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PALLONE D’ORO

Marchetti, l’evergreen «La passione è tutto»

di Stefano Joppi
L'attaccante del Villa crede in una possibile salvezza «A due giornate dal termine i giochi sono apertissimi»

Il suo nome ricorre da anni sui campi del calcio dilettantistico e regolarmente fa capolinea anche nella corsa per il Pallone d’Oro. Federico Marchetti, attaccante del Villafranca, otto reti all'attivo, non sembra voler fermarsi mai nonostante le primavere siano prossime a trentacinque. «Sono innamorato di questo sport e fino a quando il fisico e la passione mi sorreggeranno non mollerò di un centimetro. Gli allenamenti dopo il lavoro non mi pesano. Inoltre in questa stagione rispetto all’ultima non ho accusato alcun problema fisico. Se mi viene in mente la pubalgia che mi ha fatto compagnia nella parte finale dell’ultimo campionato sto ancora male con il pensiero. Per fortuna tutto si è risolto alla grande ma non è stato semplice e i sacrifici per guarire non sono mancati. Il Villa? È un ambiente a misura per il sottoscritto. C’è la giusta alchimia tra il gruppo storico protagonista della cavalcata in serie D e i nuovi con i quali lottiamo per mantenere la categoria. A due giornate dal termine i giochi salvezza sono più che mai aperti con una concentrazione di squadre in un fazzoletto di punti. Non vale la pena fare tanti calcoli ma solo vincere. Se ricordo le occasioni lasciate per strade mi sale la bile, a partire dall’ultima sfida con i friulani del Torviscosa dove non siamo riusciti a mantenere il doppio vantaggio. Inutile però piangere sul latte versato ma concentrarci sugli ultimi 180 minuti. Certo la possibilità che la salvezza passi dai play-out è più che concreta ma attenzione anche alle ultime due posizioni che portano alla retrocessione diretta, i giochi sono ancora aperti», continua Federico originario del vicentino ma ora trasferito in pianta stabile a Verona, in Borgo Venezia, dove abita con la compagna Elena e il figlioletto di tre anni e mezzo Nicolò. «Sono i miei primi tifosi e mi seguono sempre nelle partite casalinghe. A loro è anche legata l’unica scaramanzia che ho prima di partire per la partita domenicale: un bacio per regalare loro un gol», ci raccontava Marchetti giusto un anno fa nel commentare la sua corsa al Pallone d’Oro. «Sì, confermo tutto cosi come l’importanza dell’iniziativa de L’Arena che regala uno spazio di visibilità al nostro mondo. Sono sincero non mi metto a raccogliere i tagliandi che vengono pubblicati sul giornale ma so che c’è chi lo fa per me. E questo mi fa tremendamente piacere così come sapere che Mauro Cannoletta, il nostro direttore generale e anima del Villa, mi abbia proposto nella terna in corsa all’ambito metallo. Mauro? La sua presenza è costante, non ci fa mancare nulla. Uno che vive per il Villafranca». In merito al cambio di allenatore nell’arco del campionato Marchetti da consumato “professionista” allarga le braccia: «Quando le cose non vanno nel verso giusto il primo a saltare è il mister. È una regola, che piaccio o no, del calcio a qualsiasi latitudine e categoria. Mi sono trovato bene con Damini così ora con Spinale, che tra l’altro è stato un mio compagno di squadra al Legnago, ormai tanti anni fa», conclude Marchetti che ha vestito anche la maglia del Trissino e dell’Arzignano in serie D. •.