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A 360 GRADI

Cappelletti oro di Signoretto «E auguro la C al Legnago»

di Riccardo Perandini
L'esperto Massimiliano Signoretto
L'esperto Massimiliano Signoretto
L'esperto Massimiliano Signoretto
L'esperto Massimiliano Signoretto

Primo in carrozza, vittorioso in trionfo. Massimiliano Signoretto firma una doppia riconquista della Prima Categoria: la propria, dopo averla toccata con l’Atletico Vigasio; dell’Alpo Lepanto, società dove ha appena festeggiato il successo nel girone B di Seconda. Sorrisi che s’intersecano con quelli dei suoi ragazzi speciali, ben 55, del Valpolicella For Special, in cui Signoretto è operativo al servizio di atleti diversamente abili: un’avventura che prosegue dopo l’esperienza al fianco degli Insuperabili. L’annata da cornice erige di diritto il tecnico tra i giudici della giuria tecnica del Pallone d’Oro, concorso che premia i migliori talenti del calcio veronese.

Mister, parola d’ordine: riconquista. Finalmente la Prima...
Traguardo voluto, cercato, meritato. I numeri, che non mentono mai, ci danno ragione: miglior attacco, miglior difesa, maggior numero di vittorie. Un anno davvero da incorniciare.

È la seconda volta che la conquista. Il fattore che ha fatto la differenza?
La qualità e la profondità della rosa ha reso semplice il mestiere di allenatore.

Quindi?
Abbiamo costruito il nostro successo nel rispetto della cultura del lavoro in settimana e sull’intercambiabilità di un gruppo che ha saputo spesso vincere alla distanza, pescando le risorse necessarie da tutti i suoi effettivi.

Ha appena vinto in carrozza il girone B. Lei conosce molto bene la Seconda: dovesse scegliere il Pallone d’oro di categoria?
Per i numeri e la continuità realizzativa, Christian Turozzi merita una menzione. Nessuno viaggia alla sua velocità. Nel podio del bronzo lo metto in testa.

Iniziamo allora la giuria tecnica dal basso: chi completa il podio del bronzo?
Secondo Gugole del Colognola: centrocampista duttile, di gamba e buona tecnica. L’ho allenato, so che può crescere ancora. Poi un profilo d’esperienza tra i migliori della categoria: Montolli del Lessinia.

La Seconda mostra giovani da attenzionare?
Guardo, senza presunzione, in casa mia: dico Beghin del mio Alpo Lepanto. Un 2005 che ha ampissimi margini di miglioramento.

Da tecnico vincente, a chi darebbe la panchina d’oro?
Nei dilettanti veronesi, anche se di dilettantistico ormai è rimasto poco, per il percorso che ha fatto - gavetta compresa - dico Cristian Soave. Ha avuto l’umiltà di partire e di costruirsi dal basso, oggi è uno dei migliori in circolazione. Se penso alla mia categoria spendo volentieri una parola per Emiliano Testi: ha condotto un gran campionato, in duello con noi, con l’Olimpia Verona. È al primo anno da capo allenatore, i complimenti, sinceri, glieli devo.

Saliamo dal Pallone di bronzo al terzetto dell’argento. Quali nomi sceglie?
Tre bomber in grado di fare la differenza da soli. Marastoni del San Giovanni in testa perchè ha una velocità fuori dal comune e lascerà presto la Promozione. Poi, due belle punte: Menini del Cadidavid e De Carli del Pastrengo. Due maestri del gioco offensivo.

Manca il trio finale, dedicato alla categoria più alta, quella dell’oro. I prescelti?
Cappelletti del Pescantina, poi Baradji e Sambou del Legnago: stanno vincendo la D. Auguro loro di riconquistare la C: la piazza lo merita, per Verona tornare ad avere tre squadre nei professionisti è un vanto.

Concludiamo con una domanda personale: in Prima per restare o come trampolino di lancio?
Penso che giocatori e allenatori abbiano una o due categorie massimo come habitat: in Prima spero di mettere radici. Chiaro, a tutti piace puntare in alto ma conta essere realisti. Già godermi il calcio della Prima sarebbe una soddisfazione per me. 

L’esperto Massimiliano SignorettoL’oro del... Pescantina Tommaso Cappelletti in vetta al podio
L’esperto Massimiliano SignorettoL’oro del... Pescantina Tommaso Cappelletti in vetta al podio