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Pallone d'oro

Giuria tecnica, Cristofaletti: «Ecco chi sono i miei preferiti»

di Riccardo Perandini
Il diesse del Castelnuovo, la sua nuova scommessa, spulcia anche nel bronzo «Conosco il valore di Bridi: è sprecato in Seconda»
Pallone a 360 gradi Simone Cristofaletti
Pallone a 360 gradi Simone Cristofaletti
Pallone a 360 gradi Simone Cristofaletti
Pallone a 360 gradi Simone Cristofaletti

Se non vince convince. Centra l’obiettivo, riceve consensi, distribuisce i meriti.

Sette titoli tra campionati e coppe sono stati il biglietto da visita con cui Simone Cristofaletti, cinque anni fa, ha intrapreso l’evoluzione da allenatore a direttore sportivo.

Vesti dirigenziali che oggi lo vedono operativo a Castelnuovo (Promozione) dopo quattro salvezze di grande rilievo, a Garda, in Eccellenza. Cristofaletti è nome di pregio, trasversale alle categorie e alle generazioni di giocatori, di cui è un affidabilissimo conoscitore. La sua storia lo dimostra, le buone vibrazioni del primo anno in nerocerchiato lo certificano. Castelnuovo è la sua nuova scommessa da vincere: nelle zone del Garda-Baldo pochissimi vantano il suo palmarès. «Questione di adattamento», commenta lui, «di voglia di entrare in relazione con la natura di una realtà. Conoscere le risorse umane è il primo passo per tirar fuori il potenziale di un gruppo. Da allenatore serviva dare input adeguati alla categoria e alla tipologia di giocatori. Da diesse il compito si amplia. Qual è la scommessa da vincere a Castelnuovo? Inseguiamo la salvezza: serve stare sul pezzo».

Come cambia la valutazione di un giocatore da tecnico a diesse?

Le prospettive divergono appena, quel che conta è la sostanza: scegliere i profili adatti all’ambiente e alla filosofia del club. Quando il giocatore sposa davvero un progetto la differenza si vede: tende sempre a dar qualcosa in più sul piano della voglia, della mentalità.

Dovesse scegliere il suo personalissimo Pallone d’Oro, chi eleggerebbe?

Un grandissimo che non c’è più: “Ciccio” Dal Gal.

Oggi è in veste di giurato tecnico. Chi sale sul podio della zona oro?

Lorenzo Zerbato del Caldiero in testa, un nome giustamente sulla bocca di molti. Ho avuto modo di conoscerlo e di apprezzarne lo spessore. Un gradino sotto Nicolò Baldani del Caldiero, grande interprete del ruolo difensivo in chiave moderna. Termino con un ragazzo che ho avuto con me a Garda: Nicolò Boni, ha un motore veramente importante.

Andiamo a spulciare tra Prima e Promozione, dove ha vinto da tecnico. Dove pesca a livello della zona argento?

Guardo orgogliosamente in casa mia. Tre giocatori che ho voluto fortemente: Quintarelli, esploso quest’anno e da tenere d’occhio, capitan Lorenzini per la tempra e Tinelli, profilo di grande qualità, tornato col piglio giusto dall’infortunio.

Scendiamo nella zona bronzo, altra platea che lo ha conosciuto come tecnico vincente. Un profilo fuori categoria?

Jacopo Bridi del Caprino è sprecato in Seconda. Lo conosco, so quali sono le sue potenzialità. Metto lui in testa al podio del bronzo.

Concludiamo con le ultime due nomination.

Resto in zona lago e guardo a Rivoli. Dico Squarzoni e Dall’Ora.

La scheda

Pigliatutto sul campo. Quindi i sette titoli vinti da allenatore

Voce del verbo: incidere. Cambiano vesti, ruoli, bandiere e categorie: non il parametro costante del suo viaggio nel pallone. Simone Cristofaletti, oggi direttore sportivo del Castelnuovo (Promozione), è nome d'alto borgo e profilo cult della zona lago. Vinceva da giocatore (Prima e Promozione i titoli nel palmares), vinceva da tecnico (sette titoli, tra campionati e coppe, luccicano in bacheca).

Da diesse è un emergente già rodato al senso della sfida. Annovera quattro anni di salvezze tiratissime a Garda, dov'è stato anche allenatore; il presente ha le eleganti tinte nerocerchiate del Castelnuovo. «A Castelnuovo è iniziato un percorso. Esperienza intensa, bellissima», ricorda. «Mi auguro che termini nel migliore dei modi, con una salvezza che ci ripagherebbe di tutti gli sforzi». Ric. Per.

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