12.08.2020 Tags: Verona

Passione White Es. «Un gelato moderno al sapore di un tempo»

Enrico Soave gestisce la gelateria White Es a Santa Maria di Zevio
Enrico Soave gestisce la gelateria White Es a Santa Maria di Zevio

Nicolò Vincenzi Il White Es di Santa Maria di Zevio, per i residenti, è un punto fisso. Il bar gelateria del paese, che ha compiuto i dieci anni di vita qualche mese fa (in pieno lockdown), è una sosta amata dai fedelissimi ma non solo. E ora anche la classifica che fotografa l’andamento della nostra iniziativa estiva, che ci porterà a scoprire la miglior gelateria di Verona e provincia, racconta la stessa storia. Il White Es, infatti, in un lampo ha sfondato quota seimila punti e si è proiettato direttamente a ridosso delle primissime posizioni. Nell’ultima graduatoria il locale di Enrico Soave, con 6001 punti, si era piazzato direttamente al quinto posto: a poca distanza da Nanà di Verona (a quota 6490), alle spalle del podio per ora occupato dalle gelaterie Savoia, a Verona, La Parona del gelato e Da Elena a Isola della Scala. Enrico, che gestisce insieme alla mamma Maria Bruna il bar gelateria, da sempre coltivava il sogno di aprire un punto vendita tutto suo. «Non so come mai, ma è una passione che ho sempre avuto», racconta. Indirizzato già alla scuola alberghiera, ha poi preso come specializzazione quella che di li a poco sarebbe diventato il suo lavoro. Soave ha quindi rilevato l’attività che un tempo si chiamava Patty, ha cambiato il nome («Nel nome e nel simbolo della gelateria abbiamo messo riferimenti a tutti noi tre fratelli», spiega) e rinnovato ambiente e gusti. Anche se l’occhio alla tradizione, come ci tiene a precisare lo stesso Soave, non manca mai. «Ho ripreso le ricette della vecchia gelateria, cerchiamo di essere sempre attenti nel mantenere certe tradizioni. Non vogliamo stravolgerle. Il gelato che faccio qui è lo stesso che si faceva negli anni Ottanta, poi è chiaro che in chiave moderna ci sono delle rivisitazioni», dice. Nel banco si possono trovare quaranta differenti gusti, ma da White Es i clienti iniziano ad arrivare alla mattina presto per le colazioni e gli ultimi se ne vanno appena hanno finito di bere l’ultimo drink quando ormai la mezzanotte è passata da un pezzo. «Teniamo aperto quasi venti ore al giorno, non è semplice. L’importante è avere sempre la stessa passione», aggiunge. Passione che è stata l’elemento fondamentale quando, nel 2010, ha rilevato l’attività. «Sono partito facendo il garzone per poi riuscire ad aprire una gelateria tutta mia». E le soddisfazioni, adesso, sono tante perché oltre ai clienti che affollano il suo locale sono tantissime le persone che quotidianamente gli consegnano tagliandi compilati con il nome White Es. «A Santa Maria di Zevio», sottolinea, «c’è sempre stato un sano campanilismo. Poi, soprattutto dopo il lockdown, i residenti tendono ad acquistare e a fermarsi nei bar, negozi del posto. Questo ci aiuta perché il momento non è stato facile per nessuno». I segni d’affetto continuano da settimane: solo ieri, quando sul giornale è stato pubblicato il coupon da cinquanta punti, Soave è stato sommerso da tagliandi. «Sono stati i clienti», aggiunge, «a fare tutto. Nelle settimane scorse ne avevano raccolti una marea e quindi ho deciso di partecipare a questa iniziativa. Devo ringraziarli davvero, in questo modo mi rendono orgoglioso e sapere che in tanti vogliono così bene alla gelateria mi fa piacere». •

Nicolò Vincenzi
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