

«Serve passione perché questo non è un lavoro semplice», aggiunge, «e per fortuna c'è mia moglie Lucia e le ragazze che lavorano qui a darmi una mano». Gli orari sono sacrifici quotidiani: si parte alla mattina poco dopo l'alba e fino a quando le lancette non arrivano - nella migliore delle ipotesi - a mezzanotte non si va a casa. «A dir la verità», scherza Stefano da dietro il suo laboratorio, «la mia casa ormai è diventata questa». La sua gelateria ha il pregio di aver ravvivato la piazza di Villafranca.

 

Tanti gusti, anche se è la tradizione che deve farla da padrona: «Ogni sapore deve essere bilanciato in base alla clientela e al luogo in cui ti trovi», aggiunge. Il suo è un «pubblico» molto fidelizzato, fatto soprattutto da chi vive a Villafranca e nei paesi vicini. «Abbiamo però avuto anche tante soddisfazioni di stranieri che sono venuti qui in città per assaggiare il nostro gelato», confessa Burei.

 

Lucia, accanto al marito quando sono appena scoccate le 15, la serranda si alza e i primi clienti sono già in fila, dice: «Ultimamente le richieste aumentavano sempre di più, per intolleranze e esigenze particolari. Quindi abbiamo voluto creare un ambiente sicuro che potesse andare incontro a tutti». Ecco spiegato il motivo del secondo negozio. E le soddisfazioni più grandi? Gli si chiede. Lui, Stefano, risponde che la felicità, in lavori come questi, sta nelle piccole cose. Nel cliente che dopo le ferie torna ed è contento di essere rientrato per mangiare il suo gelato. «Una volta, nell'altro punto vendita, abbiamo preparato un gelato apposta per una famiglia che aveva un figlio con delle intolleranze particolari. Dovevano partire per qualche giorno e così ho realizzato un gusto solo per lui».

Nicolò Vincenzi
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