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IL GIURATO

Zuppini rompe gli indugi «Il mio oro? Campobello»

di Riccardo Perandini
«È un giocatore di grande levatura, fosse più alto... Meneghelli del Montorio e Fornari del Villafranca sono altri ragazzi che mi hanno impressionato»

Un libro aperto. Coi piedi ben saldi nelle sue radici, la testa pensante, aperta agli orizzonti e alle sfide di un calcio che cambia radicalmente. Adriano Zuppini si veste da giurato tecnico: la scelta dei tre podi da pescare tra i candidati al Pallone d'Oro è solo l'inizio di una lunga, acuta disquisizione. Oggi Zuppini, dopo un'intera vita trascorsa coi colori virtussini, è direttore generale del San Martino Giovani: società ambiziosa, di puro settore giovanile, con un varco possibile verso il mondo della categoria. L'occhio rimane nell'età evolutiva, alla caccia di un talento che fiuta da una vita. Il progetto sammartinese viaggia a gonfie vele. Già trecento i tesserati di una filiera completa al primo colpo, dove, pur senza pressione, non sono mancati i risultati.

Adriano, ripartenza da zero a San Martino dopo una vita da virtussino. Il bilancio dopo un anno dalla nascita?
Positivo oltre le più rosee aspettative. Filiera completa, con squadre doppie, le finali regionali raggiunte con tutte e tre le categorie: giovanissimi, allievi, juniores. Il risultato in sè non era la priorità, ma se l'appetito vien mangiando....

Ci sarà la creazione di una prima squadra come si vocifera?
L'idea c'è, va ponderata come valvola di sfogo del grande movimento giovanile. Oggi è un pensiero, domani chissà.

Diamo subito un'occhiata alla grande lista di candidati. Restiamo in tema giovani: talenti che catturano l'attenzione?
Ce ne sono diversi, li conosco tutti: chi di persona, chi per averlo visto più volte all'opera. Il campo è sempre casa mia. I miei podi? Premieranno diversi talenti in evoluzione: giusto abbiano attenzione.

Il suo oro?
Guardo alla vicina Montorio: dico Corrado Campobello. Oggi gioca terzino, era nato centrale difensivo: giocatore di grande levatura. Ha buone letture, tempi di gioco, la giusta cattiveria agonistica. E' nei dilettanti perchè sul piano fisico pecca un po': avesse qualche centimetro in più non sarebbe in Eccellenza.

Gli altri due prescelti?
Meneghelli del Montorio per la tenacia con cui ha saputo ricostruirsi dopo l'infortunio ai legamenti: gioca titolare al centro della difesa, ruolo non semplice in cui lavora con autorevolezza. Poi Fornari del Villafranca: mi piace per come agisce nelle due fasi, un giocatore completo tatticamente. Da anni seleziona e si relaziona con i tecnici che formano i ragazzi nei vivai.

Che tipo di profilo appare oggi congruente con i tempi?
Dipende dall'obiettivo della società e dal materiale a disposizione. Sugli aspetti educativi e formativi oggi ci sono tecnici molto più preparati di un tempo. Occorre sapersi comunicare per creare condivisione. Il risultato? Tutti lo cercano anche se qualcuno nega.

Un nome tra i tecnici che lavorano nei vivai?
Ne dico tre: Napoli dell'Alba, Varanini, ex Virtus, e Pizzini della Virtus. Tre maestri di calcio.

Chi può avere un futuro nel calcio di categoria?
Vado sul sicuro: Pippo Damini nel Vigasio. La sua scalata non è ancora finita.

Il podio della zona argento?
In testa un talento puro: Herber dell'Audace. Poi Odogwu della Virtus: è più veloce del fratello, deve strutturarsi fisicamente e migliorare nel tiro in porta. Ha margini di crescita notevoli. Infine Luca Bresciani della Dorial: se mi avesse ascoltato quando gli si diceva di provare il ruolo di centrale difensivo...

Chi completa i nove prescelti nella zona bronzo?
Castellini del Porto San Pancrazio per le doti tecniche. Poi due profili che potrebbero salire di almeno una categoria: Fanigliulo della Juventina Poiano e Ortega della Scaligera Lavagno.•.