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ORO

Orgoglio Casarotti «Il Legnago è super»

di Stefano Joppi
Il centrocampista: «Un gruppo unito nelle difficoltà Sì, ovvio, la speranza e di restare pure in Lega Pro»
Enrico Casarotti, centrocampista del Legnago
Enrico Casarotti, centrocampista del Legnago
Enrico Casarotti, centrocampista del Legnago
Enrico Casarotti, centrocampista del Legnago

Ha appena vinto il campionato di serie D con la maglia del Legnago Enrico Casarotti e ora prova la caccia al Pallone d’Oro. Il ventenne di San Bonifacio rimane però con i piedi ben ancorati a terra. Anzi sembra quasi volersi nascondere. L’esatto contrario di un campionato giocato da protagonista con ben ventotto presenze per il classe 2003. Centrocampista ma anche difensore, la vocazione ad aiutare gli altri e tanta energia. Vorrebbe fare il calciatore Casarotti ma non s’illude. «Per carità il sogno è quello di giocare in Lega Pro ma so bene che il salto di categoria è notevole. Ero già qui nell’ultima stagione da professionisti del Legnago e ho anche collezionato una presenza ma ho avuto ben chiaro come si alzi l’asticella». Intanto il ragazzino iscritto a Scienze Motorie si gode il momento. «È stato il successo del gruppo che non si è arreso mai nemmeno nei momenti difficili, che ci sono stati soprattutto in avvio di stagione. La gara spartiacque della nostro cammino è stato il successo contro la Clodiense e poi la vittoria a Cjarlines, li abbiamo capito che ce l’avremmo fatta», racconta Casarotti al Legnago dal secondo anno di Allievi, prima alla Pro Sambonifacese e al Lonigo, la maturità scientifica al liceo di scienze applicate e il pallone a riempire le sue domeniche. «Non ho particolari hobby, preferisco usare il mio tempo libero dallo studio e dagli allenamenti in compagnia con gli amici. A Legnago ho legato con tutti in particolare con Zanetti e Meneghetti. Il mister? Ha saputo inculcare in tutti noi il culto del lavoro. Chiede sempre molta applicazione e ci ha trasmesso grinta e voglia di vincere. Il tutto dispensando serenità e concentrazione», riassume la stagione Casarotti che indica nei veneziani della Clodiense gli avversari più tosti. «A dir il vero non pensavo che nel finale di campionato perdesse cosi contatto da noi. Merito del Legnago che ha saputo sempre rialzarsi al momento giusto. Il mio futuro? Al momento non ho parlato con la società, c’è ovviamente tempo. Certo che mi piacerebbe rimanere e provare di nuovo ad assaporare il mondo dei professionisti. Ma non mi illudo e continuo intanto a studiare», continua Enrico tifoso della Juventus e grande estimatore di Ronaldo. Ma non solo. «Se devo pensare ad un centrocampista-difensore mi viene in mente Casemiro ai tempi del Real Madrid. Il top», sorride il baby dell’Est veronese che svela, sorridendo, il segreto del numero venticinque sulle spalle. «Non c’è una motivazione particolare. Semplicemente nell’anno del Legnago tra i professionisti era l’unico numero rimasto libero. E l’ho preso e voluto tenere anche in serie D», traduce Casarotti con la genuinità delle persone umili. In merito al Pallone d’Oro ammette di conoscere l’iniziativa de L’Arena e di esser stato onorato che la società lo abbia inserito nella terna dei candidati. «A coordinare la raccolta dei tagliandi è mio papà Nicola. Insieme li compiliamo. Anzi vorrei ringraziare tutti quelli che ci stanno aiutando e portando i coupon. La speranza è di entrare nella top ten». •.