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Pallone d'oro

Giovanni Antolini, il fisioterapista cuore del Montorio: «Il Pallone d'Oro? Merito del nonno!»

di Stefano Joppi
Giovanni Antolini, 24 anni, a destra, con Nicolò Zanetti
Giovanni Antolini, 24 anni, a destra, con Nicolò Zanetti
Giovanni Antolini, 24 anni, a destra, con Nicolò Zanetti
Giovanni Antolini, 24 anni, a destra, con Nicolò Zanetti

Montorio, la squadra, la casa e gli amici. Il mondo di Giovanni Antolini, ventiquattrenne giocatore della popolosa frazione di Verona, ruota attorno al rettangolo verde: tre allenamenti serali per essere pronti a dare il massimo in un campionato d’Eccellenza che vede la squadra di mister Michele Cherobin veleggiare nei piani alti della graduatoria. La vetta è una corsa a parte del Vigasio ma l’obiettivo dei play-off è una meta alla portata dell’undici verdebianconero.

«Mancano quattro gare a fine del campionato e siamo in corsa. Nulla al momento è ancora deciso ma siamo in linea con gli obiettivi prefissati in estate dalla società», afferma il mancino della mediana del Montorio, grande tifoso del Milan ma che ha come idolo l’inarrivabile argentino Lionel Messi.

«Calcio puro, da esteti del calcio, di chi da del tu al pallone. Ovviamente non è il mio caso», ride Antolini che prova ad elencare le sue qualità pedatorie. «Sfrutto la velocità per inserirmi negli spazi offensivi e provare a pungere sotto porta. Ad oggi ho siglato tre reti contro l’Albignasego, Porto Viro e Union Eurocassola.

Due sono arrivate di testa che non sono certo il mio marchio di fabbrica», continua Giovanni che segue con ammirazione Barella. «Un centrocampista tuttofare, peccato giochi nell’Inter. Delusioni? Beh la sconfitta subita a Vigasio è stata dura d’accettare. La classifica parla comunque nettamente a favore del team di Filippo Damini e se sono a un passo dal festeggiare la promozione in serie D vuol dire che hanno grandi valori. Se devo però scegliere una squadra che mi ha convinto dico subito Villafranca e Mestrino, e ovviamente anche Vigasio», continua Antolini appassionato di tennis e basket che ama ascoltare musica malinconica. «Rispecchia il mio carattere», riprende il centrocampista che fa il fisioterapista alla clinica di San Francesco.

In merito al Pallone d’oro mette subito le mani avanti: «Ho partecipato all’edizione del 2018 arrivando ottavo. Quasi sicuramente nonno Giuseppe, ha 83 anni e viene sempre a vedermi a giocare nella partite in casa, si metterà alla caccia dei tagliandi de L’Arena ma questa volta ho premesso ai miei compagni di squadra Meneghelli e Menini di girare a loro i coupon».

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