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La giuria tecnica

Pallone d'oro, i preferiti di Gabriele Ferrari

di Riccardo Perandini

Godere di un successo è un’opportunità concessa a tutti, saperlo spiegare con giudizio una virtù di pochi. Gabriele Ferrari, vicepresidente dell’Olimpia Verona, neopromossa in Prima Categoria, non ne fa difetto. L’Olimpia Verona di oggi è per Ferrari come una chiesa che, da romanica, solida ed essenziale, s’è fatta barocca, ricca di decorazioni: Ferrari c’era all’atto di fondazione del Ponte Crencano, di cui è stato tra i pionieri nel 2012; è rimasto tra i totem dirigenziali nel percorso segnato da due fusioni: prima con l’Olimpia Stadio, poi con il Verona Calcio a 5. Un gruppo di amici si è trasformato in una società vera, con tanto di vivaio curato come si deve.

Sono cambiate le categorie ma non i colori, non i principi di un complesso nato per aggregare e che ancora oggi, dopo dodici anni e i dovuti assestamenti, sa coniugare il significato della sua nascita con l’ambizione di tendere verso l’alto, senza fare mai il passo più lungo della gamba. «Volevamo dimostrare che la Prima è una categoria che ci appartiene», spiega adesso. «Una categoria in cui potremo toglierci delle soddisfazioni con massima fedeltà ai principi di sempre: stare bene insieme. Non farò mai calcio con persone con cui non riesco a relazionarmi». Forte il legame con Emiliano Testi, vincente da giocatore col vecchio Ponte Crencano in Terza, vincente da allenatore con la giovanissima Olimpia Verona in Seconda. Considero la famiglia Testi un’appendice della mia: per stima, rispetto, sincera amicizia. Emiliano è un grande conoscitore del calcio e sa creare sintonia attorno a lui: il vero motore del successo è questa capacità di unire, comunicare, condividere il motivo per cui siamo all’Olimpia Verona. Anche il Pallone d’Oro de L’Arena si fa grande: ben quattordici edizioni.

Dovesse scegliere il suo Pallone d’Oro? Un nome fuori lista perchè fuori categoria: Nicolò Zanetti del Montorio. L’età passa, ma non per lui: fa ancora la differenza. Il podio di Ferrari per la zona oro? Un’icona del Caldiero, Lorenzo Zerbato, assieme al suo compagno Nicolò Baldani. Infine un bomber in erba: Nicolò Righetti del Vigasio. Chi merita luce nella fascia argento? Vedo una saracinesca in testa: Mattia Maragna della Belfiorese. Poi Burgos del Dossobuono: con lui si vede il lavoro di Giordano Rossi, un ex Olimpia: felice abbia vinto la Prima. Infine voto Marastoni, ha ripreso a incidere come sa al Team. Luca Avesani è il Pallone d’Oro dell’Olimpia Verona? Quando si vince fare dei nomi non è semplice, ma con Luca vado sul sicuro. Se penso alle caratteristiche che si cercano in un giocatore, le rivedo tutte in lui: sul campo dimostra di essere fuori categoria. Assieme a Pietro Bellè li piazzo ai primi due posti del podio in zona bronzo. La terza piazza la do a un grande cannoniere: Turozzi della Provese.

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