24.07.2020 Tags: Verona

L’Oasi del
buon gelato
tra grandi classici
e idee sempre nuove

Nicolò Vincenzi Sfida in famiglia? Niente di più lontano. La gelateria Oasi, a Golosine, si mette in lista per provare a strappare il riconoscimento di miglior punto vendita di Verona e provincia. Ma la contesa del maestro gelatiere Luca Burei è anche con il fratello Stefano che fa lo stesso mestiere a Villafranca alla Gelatteria. Tutti e due sono partiti dallo stesso posto: il Brasil, proprio a Villafranca, poi ognuno ha preso la sua strada e il destino, talvolta, li ha uniti di nuovo sul lavoro. Come in questo caso. Anche per l’Oasi sono arrivati i primi tagliandi di questa lunga, e calda, iniziativa estiva promossa dal nostro giornale. A raccontare la storia della gelateria di Verona ci pensa la moglie di Luca, Paola Stefani. È lei infatti, mentre il marito è in laboratorio a creare, ad avere il polso della situazione. Lei a gestire i clienti e vedere, da dietro il bancone, il quartiere cambiare assieme a loro. Tutto è iniziato nel 1992 quando i due, all’epoca ancora fidanzati, hanno deciso di aprire una gelateria. Messo da parte un passato da barman nei locali, il gelato era l’àncora per rimanere in quel mondo, ma non distaccarsene completamente. Il primo negozio era proprio dietro l’angolo rispetto a via Prina, dove si trova l’Oasi di Paola e Luca. Nel frattempo, però, i due hanno acquistato anche una yogurtiera e quando i proprietari dell’alimentari vicino a via Caccia sono andati in pensione, Stefani e Burei non ci hanno pensato due volte e si sono buttati in una nuova avventura. «Siamo qui dal maggio del 2006», spiega Paola. Il nome Oasi altro non è anche quello che il negozio aveva prima che i due decidessero di prenderlo in mano. «Abbiamo deciso di non cambiarlo e poi abbiamo cercato di farlo diventare davvero un’oasi anche con le palme sul muro (sorride, ndr). Un posto fresco ed accogliente». Nei 32 gusti che propone la gelateria non possono mancare i classici. Ma, e lo dice con orgoglio , ci sono anche quelli che suo marito inventa e propone alla sua clientela ormai fidelizzata. «Stracchino, pera e cioccolato oppure cannella e zenzero sono due delle combinazioni che proponiamo. E poi noi prepariamo tutto senza glutine, siamo molto attenti a questo aspetto. Anche per quanto riguarda i celiaci». I clienti sono quelli del quartiere anche se non mancano mai persone di passaggio. «La più grande soddisfazione? Essere qui da 28 anni», continua Paola, «e poi rivedere entrare nel negozio clienti che prima venivano con i genitori, quando erano piccoli, e adesso tornare con i loro figli. Li abbiamo visti crescere». Servono, però, anche tanti sacrifici. Si parte alle 7 del mattino, quando arriva il latte, la panna e la frutta fresca, e fino a mezzanotte non si torna a casa: «I sacrifici si fanno altrimenti non si va da nessuna parte. Bisogna amarlo il negozio, anche dopo 28 anni ogni giorno è una sfida. Non ci sono giorni di chiusura, solo in inverno ci fermiamo un paio di mesi, sacrifici che si fanno solo con passione». •

Nicolò Vincenzi
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