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SECONDA CATEGORIA

Gorna e il Valeggio: chi li separa più?

di Flavio Pasetto
Dai Pulcini fino ai 35 anni sempre con quella maglia «Mai avuto la tentazione di giocare in altre società»
Il riconoscimento Gorna premiato per la fedeltà alla causa del Valeggio
Il riconoscimento Gorna premiato per la fedeltà alla causa del Valeggio
Il riconoscimento Gorna premiato per la fedeltà alla causa del Valeggio
Il riconoscimento Gorna premiato per la fedeltà alla causa del Valeggio


Ha giurato fedeltà al Gabetti Valeggio iniziando dalla categoria pulcini e procedendo in tutte le altre categorie sino alla stagione attuale, affrontando così, all’età di trentacinque anni, ancora il campionato di Seconda categoria. Ivan Gorna occupa il ruolo di centrale di difesa nella formazione castellana e quello di vice capitano. E come detto non ha mai abbandonato i colori rossoblù. Anzi, tiene annotato sul suo diario personale che l’attuale torneo, a cui partecipa, è il sedicesimo consecutivo della propria carriera con la casacca prima squadra.

Da terzino a centrale
In realtà le sue prime apparizioni lo ritraggono nella scacchiera del Valeggio nella posizione di terzino destro. «L’età anagrafica», ammette Gorna, «mi consiglia, ora, di occupare una posizione più centrale in difesa, meno dispendiosa in termini di corsa e con la possibilità di garantire la mia esperienza agli altri miei compagni di reparto». E ancora, sfogliando il ricchissimo album dei ricordi: «I dieci gol rappresentano il mio punto massimo di capacità realizzativa. Nulla di eccezionale ma, da quando la mia posizione è quella di centrale di difesa, so approfittare al meglio per sfruttare punizioni e calci d’angolo. E in effetti le segnature, anche ultimamente, stanno arrivando. Il fatto poi», continua Gorna, «di non essere stato così pungente, negli anni, in zona gol, non rappresenta per me un assillo perché so di dare sempre il massimo ugualmente».

Il modello? Maldini
La passione per il calcio è stato per Ivan Gorna un filo conduttore dell’attività sportiva. Paolo Maldini ne rappresenta, per serietà e dedizione alla causa, uno dei modelli a cui si è ispirato. Fino ad accompagnarne, in qualche modo, gli ultimi passi di un percorso netto, sempre legato ai medesimo colori sociali: «In effetti», chiarisce ancora, «non ho mai avuto tentennamenti o la tentazione di misurarmi con un’altra realtà. Nessuno che mi abbia convinto ad abbandonare un club nel quale mi sono trovato benissimo. Merito anche del presidente Giovanni Pasotto, che incarna la figura di un massimo dirigente capace di ottimizzare gli interessi di una società dilettantistica. Proprio come è successo a Valeggio». Raggiunto e superato il traguardo delle trecento e più partite, festeggiate con dirigenza e famiglia nel dopo gara con il Cadore, Gorna si pone, ora, il problema se proseguire per un’altra stagione. «Il dilemma», considera, «è quello tra l’impegno calcistico e una maggiore presenza con Giorgia e Agnese, familiari a me cari, dai quali non vorrei allontanarmi ancora e troppo a lungo».  •.