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ARGENTO

Montanari va lontano «Con i tagliandi è derby in famiglia»

di Luca Sguazzardo
Il terzino del Pozzo sfida il fratello «Ma ho più voti io, punto alla top 5»

«All’inizio di questa avventura non credevo di poter raccogliere così tanti voti. Mi hanno aiutato in tanti, in questa ultima fase per me sarebbe importante arrivare nei primi 5: una bella soddisfazione». Parla così Martin Montanari, classe 2003 terzino destro tutto nervo e volontà del Pozzo, che quest’anno si è salvato in Prima categoria. Ha più voti del fratello Manuel con cui aveva iniziato questa avventura, «poi anche lui ha capito che io ero il più forte in famiglia e allora insieme a mamma Luisa e papà Marco, mi ha aiutato con la raccolta dei tagliandi. C’è anche Caterina, la mia ragazza che mi aiuta a portare a casa voti», dice ancora ridendo Martin. Dopo il diploma all’alberghiero di Chievo, adesso aiuta papà Marco nella conduzione dell’azienda agricola di famiglia a Oppeano. Da dove è partito giovanissimo per i primi calci a un pallone a Bovolone, poi Zevio, San Martino Speme, San Giovanni e adesso Pozzo, «dove si sta bene e con i ragazzi abbiamo dato vita ad un gruppo affilatissimo». Martin è un terzino di quelli che «non si molla di un centimetro. Sempre concentrato per il bene della squadra», rimarcando il concetto. All’occorrenza fa anche il centrale difensivo. Un modello di riferimento nel suo ruolo, o un calciatore a cui si ispira? «In effetti non c’è nessuno. Li guardo tutti, come è ovvio che sia, però non c’è nessuno in particolare da prendere a modello. Ogni giocatore ha un proprio stile e una propria maniera di giocare. E poi, sono ancora giovane per paragonarmi a professionisti affermati. Vedremo con il tempo». Quest’anno intanto il Pallo d’Argento se lo contendono i portieri. «E questo mi fa molto piacere. Il loro è il ruolo più difficile e fondamentale in una squadra di calcio. Se sbaglio io che sono un terzino, posso sempre rimediare in qualche maniera. Ma se sbaglia il portiere è gol. Non ci sono discorsi». Ruolo ingrato quello di chi sta tra i pali. E quasi mai alla ribalta perché i riflettori sono sempre su chi i gol li fa, non su chi li para. Finita la stagione con la salvezza del Pozzo, se ci fosse una chiamata nella categoria superiore afferma che sarebbe pronto. «L’importante, però, nel calcio è divertirsi, mettendoci sempre quel pizzico di grinta e cattiveria che non guastano mai». Martin è pronto al salto di qualità.•.